Un’è i’bere, l’è i’ribere!

In tema di sicurezza stradale ho personalmente sempre diffidato delle strategie e dei toni di stampo "giovanardesco". Mentre misure punitive come l’introduzione della patente a punti e l’intensificazione dei controlli con l’etilometro sicuramente hanno avuto e continuano ad avere la loro utilità, l’impostazione moralista che vorrebbe stabilire d’imperio il modo in cui grandi e piccini possono o non possono divertirsi mi sembra controproducente. Esempi di un simile atteggiamento censorio-repressivo sono le fatwa a mezzo stampa contro le discoteche in generale o quelle di un certo tipo, o la pretesa di imporre per legge coprifuochi per i locali notturni (con il conseguente fiorire di circoli privati o locali abusivi). L’ultima genialata di rilievo in questo senso era stata il divieto di somministrazione di alcool dopo le 2, su cui avevo già espresso le mie perplessità al momento della sua entrata in vigore.

Nell’ambito del completamento di quella stessa legge del 2007, domani entrerà in vigore l’obbligo per i locali in cui si vendono alcolici (non tutti, ma solo quelli in cui si fa intrattenimento, come puntualizza la Fipe) di esporre le due tabelle qui riportate.

La prima tabella descrive i principali effetti sull’organismo dei vari livelli di concentrazione di alcol nel sangue, con i conseguenti rischi (anche relativamente ai livelli consentiti dalla legge, cioè per i quali non scattano multe né ritiro di patenti).

La seconda tabella consente un’autovalutazione dei livelli di alcolemia che si possono raggiungere in base alle quantità di alcool assunto. Per ogni unità alcolica (ne è presente una vasta gamma, dalla pinta di birra nelle diverse varietà e gradazioni al bicchiere di vino, fino ai vari superalcolici) si può calcolare l’effetto approssimativo, incrociandolo con altre 3 variabili: il sesso, il peso corporeo, il fatto che si sia bevuto a stomaco pieno o vuoto.

Ecco, al di là delle inevitabili polemiche (i cartelli vanno messi anche nei ristoranti o no? di che grandezza devono essere? dove devono stare? da questo punto di vista è il solito caos all’italiana, c’è da sperare nel buonsenso di chi applica e controlla), personalmente non riproporrei il discorso di cui sopra per questo provvedimento, che non mi sembra così inopportuno e illiberale, né tantomeno del tutto inutile come stanno commentando alcuni.

Ok, saranno davvero pochi a giocare con le tabelline all’uscita dalla discoteca. Ok, gli incoscienti continueranno a bere senza limiti, e molti altri a danzare intorno al limite consentito rischiando la patente. Tuttavia è possibile che queste tabelle aprano gli occhi a qualcuno su accorgimenti di buon senso che magari prima non adottava: ad esempio evitare in ogni caso il drink "pesante" se si è a stomaco vuoto, perché specialmente se si è donne o di corporatura esile ne basta uno per superare il limite (e comunque viene il cagotto, sappiatelo!); oppure, anche nel caso di stomaco pieno e fisico più abbondante, non bere la seconda pinta di birra doppio malto subito prima di rimettersi alla guida, ma piuttosto restare mezzora in più sul posto a chiacchierare/svernare.

In ogni caso nessuno è obbligato a calcolare un bel nulla: quindi non mi sembra ci sia motivo per gridare allo scandalo (e questo anche senza fare il paragone con i tanti motivi di scandalo che invece il governo in carica [*] sta dando, in pressoché qualsiasi altro ambito). E forse in ottica preventivo-educativa può fare di più trovarsi davanti agli occhi una scarna tabella come questa proprio nel momento in cui si decide se concedersi o no un’ulteriore bevuta, rispetto alla fruizione passiva davanti alla tv o al cinema di campagne "don’t drink & drive" con testimonial vip (ai quali magari viene ritirata la patente per eccesso di velocità poche settimane dopo il debutto dello spot).

[*] Tra l’altro la Commissione ministeriale incaricata degli studi che hanno portato alla compilazione di queste tabelle è stata nominata nell’autunno del 2007, quindi dal governo Prodi. Ecco spiegata la loro apparente ragionevolezza, e il perché non sono vietate ad esempio, indipendentemente dal tasso alcolico provocato, anche le bibite di colore rosso o quelle dall‘italianità non certificata.

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3 Responses to Un’è i’bere, l’è i’ribere!

  1. lollodj says:

    In un locale alla moda vicino a me, tempo fa hanno installato un etilometro a gettoni, una iniziativa don’t drink&drive. E’ finita che i ggiovani facevano a gara di bevute e si sfidavano all’etilometro. L’hanno rimosso pochi giorni dopo.Ironico, vero? I poster faranno la stessa fine, tempo qualche mese ingialliranno e si staccheranno, inutili come il giubbetto catarifrangente in macchina.

  2. credo che la questione sia il fatto se simili misure riescano ad esplicare efficacia nella fase ante assunzione alcol, se insomma abbiano una qualche capacità di dissuasione. perchè dopo, quando ormai si è alterati, cala anche la tensione da paura di morire, oltre che scrupolo a far male ad altri.
    stee

  3. Dis0rder says:

    _Lollodj: è purtroppo ben possibile. Quello che volevo dire è comunque che quei poster dannosi non sono, al massimo potranno essere poco utili nella maggior parte dei casi.

    _stee: giusto, e da questo punto di vista cade il senso della limitazione delle tabelle ai locali di intrattenimento. Se la gente esce già ubriaca dal bar o dalla pizzeria, continuerà a bere senza farsi troppi problemi…in ogni caso per la maggior parte delle persone l’efficacia deterrente del rischio del ritiro della patente c’è: le tabelle non sono altro che una misura accessoria, che può aiutare a rendersi conto quando si è più a rischio.

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