Durch den Monsun

Quando in un fine settimana hai parecchia voglia di una serata con concerti+ballo, ma fra gli appuntamenti offerti dal circondario fiorentino quelli compatibili con i tuoi gusti & paletti sono praticamente soltanto serate darkettone (e non è la prima volta che succede), devi arrenderti e accontentarti di quel che passa il (satanico) convento.
Questo era uno di quei weekend; e ieri è stata proprio una di quelle occasioni in cui cedo al lato oscuro.
E quindi perché non condividere per una volta qualche testimonianza verbale e fotografica con chi non ha avuto la possibilità o il coraggio di partecipare?

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La serata del Viper ha l’altisonante titolo di Dark Empire Festival.
In effetti sono 4 i gruppi (tutti italiani) che si alterneranno sul palco, seguiti da djset.

Il primo concerto, quello di (dei?) Violent Diva, me lo perdo causa ritardo. Disdetta!

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 Al mio arrivo ha appena iniziato a suonare il secondo gruppo: i romani Bohemien.
Si tratta a quanto pare di un gruppo new wave "storico", attivo tra il 1985 e il 1987 (gli anni "dark" dei Litfiba) e poi riformatosi nel 2002. Probabilmente una delle band che anche nel resto d’Italia si formarono in quegli anni sulla scia dei pionieri della scena fiorentina (Litfiba e Diaframma in primis). Lo stile in effetti è un po’ quello (nel finale presentano anche una cover di Tziganata). I testi sono in italiano.

Non sembrano male nel complesso, e il pubblico è coinvolto: io però non riesco a concentrarmi e a prenderli sul serio, soprattutto perché il cantante mi sembra un incrocio tra Morgan e Solange. Sulle zeppe.

Sarà perché non conoscevo i pezzi.

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Il terzo gruppo in scaletta sono gli Adam, di cui questo è l’inquietante sito.
Andranno avanti per oltre un’ora, mettendo a dura prova la mia tenuta fisica e psichica (non son più il ghepardo di una volta; e nemmeno quello di sei mesi fa…). Fanno roba pesissima, che loro stessi definiscono sul myspace come un incontro tra basi rave e attitudine metal/hardcore. Come dire, non è esattamente la mia tazza di sangue. Ma il loro pubblico è in delirio, e l’impatto notevole.
 
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Anche qui l’occhio vuole la sua parte, e i tre membri della band sul palco optano per look diversificati (il volantino recita minaccioso: "dove il glam incontra il cyber").

Il cantante è indubbiamente il protagonista, con il suo trucco bianco (o maschera?), il mantello/pareo plastificato bianco e nerod, i guanti lunghi e i tatuaggi vari d’ordinanza (le lenti a contatto sono ovviamente bianche, ma che ve lo dico a fa’).

dark4 Alle tastiere e cori c’è quello che a fine concerto scopro essere nientepopodimeno che Mr.Violent Diva in persona. Mentre ero convinto fino a quel momento che si trattasse di Bill Kaulitz dei Tokio Hotel, reduce dall’operazione alle corde vocali ma soprattutto da una contropermanente inopinatamente abbattutasi sulla sua ormai leggendaria cotonatura.

Il più inquietante è però decisamente il batterista, per cui lascio la parola alla foto qui accanto (non abbastanza a fuoco, purtroppo; o per fortuna?).

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Gli ultimi ad esibirsi sono gli anch’essi pettinatissimi (proprio nel senso delle acconciature) Frozen Autumn, che sono anche l’unico gruppo che conosco. Li ho già visti almeno un paio di volte (tutte prima del 2005, anno di uscita del loro ultimo album Is Anybody There?). In questo caso il volantino di cui sopra prometteva "una formazione live inedita e uno show nuovo e soprendente".
Bene, mi ero detto, forse stavolta oltre ai due membri (e voci) del progetto Diego e Arianna, ognuno posizionato dietro la sua tastiera, ci sarà anche qualche altro strumentista sul palco.
Purtroppo non è così: a quanto pare la novità sta tutta nel fatto che oltre alle loro due postazioni…c’è anche una postazione centrale, con un microfono, in cui uno dei due si sposta a turno a cantare. Vabbè.

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Il concerto però mi piace. L’inizio, con Static Cold, Polar Plateau e altri brani dall’ultimo album (che ho ascoltato pochissimo) è un po’ in tono minore, anche perché mi pare che le voci siano un po’ troppo basse nel missaggio. Va meglio da quando Arianna intona Silence Is Talking, seguita da altri classici del repertorio del duo darkwave/elettropop torinese (Is Everything Real?, There’s No Time To Recall, Second Sight).

