Dark entries

Cuffaro
«Vedo che ci sono degli anchorman che hanno già una faccia un po’ gotica, un po’ dark», così Marcello Dell’Utri, dall’alto del suo curriculum giudiziario (e del suo scranno in Senato, tuttora occupato nonostante le varie condanne, definitive e non).

Qui ovviamente si solidarizza con la bella e brava e gothic Maria Cuffaro, che replica con giusto sdegnomi fa pensare a un’allusione non bella, a una minaccia velata, a quel "non mi piace la tua faccia" che si dice da noi… Perché qui non c’è una comunicazione diretta, ma un dire e non dire, che non è bello») e rivendica il diritto di utilizzare tutto il nero che vuole. Tra l’altro la Cuffaro, nelle sue molteplici incarnazioni, è anche ben più affascinante di molte sgallettate "giornaliste" di Mediaset.

Ma ammettiamo che in parte Dell’Utri abbia ragione: quale potrebbe essere la causa di quest’aria un po’ tetra e di questa serietà che si spinge fino alla incomprensibile rinuncia alle paillettes da sfoggiare tra un servizio e l’altro? I wear black on the outside, because black is how I feel on the inside? Forse. O forse i conduttori ormai cercano di adeguare anche il proprio look alle notizie che devono annunciare.

Notizie come queste delle ultime settimane (elenco non esaustivo):

– l’arrivo indisturbato in piazza Navona, lo scorso 29 ottobre, di un camioncino pieno di spranghe tricolori, pronte per essere brandite dal solito branco di fascistelli in mezzo a una manifestazione pacifica. Mentre la polizia assiste e non interviene;

squadracce_tricolori1l’aggressione e il pestaggio a spauriti ragazzini del liceo ad opera degli stessi fascistelli. Mentre la polizia assiste e non interviene (qui la testimonianza di una professoressa; qui il video trasmesso nei giorni successivi da Chi l’ha visto, un’altra trasmissione della rete dark);

squadracce_tricolori2– la successiva reazione di gruppi di sinistra, che attaccano i fascistelli. Mentre la polizia stavolta si sveglia e difende gli aggrediti, il cui capetto recita frattanto con voce maschia e impostata "Rimanete in linea, nessuno parta, non siamo qui per provocare" (nel racconto di Curzio Maltese l’intera sequenza dei fatti del 29 ottobre; nel video di Anno Zero le immagini della ritirata dei fascistelli; su questi due post di Anellidifumo i link ad altri racconti e video, per avere un quadro più completo e con versioni diverse);

 – Kossiga che gongola davanti alla puntuale attuazione pratica della ricetta da lui indicata pochi giorni fa, e che rilancia (stralci: «Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti»; «l’ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita»);

– i suddetti fascistelli che, ormai sputtanati, non trovano di meglio che organizzare una bella irruzione notturna negli studi di Chi l’ha visto (video): purtroppo per loro senza riscuotere troppo successo…la prossima volta, se proprio vogliono spacciare lo squadrismo per "azione futuristica" potrebbero inventarsi qualcosa di più scenografico, tipo mascherarsi da creature di Tolkien o fare esibizione di italica virilità arrivando tutti completamente nudi;

Licio Gelli che nel frattempo arriva in tv con tutti gli onori per compiacersi, in una trasmissione tutta incentrata su di sé, della quasi completa attuazione del "piano di rinascita democratica" della disciolta (per legge) Loggia P2;

– per concludere, Miriam Makeba che muore a un concerto di solidarietà per Roberto Saviano a Castel Volturno. Nonostante la tanto sbandierata preoccupazione del nostro governo per la sicurezza, evidentemente il posto era ritenuto particolarmente sicuro (…), e come fa notare anche lui non si è pensato di obbligare un’ambulanza a restare sul posto fino alla fine.

[E adesso vado ad ascoltarmi qualcosa di molto dark]

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5 Responses to Dark entries

  1. lollodj says:

    Ma merda, certo che messe tutte in fila queste notizie sono un pochino, ma giusto un pochino preoccupanti eh?

  2. utente anonimo says:

    Ora però devi dire che hai ascoltato di dark…la Cuffaro in effetti la vedrei bene nei Sisters of Mercy.
    Quanto ai paragoni calcistici, mi stanno più simpatici accostamenti tipo Oliver Hutton-Tom Becker o Mark Lenders-Danny Mellow. :-)

  3. utente anonimo says:

    Tra l’altro apprendo da wikipedia che in una delle ultime serie Mark Lenders finisce a giocare nella Reggiana…chissà contento Max Collini!
    Ale

  4. Dis0rder says:

    lollodj: giusto un filo. E ho lasciato fuori la roba di cronaca nera (che esiste in qualsiasi paese).

    Ale: ahahahah mi hai aperto un mondo: Lenders non ha niente da invidiare a Cassano! E poi il finale:
    “Grazie a questo successo viene acquistato dalla Juventus (nella serie Road to 2002), ma dopo aver dimostrato nella prima giornata di campionato di non essere fisicamente pronto per la Serie A, viene sottoposto a un duro lavoro di potenziamento fisico e in seguito viene ceduto in prestito alla Reggiana in Serie C1.”

    Alla fine potrei dirti che ho ascoltato i Bauhaus del titolo, ma in realtà…semplicemente mi mancava la chiusa per il post ;)

    Quanto alle coppie calcistiche che proponi, Tom Becker non potete prenderlo perché mi ci vedo più io, non so perché…

  5. Dis0rder says:

    PS. la Cuffaro è assolutamente Siouxsie (forse più quella di oggi però!)

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