Sussidiario Concentrato della Giovinezza

I Baustelle nel loro recente passaggio a Firenze me li ero persi (soldout, come in quasi tutte le date dell’attuale tour): ecco quindi che ieri ho colto ben volentieri l’occasione di poterli andare a vedere a Pisa "a babbo morto". Il fatto che si trattasse di un concerto a ingresso gratuito (un’anteprima del Metarock) e il potervi abbinare  una gitarella fuoriporta in compagnia mi ha fatto soprassedere sulle brutte cose che avevo letto in giro (e sulla tenuta dal vivo non sempre eccelsa del gruppo pur-sempre-toscano-d’origine, soprattutto dal punto di vista vocale, già sperimentata in passato).

La sorpresa è che quello di Piazza Carrara (location cambiata rispetto a quella del Giardino Scotto precedentemente indicata) è stato dal mio parziale punto di vista un bel concerto.
Certo, hanno influito in questa impressione due fattori. In primo luogo conoscevo già la scaletta (per ora identica per tutto il tour, con poche eccezioni) e le sue lacune sul repertorio storico della band (un solo pezzo dal secondo disco, poco più dal primo): perciò niente delusioni.
In secondo luogo le mie aspettative erano piuttosto basse dal punto di vista dell’intonazione: e invece sia Rachele che Bianconi hanno sfoderato una prova ampiamente sufficiente rispetto ai loro standard: chissà se per merito del clima della serata (la loro soddisfazione era palpabile), dell’acustica del live all’aperto o dell’esperienza accumulata. O del mio metro di giudizio, abbassato dal fatto di non aver sborsato i 15-20 euro che si pagano per i loro concerti nei club ultimamente.

Altro elemento che rende parziale il mio giudizio è l’essermi perso causa ritardo (non mio! non mio!) le prime 4 canzoni, ahimé tutti pezzi dell’ultimo album che quindi attendevo molto curioso alla prova dal vivo (specie Antropophagus e il nuovo singolo Colombo). Charlie e L’Aeroplano le abbiamo sentite rimbombare da lontano mentre percorrevamo il lungarno verso valle alla ricerca della piazza, con il suono che per le note (?) leggi della fisica sembrava provenire dalla parte opposta del fiume.

La piazza e le sue vicinanze sono affollate di giovani, soprattutto studenti universitari (il concerto era organizzato in collaborazione con un’associazione studentesca locale). Se da un lato fa piacere che i Baustelle si esibiscano di fronte a un pubblico ampio, l’inevitabile contraltare è che su numeri così alti c’è un’ampia percentuale di curiosi poco interessati a un ascolto attento – e sopratutto rispettoso dei vicini. Chi vuole evitare il chiacchiericcio attorno a sé ha in questi casi due possibilità: arrivare per tempo, oppure sgomitare un po’ e guadagnare un a posizione sufficientemente vicina al palco per essere occupata solo da spettatori partecipi. E chiaramente con i miei accompagnatori abbiamo una sola scelta.

Il concerto vero e proprio, per me, inizia quando arrivo a una trentina abbondante di metri dal palco. Finalmente il volume più alto e le chiacchiere distanti permettono di lasciarsi andare alla musica. Prima di allora avevo fatto in tempo ad ascoltare una versione de Il Liberismo molto energica e chitarrosa ma non del tutto convincente, una Panico! abbastanza insipida come su disco e il momento acustico con protagonista Francesco, con la toccante Alfredo che si aggiunge alla già classica Il Corvo Joe. Un vero peccato non essersele godute da più vicino.

Da ora in poi il concerto scorre via piacevole: c’è una doppietta "solista" anche per Rachele, con Dark Room e La Vita Va (il primo pezzo lo preferisco: in entrambe comunque si difende bene, ha come sempre più energia del leader della band e ce la mette tutta). Il ritornello di Alain Delon, unico ripescaggio dal rinnegato La Moda Del Lento, viene cantato da Bianconi un po’ alla De Gregori, modificando la linea vocale e cassando qualche acuto: bravo e furbo.
Su Sergio e La Guerra È  Finita niente da dire, non mi commuovo solo perché sono ormai un vecchio blogger cinico e le ho già sentite dal vivo più volte. La coda di Baudelaire è stata forse scritta appositamente per chiudere i live: se su disco è a mio parere un po’ innaturale, dal vivo permette ai musicisti di fare un po’ di caciara e fa il suo effetto. A proposito: sul palco i tre Baustelle della line-up ufficiale (Bianconi, la Bastreghi e il chitarrista Claudio Brasini) sono accompagnati da Alessandro Majorino al basso, l’ex Bluvertigo Sergio Carnevale alla batteria, Ettore Bianconi alle tastiere e il poliedrico Nicola Manzan alla chitarra/violino/fisarmonica/ecc.