La musica dei Frozen Autumn è interamente sintetica. Tra i nomi noti a cui si possono avvicinare forse il primo da fare è quello dei Clan Of Xymox (l’ultimo disco è uscito appunto per l’etichetta del leader della band olandese Ronny Moorings). I FA possono piacere anche a chi ama i Depeche Mode più elettronici, i Cocteau Twins e il suono 4AD in genere, se si è pronti a composizioni allo stesso tempo molto melodiche (i detrattori potrebbero dire *scontate*), eteree (i detrattori potrebbero dire *ripetitive*) e ad alto dosaggio di bpm (i detrattori potrebbero dire *truzze*).
Le scarne coordinate di cui sopra servono solo a dare un’idea di massima del gruppo a chi non frequenta il ristretto ambiente goth/wave, visto che al suo interno sono piuttosto noti, e non solo in Italia.
In ogni caso è un’ascolto accessibile anche per chi come me digerisce poco tutto ciò che dal post-punk tradizionale si avventura verso il goth estremo e l’EBM.
 
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Per quanto riguarda il valore aggiunto dato dall’esibizione dal vivo (punto su cui mi sono soffermato qualche tempo fa, esprimendo una certa insoddisfazione verso i concerti con netta preponderanza di parti registrate/elettroniche), ho confermato l’impressione che già mi ero fatto vedendo i FA in passato. Dal punto di vista strettamente musicale le canzoni non hanno tutta questa evoluzione, rispetto alla versione su disco. Le parti vocali sono certamente all’altezza, ma non da svenimento (un po’ più piacevole la voce femminile, un po’ più monocorde quella maschile).

Quello che in questo caso ha arricchito di più l’esperienza del concerto (e che non era presente nelle precedenti occasioni: ecco forse dove stava la fantomatica novità di cui sopra) sono stati i visuals, a cura di Diego (secondo Amico Informato Diego cura le installazioni anche per altri gruppi; certo, Amico Informato a volte spara qualche panzana, ma questa informazione mi sembra credibile). Dal confronto con quelle del concerto di Robin Guthrie sopra linkato queste immagini escono vincitrici. Meno animazioni simil-windowsmediaplayer, più evocazione di paesaggi, luoghi e oggetti concreti.

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Ah, poi c’è stato anche il djset. Non male, suvvia: credevo peggio. Nell’ora in cui sono rimasto ho ballato abbastanza, poi la stanchezza si è impossessata un po’ di tutti, e con i miei accompagnatori abbiamo lasciato spazio a persone meglio agghindate di noi (non ho scattato foto a persone del pubblico per rispetto della loro privacy, ma senza troppo scendere in particolari si può affermare che c’era un’alta percentuale di persone perfettamente in tema con il dresscode implicitamente in vigore sul palco…uno spettacolo a parte, a suo modo – come al solito).

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8 Responses to Durch den Monsun

  1. meraviglia i frozen autumn :)

  2. Disorder79 says:

    Come apparizione, indubbiamente sì :)
    Come concerto niente di sconvolgente, dato il genere (che non si presta a grandi stravolgimenti dal vivo, come ho già accennato). Ma l’ho ovviamente preferito ai gruppi che c’erano prima (che magari han fatto concerti più “suonati”, e a chi era appassionato dei rispettivi generi han dato molto di più).

  3. utente anonimo says:

    I Violent Diva me li son praticamente persi, sono arrivato che stavano fancendo le ultime 3 canzoni ma non li ho cagati. Peccato perchè leggevo commenti positivi a riguardo.

    I Bohemien non li conoscevo ma ho apprezzato molto il sound, se riesco a trovare qualcosa scarico per provare meglio, ma sarei propenso pure a comprare.

    Nemmeno gli Adam (O Adam Kult?) conoscevo, e son stati strepitosi. Grande impatto, grande coinvolgimento, grande setting live, il tutto nonostante il batterista assurdo e il tastierista hotelista.

