2008: l’eterno roteare come agnello nel kebab

Il mio 2008 è stato più un anno di grandi concerti che di grandi dischi (di quelli che “resteranno”).
Alcune di queste 10 canzoni sono tratte da album belli (che invece non sono affatto mancati). Altre mi hanno semplicemente divertito o tenuto compagnia.

(il link è al video, ove disponibile)
Baustelle – Il Liberismo Ha I Giorni Contati
L’Italia di oggi, “un corpo fragile che sa di essere morto”, sublimata in chiave-pop-rock-sinfonico. In autunno poi il titolo si sarebbe rivelato ben più profetico del previsto…

Hot Chip – Ready For The Floor
La cosa più ballabile mai prodotta dagli inglesi, senza se e senza ma (qui il titolo è profetico sul destino della canzone stessa).

Coldplay – 42
Ok, la loro hit di quest’anno è stata un’altra, ma è la spiazzante metamorfosi nel cuore di questo pezzo a gridare che i Coldplay hanno ancora qualcosa da dire, anche dopo la trasformazione in U2 e le figlie battezzate come computer.

Kaiser Chiefs – Never Miss A Beat
Ecco, forse in certi casi quella di limitarsi all’ascolto dei singoli è scelta più saggia. Micidiale cuore d’oro di britpop da dancefloor in una confezione di confetti stantìi.

Le Man Avec Les Lunettes – Apples
Piccola grande scorribanda di pop cristallino. Un gruppo italiano di cui andare orgogliosi.

Late of the Pier – Bathroom Gurgle
Post new rave? In ogni caso li ho trovati una delle poche band “hyped” con qualcosa da dire. Qui c’è di tutto: Soulwax, falsetto glam e improvvise trasfigurazioni in Gary Numan.

Death Cab for Cutie – Bixby Canyon Bridge
Un album un po’ manierista, in Italia si è parlato di loro soprattutto per la storia del fake; ma l’apertura e chiusura da brividi di questo pezzo sono tutte da Death Cab originali.

Grand Archives – Torn Blue Foam Couch (MP3 in streaming/download)
Il pezzone orchestrale che apre in modo travolgente l’esordio di questa filiazione un po’ più twee dei Band of Horses (ex band del leader Mat Brooke).

Styrofoam – After Sunset
L’ottima brioche con cui si son saziati tutti quelli che aspettavano pane dagli ancora latitanti Postal Service.

Katy Perry vs Bloc Party – I Kissed a Banquet
In quota “guilty pleasures & sdoganamenti”, batte ai punti “wo-wo-womanizer” Britney. Il cafonissimo singolo di Katy Perry ha imperversato ovunque, e pure di rielaborazioni in rete se ne trovano tante: ma questo mash-up con la base diBanquet, di autore al momento sconosciuto, è forse quello che rende il pezzo più godibile. Anche in pista.

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