I bis, come da programma, regalano Un Romantico A Milano (che ha come finale la regina delle "frasi smart" che fanno la felicità del pubblico gggiovane, quella dell’erba senza stile) e il medley fra tre pezzi che costituivano il cuore della scaletta del primo disco del 2000 Sussidiario Illustrato della Giovinezza: La Canzone Del Parco, Gomma e La Canzone Del Riformatorio.
Spiace che nessuna delle tre venga eseguita integralmente, purtroppo bisogna accontentarsi di quei pochi (ma esaltanti) minuti di ribalta per quell’album che tanto prometteva. Consapevoli che quelle promesse sono state mantenute, e da Bianconi e soci sono arrivati dopo quell’esordio soltanto conferme (fino all’ultima e quarta prova Amen, che dopo qualche mese di ascolto approvo decisamente e di cui magari riparlerò in altra sede).
Ah, niente Bruci La Città, che mi aspettavo di sentire visto il pubblico semi-generalista.

I Baustelle si avviano ormai a diventare un gruppo per grandi platee, con pieno merito dal punto di vista compositivo e produttivo, con qualche handicap dal punto di vista delle esibizioni dal vivo (oggi fondamentali nel mercato musicale-ex-discografico anche per chi come loro è più artista "da studio")…essenzialmente 1) le voci debolucce e 2) la difficoltà di rendere dal vivo gli elaborati arrangiamenti delle loro canzoni. Dal secondo punto di vista probabilmente miglioreranno ancora, e chissà se non anche dal primo.

Nota di colore a margine: in pieno centro a Pisa esiste un BAR LIVORNO, con tanto di enorme insegna!

Scaletta.

Intro
Antropophagus
Colombo
Charlie Fa Surf
L’Aeroplano
I Provinciali
Il Liberismo Ha I Giorni Contati
Il Corvo Joe
Alfredo
Panico!
Dark Room
La Vita Va
La Canzone Di Alain Delon
Sergio
La Guerra È Finita
Baudelaire

Un Romantico A Milano
La Canzone Del Parco/Gomma/La Canzone Del Riformatorio
Andarsene Così

Annunci

9 Responses to Sussidiario Concentrato della Giovinezza

  1. atrentesimo says:

    ..per la serie ‘perchè quando andiamo da qualche parte voglio sempre andare con la macchina mia’..
    ..perchè se ci fossi stato anche io e m’aveste fatto perdere mezzo concerto v’ammazzavo.. ;)
    A.30mo

    (a bologna le voci non si sentivano neppure per sbaglio, ed a quanto mi dicono anche a salerno. ottima idea cassare bruci la città che usciva male. e le canzoni del primo disco a bologna le han fatte integrali. non per la mia gioia.)

  2. atrentesimo says:

    Uh, dimenticavo che ora ho un account di splinder memorizzato sul piccì (ha ovviamente fatto tutto colui che mi ha ospitato, ché se era per me e la mia pigrizia..)…

  3. ele says:

    chissà se per merito del clima della serata (la loro soddisfazione era palpabile), dell’acustica del live all’aperto o dell’esperienza accumulata

    mi dicono dipenda dal fatto che tutto è organizzato perché debbano pensare solo e soltanto a cantare, che fare altre cose insieme, tipo suonare, è durissimo per loro.. in più, mi dicono anche che rachele ha preso una marea di lezioni di canto.
    però non so, ché dal vivo in questo tour non li ho (ancora?) visti.

  4. Disorder79 says:

    gokachu: azz, vedi a scrivere i post a caldo: guardando le foto mi rendo conto di essermi dimenticato di parlare della trasformazione di Bianconi in Jarvis Cocker!

    atrentesimo: non credere che non abbia storto la bocca pure io ;)
    Però da solo forse non sarei potuto andare, e soprattutto il ritardo era giustificato, quindi pazienza.
    Delle canzoni del sussidiario in pratica han fatto una strofa per pezzo..

    ele: se è come ti hanno detto, han fatto benissimo. Vista la maggiore notorietà e conseguente disponibilità economica della produzione, è giusto supportare il gruppo-base con più musicisti possibili e fare concentrare le 2 voci sul canto. Se ti esibisci davanti a platee più numerose che non sei in grado di gestire, non c’è niente di male a farsi aiutare da altri, per presentare uno spettacolo dignitoso.

  5. Miiiii quanto la fate lunga co sta cosa del ritardo. E’ perché i Baustelle sono una band neozelandese che non potrete vedere mai più in concerto, vero? Dev’essere proprio così.

    Per quanto riguarda la lineup, sono d’accordo con -ehm- Disorder: in questo caso il fine giustifica i mezzi. E il fine è non andar via con la sensazione di aver sbagliato concerto. Perché alla prima stecca uno ride, alla seconda si mette la mano sulla fronte, dalla terza in poi è solo un supplizio.

    yoyoyo

  6. utente anonimo says:

    Disorder che palle con questi Baustelle! Comincia ad ascoltare un po’ di musica seria! La prossima volta che ci becchiamo ti passo Sara Noxx, Assemblage 23, Hocico e Psyche, PRRRRRRR :P

    Akuma

  7. Disorder79 says:

    (Akuma: che paura ‘sti nomi, anche no!)

  8. Franfiorini says:

    …e ci inchiniamo al denaro come te.[..] # stavo guardando un’intervista di Marzullo a D’Alessio. From Gigi to Gigi. Guardando ho detto, non ascoltando. Va bene, sono masochista e sono attratta da casi clinici psichiatricamente disperati, ma non ho tutto questo feticismo. I primi 30 secondi m [..]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: