Women you love to hate

Breve Fenomenologia semiseria della Stronza e della sua Disfatta

Il personaggio della Stronza è ben radicato nella cultura pop contemporanea. Cinema e telefilm in particolare ne hanno offerto esempi innumerevoli.

La Stronza è un’evoluzione più monodimensionale e decisamente più frocia del classico archetipo dell’eroina negativa tragica, piena di contraddizioni e tormenti interiori.
Al bando quindi le conversioni buoniste dell’ultim’ora e le cattive che alla fine diventano buone, si pentono, si impietosiscono o rivelano le motivazioni che stavano dietro alla loro apparente crudeltà. La vera Stronza è incarnata invece dalla delinquente irrecuperabile, dall’implacabile mangiauomini senza cuore, dalla donna di potere senza un briciolo di pietà e rispetto per il prossimo.
Personaggi comunque destinati alla sconfitta finale, perché il bene trionfa sempre: ma il momento della loro rovinosa caduta nella polvere è per forza di cose una scena grandiosa, esagerata, camp, destinata ad restare il momento più alto, più amato e più ricordato dell’intero spettacolo di cui fanno parte.

Spesso la Stronza è stata interpretata da una grande attrice, la cui notorietà non è rimasta legata a quel ruolo; anche se non mancano esempi di meteore.

Quello che accumuna la attrici famose che hanno dato vita a grandi Stronze è la forte personalità: e il primo esempio che viene in mente è Glenn Close, una che di parti da mattatrice negli anni ne ha macinate. Eccola qui ad esempio nei panni di Crudelia De Mon, mentre viene messa fuori combattimento da una serie di animali e trappole, un epilogo in pieno stile cartoon valorizzato però dalle sue battute stizzite.

Ci sono diverse varianti della Stronza. Può essere una completa psicopatica, come la strepitosa Kathleen Turner de La Signora Ammazzatutti (qui la scena del telefono).

Oppure la Stronza può essere una spregiudicata donna d’affari, come quella a cui dà il volto e una brutta permanente Sigourney Weaver nel cult anni 80 Una Donna In Carriera. Fantastica la rabbiosa reazione alla sua defenestrazione lavorativa.

Anche nella serialità televisiva, che nelle "catfights" (soprattutto verbali) e nei "characters you love to hate" ha alcuni dei suoi ingredienti più importanti, i personaggi femminili cattivi e cattivissimi abbondano. Più frequenti sono però le conversioni e i ravvedimenti della villain di turno, poiché col passare delle puntate o delle stagioni, sotto la costante minaccia del calo degli ascolti, gli sceneggiatori sono costretti a cambiare le carte in tavola e dare sviluppi imprevedibili e spesso poco credibili alla psicologia dei personaggi. Ma d’altra parte queste sono le regole del gioco.

Tra le "cattive" televisive più implacabili e costanti ne ricordo sempre con affetto un paio. Una ha tormentato i miei incubi fin da piccolo, ed è la perfida Diana di Visitors. Come dimenticare le immagini in cui viene spiata mentre si mangia una nutria? Per fortuna grazie a Youtube sono riuscito a rimuovere il trauma infantile, rendendomi conto di quanto la scena dell’orrido pasto fosse molto meno realistica di quanto ricordassi.
Purtroppo la produzione di V-Visitors fu interrotta all’improvviso, quindi non esiste una degna scena-clou finale in cui Diana muore o viene definitivamente debellata. Sono sicuro che sarebbe stata fantastica. Possiamo però ricordare Diana con affetto in questa bellissima lotta all’ultimo sangue e all’ultima permanente con la collega rettiliana e acerrima rivale Lydia. Una bionda, una mora e tanti danni provocati al buco dell’ozono.

Un po’ più sfaccettato, ma costantemente tendente alle trame e alla prevaricazione è il personaggio di Stephanie di Beautiful. Così come Brooke – il suo bersaglio preferito – è legata con l’elastico al letto di Ridge e a quello di tutti i suoi parenti maschi, anche Stephanie non può fare a meno di ricascarci ogni volta: per lei la famiglia è il valore più importante (dove l’ho già sentita questa?) e per proteggere la propria è disposta ad utilizzare qualsiasi mezzo. Quindi che ci sia da ricattare qualcuno, provocare o distruggere matrimoni altrui, fingere infarti o ingaggiare violentatori di Brooke, lei non si tira mai indietro. I nodi prima o poi vengono sempre al pettine, ma hey, siamo in una soap-opera, e nello spazio di due settimane tutto è dimenticato.

