Tu non stare in pensiero, è solo un finto (cornu)cuore

Se il precedente live dei Diaframma a cui avevo assistito era stato l’ultimo all’aperto del 2008, quello di venerdì sera alla Flog è stato il mio primo concerto vero e proprio del 2009 (se si esclude un’altra serata particolare di cui magari parlerò in separata sede).

Stavolta sono in compagnia di alcuni vecchi amici – un gruppo di persone che vede una manciata di canzoni di Federico Fiumani fare la parte del leone nell’ideale colonna sonora che le lega. Inevitabili quindi le distrazioni, appena un pezzo scatena ricordi comuni.

L’inizio del concerto riserva varie canzoni recenti che non conosco. Ma proprio in questa parte della scaletta scatta il diversivo di cui pare già da giorni si vociferi tra i fans dei Diaframma e non solo. Piero Pelù sale sul palco, parte Amsterdam, lui e Fiumani la fanno insieme – come già più di vent’anni fa.

Ecco, vedere riuniti sul palco questi due personaggi quasi coetanei (Pelù è più giovane di 2 anni, anche se non si direbbe a vederli accanto), venuti fuori dalla stessa scena (la Firenze new wave) e con alle spalle una carriera così diversa per numeri e tipo di pubblico, è piuttosto straniante – uno spettacolo in parte imbarazzante, e in parte tenero. Da una parte la rockstar che per anni ha riempito i palasport e venduto vagonate di dischi, e che in virtù di ciò ha tuttora il suo posto al sole nei palinsesti radio e tv, per quanto il suo percorso artistico non sembri scuotersi dalla china discendente imboccata da tempo (apprezzate il diplomatico giro di parole per evitare l’antipatica parola "bollito"..ops). Dall’altra il padre-padrone di una band rimasta sempre nell’underground, come si diceva una volta (più per naturale predisposizione che per scelta), che ha coltivato e mantenuto negli anni sia a Firenze (in misura maggiore), che nel resto d’Italia uno zoccolo duro di pubblico affezionato che puntualmente accorre ai concerti del gruppo, spesso macinando chilometri su chilometri come si fa per i tour internazionali. Un seguito tra l’altro nient’affatto composto di soli nostalgici, visto che già prima del tributo Il Dono uscito nel 2008 i Diaframma erano tornati con forza all’attenzione della scena indipendente nazionale, anche dal punto di vista diciamo "mediatico" (perché Fiumani dagli anni 80 ad oggi mica si era mai fermato: ha sempre continuato a fare il suo, album dopo album).

Questa volta, non si sa se grazie anche alla collocazione nel weekend o al concomitante afflusso di qualche fan (fun?) di Pelù accorso per l’unica canzone che lo avrebbe visto protagonista, i Diaframma (che a Firenze e immediati dintorni suonano 3-4 volte all’anno) hanno radunato un pubblico davvero folto. E Pelù si carica: si vede che un po’ invidia questo tipo di live, che sotto sotto quella parte di lui che non deve pagare il mutuo scambierebbe volentieri la freschezza ormai persa e l’apprezzamento di certo pubblico con qualche ospitata dalla Ventura o incarico da direttore artistico. Ce la mette tutta per adattarsi a questa lunghezza d’onda. Ecco, ce la mette tutta. E va bene così, alla fine. Ho più volte preso in giro Pelù in passato, quando ha massacrato i Beatles, incontrato lettrici di giornali poco rock o si è impelagato in impegni organizzativi pieni di ostacoli insormontabili (come quello di organizzare manifestazioni a Firenze). Ma stavolta no.
È anche già spuntato un video, evviva!

Diaframma + Piero Pelù – Amsterdam (live @Flog 2009)

Poi la parentesi si chiude, il concerto prosegue, e da L’Odore Delle Rose in poi sarà un crescendo. Anche se siamo costretti lontano dal palco – perché arrivati troppo tardi – le chiacchiere vanno a diminuire, poiché il frastuono ci arriva diretto in faccia. E arrivano classici come Siberia e Labbra Blu, alternati a qualche pezzo meno incisivo come la recente L’Orgia – ma stavolta il pezzo con le quattro dita nel culo ci viene risparmiato. Fiumani, nell’inevitabile camicia azzurra d’ordinanza, è meno ciarliero del solito: forse anche lui sente un po’ di pressione, chissà.
Dopo la chiusura con Gennaio, nel bis c’è spazio per i primissimi album – periodo Sassolini – con Oceano, Blu Petrolio e un’illuminante Libra.
L’anno nuovo dovrebbe sempre essere aperto dai Diaframma.

abbatti il futuro
se non ti appartiene,
distruggi il futuro
(*)

Diaframma – Siberia (video)

Diaframma – L’Odore Delle Rose (video)
 
Diaframma – Gennaio (video) 

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4 Responses to Tu non stare in pensiero, è solo un finto (cornu)cuore

  1. Grazie da parte di una dello “zoccolo duro”.

    Mi piace l’aria che si respira qui, complimenti.

  2. utente anonimo says:

    ciao da uno dei responsabili delle distrazioni!

  3. Dis0rder says:

    Vecuvia: grazie :)

    anonimo: ciao!

  4. Pingback: L’odore delle pose « Outsiders (2.0)

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