Have you ever been all messed up?

Mi sono deciso abbastanza tardi a recarmi al concerto dei Notwist di lunedì scorso, convinto dai pareri positivi ricevuti praticamente da chiunque li avesse visti dal vivo. Questo perché pur apprezzando sia il loro  celebrato album del 2002 Neon Golden che il successore, il recente The Devil, You + Me, tra i loro pezzi non ci sono "canzoni della mia vita", e nemmeno di una mia stagione.

Ho fatto però bene ad ascoltare quei consigli, il concerto è stato davvero un signor spettacolo, che ripagava ampiamente costi e fatica di muoversi al lunedì sera. Un’ora e mezzo sempre ad alto livello che ha convinto e scaldato il pubblico, accorso numerosissimo al Viper nonostante la collocazione infrasettimanale.
Del resto i Notwist godono di un apprezzamento abbastanza trasversale e ormai ultradecennale tra gli appassionati di vari generi di musica alternativa, dai goth agli indie-kids più o meno modaioli, dagli amanti del folk a quelli dell’elettronica. Questo anche grazie a una carriera eclettica, che li ha portati dai primi album, decisamente più rumorosi, a una svolta "Kid A" con i successivi (seppur in ambiti diversi, e partendo da un’ identità diversa rispetto a quella dei Radiohead), fino ad arrivare al già citato Neon Golden, pietra miliare per tutta l’indie-tronica degli anni a venire grazie al suo contenere un suono ben definito e allo stesso tempo tante canzoni riuscite. Senza citare poi tutti i vari progetti paralleli (Lali Puna, 13 & God), che testimoniano una continua ricerca di evoluzione da parte dei componenti del gruppo tedesco.

Il lungo set di apertura è dei connazionali Saroos – in tre sul palco, per un misto tra rock, hiphop ed elettronica molto sperimentale, che non mi fa impazzire ma secondo me riesce bene nel compito di creare l’atmosfera giusta.

La formazione dei Notwist è a 5: sulle retrovie la linea a tre dei fondamentali "gregari", il bravissimo batterista e gli altri due a chitarra/basso/altro; in bella mostra (…) davanti al pubblico il leader Markus Acher alla voce e chitarra, e accanto a lui l’allampanato Martin Gretschmann a curare la parte elettronica, spesso agitando in aria le mani e utilizzando i controller Wii senza fili – un vezzo nerd che probabilmente è apprezzato da buona parte del loro pubblico.

La scaletta è quasi tutta concentrata sugli ultimi due album, con l’unica eccezione del ripescaggio di Puzzle, in cui si mettono in mostra le origini più rock della band (ed è un bel sentire).
Alcuni brani (Neon Golden, The Devil, You + Me) vengono dilatati e resi più dub, molti hanno una coda più "suonata" e rumorosa rispetto al disco (Gravity, Gloomy Planets, l’acclamatissima Pilot); ma tutti quanti guadagnano moltissimo in vitalità rispetto alla versione in studio. Sarà magari una questione di gusti personali, ma quando dopo il concerto ho provato a riascoltare le stesse canzoni, mi sono sembrate di nuovo troppo fredde, e non mi sono piaciute come nell’esecuzione dal vivo. E questo riuscire a coinvolgere nei concerti un pubblico più ampio è senz’altro un merito, per dei musicisti.
Il lato negativo di questa capacità della band (e nel conseguente allargamento della sua notorietà) sta nel comportamento di certi elementi in platea, che pensando forse di essere in discoteca disturbano sia i musicisti (con invasioni di palco) che gli altri spettatori (con esibizioni improvvisate da cubista de noantri attorno alle casse di cui nessuno sentiva il bisogno). Capisco lo scaldarsi appena parte un po’ di cassa, meno il comportarsi come all’MtvDay quando come in questa occasione non c’è nessuna telecamera a riprendere i propri gesti idioti. Ho l’impressione che per certa gente andare a vedere un concerto o un altro non sia particolarmente importante (e anche a questo giro l’invettiva misantropa è fatta: dovrei creare un tag apposito per riunirle, magari).

Il lungo bis vede alcuni tra i momenti più emozionanti: due pezzi tra quelli che preferisco da Neon Golden (l’intensa One With The Freaks e la più dimessa Consequence), e poi l’atteso singolo dall’ultimo album Good Lies. Il congedo è con una Gone Gone Gone in versione super-acustica e quasi sussurrata da Acher.

The Notwist – One With The Freaks (live @Primavera Sound 2008, video)

– – –

Setlist:

Boneless
Pick Up The Phone
Where In This World
This Room
Puzzle
Sleep
Gloomy Planets
Neon Golden
Pilot
Gravity
The Devil, You + Me

One With The Freaks
Good Lies
Consequence
Gone Gone Gone

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5 Responses to Have you ever been all messed up?

  1. ora mi devi dire come hai fatto a ricordarti la scaletta, sei un freak dannazione.

  2. Dis0rder says:

    Hihi ti ho fregato hai visto? :-P

  3. Kekule says:

    Sì vabbè allora uccidetemi :(

  4. Dis0rder says:

    Eh, mi spiace! Però in qualche modo potevi venire lo stesso, in barba alla maliconia…

  5. Kekule says:

    No guarda ti giuro TI GIURO che purtroppo non era una faccenda di malinconia, ma di meccanismi e motivazioni. Quei pachinko dell’anima dove butti mille palline e non ne va a segno manco una.

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