Ah, le grandi matrone di una volta!

Tornando però a bomba al tema principale di cui volevo parlare, ovvero il momento della Disfatta della Stronza, credo che poche scene raggiungano le vette di quella del duello tra la Sposa e Elle Driver in Kill Bill. Una Stronza con qualche motivazione plausibile contro una Stronza Pura, con annesso annientamento di quest’ultima (interpretata da Daryl Hannah). Occhio bambini, che fa un po’ impressione.

Kill Mara

Passando dalla fiction prodotta a livello industriale alla fiction casareccia rappresentata dalla politica italiana, peccato davvero che Youtube abbia dei limiti, e che le telecamere 2.0 non abbiano potuto riprendere i dietro le quinte che coinvolgono in questi giorni un personaggio in grande ascesa (fino all’altro ieri) e con le potenzialità per diventare una degna erede di questa tradizione di donne acide e spietate ma-con-classe. Sto parlando ovviamente di Michela Vittoria Brambilla.
Sì, perché pare che la rossa salmonata (sic!) più famosa d’Italia, dopo la schiacciante vittoria del suo mentore, debba accontentarsi dell’umile seggio di parlamentare appena conquistato o di poche briciole in più, mentre dall’alto della loro esperienza politica quasi-quinquennale note vallette andranno ad occupare con raro sprezzo del ridicolo ministeri tanto ininfluenti politicamente quanto ben coperti mediaticamente.

Ma come: e tutti gli zombie-club fondati in giro per l’Italia? E le investiture sorridenti da parte del Grande Capo in persona? E le faticose serate passate ad accavallare le gambe nei teatrini di Vespa e Floris? Tutto tempo, fatica e tinta buttate, ahimé.
Non solo non le si riesce a trovare facilmente neanche un sottosegretariato perché non la vuole nessuno tra le balle; non solo non è riuscita a trovare posto nemmeno nel governo-penombra della Mussolini (e ce ne voleva per essere esclusi da tal consesso di menti); l’ex Delfina deve ora pure sopportare le censure e il sarcasmo a viso aperto da parte dell’intero stato maggiore del suo ormai disciolto partito (pure da parte della Carlucci! Rendiamoci conto!).

Non c’è davvero alcun rispetto né gratitudine.
A Miche’, a questo punto sei in ballo e devi ballare: sfodera la tua ben nota grinta da imprenditrice e agit-prop di successo, e reagisci senza inibizioni davanti alle telecamere: regalaci una scena madre anche tu.

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7 Responses to Women you love to hate

  1. Fare la parlamentare è l’ultima cosa che mi è rimasta (cit.)

    // R

  2. Disorder79 says:

    In effetti in un film di Pedro lei ci potrebbe stare. Ovviamente in una parte da transgendarme (per citare la sua collega Mussolini) :)

  3. Disorder79 says:

    PS. alla Brambilla hanno dato, come già si vociferava, una delega al Turismo (ma è un sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio: nessuno dei ministri la voleva parte nel suo ministero)

  4. AnelliDiFumo says:

    A disò, ce se consola con l’ajetto, eh? :-)

  5. Disorder79 says:

    Eh, ma questo è un post trash, mica un post sulla politica (si parla forse di politica, nominando la Brambilla e la Carfagna?) :)

  6. utente anonimo says:

    Ahaah oddio bellissima Diana dei Visitors, ma come mai tutti i serial TV vintage di quell’epoca mi sembrano queer se visti oggi? LOL
    Ad ogni modo ti manca da citare qualche stronza. Mai visto Lady Vendetta? Se trovo i soldi mi compro la trilogia completa, veramente bei film. Ah e uhm… Parlando di stronze NON PUOI non citare Tura Satana, la grande “musa” di Russ Meyer (guardala in Faster Pussycat, Kill! Kill! nel lesboruolo di Varla! STUPENDAAAAAAA)

    Akuma

  7. Postmoderno says:

    Ci ho messo anni, per rimuovere le puntate di Visitors viste in tenera età…dannazione.

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