    Il live dei The Frozen Autumn è stato rovinato nei primi 3-4 pezzi da un soundset completamente sregolato nei volumi delle voci dei 2 microfoni ai lati (quello centrale era ok), probabilmente il team non è stato in grado di regolare x bene con 4 gruppi presenti (però il sound di Bohemien e soprattutto Adam mi sembrava decisamente ok, boh?). Pure Froxeanne e Diego mi hanno confermato questo problema, quando ci ho parlato dopo il concerto. Per quanto riguarda il tuo post… hai detto un pacco di fraccagnate :P Innanzitutto non è la prima volta che usano la formazione a 2 postazioni laterali + microfono centrale, è piuttosto la formazione standard che usano ormai da anni a TUTTI i concerti. Secondariamente non è la prima volta che usano i visuals fatti da Diego (che ti ricordo ha realizzato diversi video anche per altri gruppi, uno che mi viene in mente è quello degli Stompcrash), eri presente anche tu ad un concerto di diverso tempo fa all’Anomalia Club di Prato dove utilizzarono i visuals del loro primo DVD. La formazione live inedita doveva venire da una collaborazione con un chitarrista esterno (non ricordo chi, se vuoi glielo chiedo e ti aggiorno, penso Marcello dei Neon, che è arrivato al concerto molto dopo, gli ho pure fatto una foto con Froxeanne), come già avvenne in due concerti precedenti (uno ad Este al Sottosopra, un altro non ricordo dove) con la collaborazione di Stefano Nieri, chitarrista del gruppo “Act Noir” (che dovresti provare, decisamente + vicino ai tuoi gusti).
    Per quanto riguarda la tua minirecensione del live dei TFA direi che non ha senso quello che scrivi, sei completamente fuori parametro e usi i canoni di giudizio di un concerto rock e affini per valutare la qualità di un concerto electro, ed è ovvio che non puoi usare gli stessi.
    A questo riguardo ti consiglio di leggerti questa intervista dove si affrontano gli aspetti electro.
    Il problema non è nel loro live insoddisfacente, ma piuttosto nella tua mancanza di cultura electro per apprezzare un live electro. Tiè Disorder! Beccati quest’acidata. PRRRR :P

  4. utente anonimo says:

    Ah mi ero dimenticato il link all’intervista…

    http://www.fcashes.com/txt.html

    Leggi pure :) E’ la prima in alto, quella di Wusik Magazine.

  5. utente anonimo says:

    Ah mi son scordato di firmarmi, sono Akuma ovviamente eh, ma tanto Disorder l’aveva capito ^^

  6. Disorder79 says:

    “Il problema non è nel loro live insoddisfacente, ma piuttosto nella tua mancanza di cultura electro per apprezzare un live electro”

    ..beh, ho mancanze di cultura electro: mi sa che me ne farò una ragione :D

    Ah, visto che siamo in tema di borsettate gratuite: ancora un uso della parola “sound” e stavo per prorompere in un’invettiva alla Nanni Moretti :-P

    E comunque mi pare più o meno di aver dato lo stesso tuo giudizio sui gruppi: gli Adamboh grande impatto, ma troppo pesi per me, i FA piaciuti come sempre, nonostante sia poco familiare con il genere (mi sembra di averlo fatto capire: e il post non si rivolgeva certo agli “esperti di darkwave”, ma magari a tutti gli altri che non li conoscevano).

  7. utente anonimo says:

    Ma smettila di fare l’italianista conservatore senza cognizione di causa. Tu e quel patetico esserino di Nanni. PRRR alla seconda (in pratca PRRR²) :P
    Gli Adam sto ascoltando un paio di pezzi studio ma ho l’impressione che suonassero meglio dal vivo lol. Non so, in teoria non è il mio genere (ma ultimamente sto aprendo molto i miei orrizzonti a riguardo di “generi nuovi”!) tuttavia mi hanno davvero piacevolmente impressionato.

    Complessivamente, nonostante i problemini, è stata bella proprio la serata. Peccato alla fine fossi stanco e fosse tardi e la gente cominciasse ad andare via, pure il DJset non sembrava malvagio, tutt’altro. D’altronde con 4 gruppi insieme come potevi fare altrimenti? E’ cominciato troppo presto, e la gente alle 2:00 giustamente se ne andava via. Non so, peccato perchè la serata è stata bellissima. Per quanto io preferisca le serate singole (Concerto + DJset dopo) rispetto a quelle ammucchiate dove alla fine ti stanchi troppo e non ti godi un casso, devo dire che spero vivamente in futuro vengano ri-organizzate serate di questo tipo. Kudos a tutto lo staff per quanto mi riguarda (Progetto Notturno se ricordo bene? Che poi non sono una delle due “branchie” formatesi dalla scissione del gruppo che organizzava le serate all’Anomalia? Serate che infatti adoravo come non mai… altro che Energy Zone e Siddhartha! con due h)

  8. Disorder79 says:

    E’ stata una bella serata nel complesso sì, più che altro i gruppi erano bene assortiti come stile, quindi anche chi non fosse stato entusiasta per nessuno poteva comunque trovarla interessante per farsi un’idea su diversi stili.

    Sugli organizzatori, non ricordo. Un giorno qualcuno dovrà scrivere una cronistoria con tutte le varie scissioni tra i vari team che organizzano questo tipo di serate nella zona, perché ormai si perde davvero il conto :)

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