«La ricetta democratica»

Rilancio anch’io la segnalazione di una sconcertante intervista rilasciata dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga al Quotidiano Nazionale . Riporto più sotto un estratto (grassetti miei).
L’intervista completa si può leggere qui: il quotidiano non ha ritenuto di metterla online (chissà se per rinunciare volontariamente a una miriade di link e accessi o perché ha preferito non mostrare l’atteggiamento accondiscendente dell’autore dell’intervista…è pur sempre un giornale che a parole si proclama "moderato").

In rincoglionimento veritas: nelle parole del vegliardo ex Ministro dell’Interno c’è l’ammissione di responsabilità politico-storiche che gridano vendetta (ma che non avranno alcuna conseguenza, as usual: perché a un personaggio colorito come lui queste uscite si perdonano). C’è il passato, il presente e il futuro dell’Italia. Ci sono gli anni 70 e la strategia della tensione, c’è la manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i media, c’è Genova 2001, c’è la gerontocrazia e i giovani che se ne stiano zitti al loro posto, c’è l’ipocrisia per cui ancora oggi degli universitari (meglio se di colore) si possono pestare a sangue senza motivo e i superiori saranno pronti a coprirti, ma i minorenni no perché sta male (ma nel caso succeda, basta che non ci siano troppi testimoni in giro).

La ricetta democratica dell’Italia.

– – –

– Quali fatti dovrebbero seguire?

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno.

– Ossia?

In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…

– Gli universitari, invece?

Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.

– Dopo di che?

Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

– Nel senso che…

Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano.

– Anche i docenti?

Soprattutto i docenti.

– Presidente, il suo è un paradosso, no?

Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì […]

– E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero.

Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio.

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5 Responses to «La ricetta democratica»

  1. utente anonimo says:

    per favore: dimmi che, forte del successo che ha avuto il post sul cinepanettone, hai voluto scrivere un altro fake.

    senza parole.

    liz

  2. utente anonimo says:

    Non credo che quella di Cossiga sia espressione di rincoglionimento senile. E’ solo che da vecchi ci si può permettere di dire tutto quel che si pensa. In Italia poi…
    Questa intervista ne ricorda una rilasciata nel settembre 2003 da Licio Gelli all’attuale direttrice dell’Unità (brrrrr…..) e apparsa su Repubblica.
    L’intervista è ancora on line su http://www.disinformazione.it/liciogelli.htm
    Gelli afferma tranquillamente che il “piano di rinascita democratica” è in via di attuazione (cosa del resto sotto gli occhi di tutti), specialmente nel settore della giustizia, della tv e dell’ordine pubblico. Peccato che quel piano fosse stato giudicato eversivo dalla magistratura e dalla commissione parlamentare di Tina Anselmi. Peccato che la P2 sia stata sciolta dallo Stato nei primi anni ’80, che Gelli sia stato condannato e/o coinvolto negli avvenimenti più tragici e squallidi della storia repubblicana.
    Quali sono i politici a cui Gelli rende merito? Almirante, Andreotti, Cossiga e ovviamente Berlusconi.
    Quindi, la “ricetta democratica” di chi ci ha governato e ci governa attualmente non è altro che una ricetta fascista mascherata e riadattata ai nostri tempi. In tutto questo la Costituzione è un libretto per bambini.
    Mi trovo d’accordo con Cossiga solo sulla definizione di “ectoplasma” che dà del Pd e del suo capo.
    Se questi due vecchi non si trovassero davanti solo un ectoplasma e un sistema così corrotto, magari ci penserebbero due volte prima di parlare in tutta libertà…
    Ale

  3. redrhum says:

    il Presidente Cossiga lo conosciamo tutti, gli piace giocare coi mezzi di comunicazione.
    (il leader dell’Italia speranza del futuro, venerdì a Otto e Mezzo)

  4. AnelliDiFumo says:

    Bene, io lo dico sin d’ora: se qualcuno decide di premunirsi e di sparare in mezzo agli occhi a Cossiga, sul mio blog si festeggerà.

    Poi datemi pure del cattivo maestro.

  5. Dis0rder says:

    liz: magari.

    Ale: quoto tutto, come i bookmakers inglesi.

    redrhum: era il leader ectoplasmtico di cui sopra? o Berlusconi?

    AnelliDiFumo: non sarebbe la soluzione purtroppo, diventerebbe una vittima.

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