Fegiz, Povia e il gaysmo

Se pensate che Mario Luzzatto Fegiz sia impresentabile come giornalista musicale su carta stampata, non avete ancora ascoltato la sua trasmissione settimanale ospitata da Radio2 Rai, Fegiz Files (titolo scelto probabilmente più per l’allitterazione che per la familiarità di MLF con le nuove tecnologie e la modernità in genere).

Neanche io l’avevo mai fatto. Poi mi è stata segnalata la delirante intervista a Povia del 4 gennaio, e quindi sono andato sul sito di Radio Due, dove si può scaricare il podcast dell’intera puntata.

Per chi ha fretta – e visto che non ho idea di quanto tempo resterà online il podcast sul sito della Rai – ecco il link all’intero blocco che parla del caso-Povia (circa 11 minuti, mp3 da 7,62MB). Ovviamente mi riferisco alla presentazione al prossimo festival di Sanremo della canzone "Luca era gay".

Dopo una breve introduzione in cui MLF illustra la genesi della polemica, producendosi in espressioni come "del gaysmo si può guarire", parte la registrazione dell’intervista al cantante (che è la stessa finita anche in questo pezzo per il Corriere).

Al di là della profonda antipatia e ipocrisia di Povia (il cantore di piccioni e bambini molesti si bèa tra le altre cose di "sviluppare delle tematiche che non ha mai toccato nessuno, così nel profondo, ma senza presunzione naturalmente"), un momento topico è quello in cui Fegiz formula una vaga domanda su "cos’è il politically correct" (la domanda intelligente!).

La risposta di Povia, che merita una trascrizione integrale in stile Gialappa’s: "Beh, politica vuol dire polis-ticos, cioè amministrazione della città; corretto vuol dire amministrare correttamente la città, comunque il pensiero, comunque un’ideologia, quindi…come diceva Voltaire, ‘io non la penso come te però farò di tutto per difendere le tue idee’. Quindi il politically correct dovrebbe essere la libertà di pensiero, ognuno deve rispettare le idee degli altri oppure se non le rispetta almeno che le accetti"

Per chiarezza, questa la definizione di p.c. che invece danno Wikipedia e la lingua italiana (quella che ad esempio il giornalista MLF dovrebbe conoscere):

L’espressione politicamente corretto (traduzione letterale dell’inglese politically correct) designa una linea di opinione e un atteggiamento sociale di estrema attenzione al rispetto generale, soprattutto nel rifuggire l’offesa verso determinate categorie di persone. Qualsiasi idea o condotta in deroga più o meno aperta a tale indirizzo appare quindi, per contro, politicamente scorretta (politically incorrect): cioè, alla stregua di questa visione, inaccettabile e sbagliata.

L’opinione, comunque espressa
, che voglia aspirare alla correttezza politica dovrà perciò apparire chiaramente scevra, nella forma e nella sostanza, da ogni tipo di pregiudizio razziale, etnico, religioso, di genere, di età, di orientamento sessuale, o relativo a disabilità fisiche o psichiche della persona.

povia_ero_gayNon proprio la stessa cosa.
Altro che opinioni scevre da pregiudizi, comunque. L’omofobia strisciante di Fegiz, che per tutta l’intervista spalleggia il cantante e non fa che parlare di "problema" e "problematica", non è niente rispetto a quella di Povia, che non si lascia scappare l’occasione per attaccare l’Arcigay ("non è la voce ufficiale degli omosessuali" – invece lo sarebbe lui?), rivelando che oltre alle minacce avrebbe ricevuto parecchi messaggi "su Feisbùk" da parte di (ex?) omosessuali che la pensano come lui. Inoltre, Povia dice di non voler fare prediche e dice che non avrebbe mai toccato il tema se non avesse conosciuto questa persona. Se si tratti del Luca Di Tolve promotore in Italia della terapia riparativa di Joseph Nicolosi, di Povia stesso nella sua "fase gay", di uno dei due amici da lui poi convertiti (avrà provato a baciarli, per farli diventare fan della patatina?) o di qualcun altro ancora, non è dato sapere.

Dulcis in fundo: dopo l’intervista a Povia e un bel "medley di canzoni sul problema gay" interviene una agguerrita ascoltatrice milanese, sedicente fan di questo misero filastroccaro e sicura paladina anti-gay: ed è il delirio. Lei considera i gay come persone, sia chiaro, però i carrozzoni dei Gay Pride come sono offensivi signoramia.

Chissà se la sciura in questione troverebbe offensivo questo video che gira su Youtube: in effetti ci sono un po’ di parolacce (probabilmente è la prima versione di "Luca era gay", poi censurata per renderla più adatta al palco dell’Ariston), e soprattutto torna il temibile verso del piccione.

– – –

[APPENDICE SERIA: sull’argomento non avevo ancora linkato la video-inchiesta di Saverio Tommasi sui seguaci della terapia riparativa all’interno della Chiesa cattolica italiana]

Annunci

8 Responses to Fegiz, Povia e il gaysmo

  1. lollodj says:

    Ma porca troia, quanto è abusata quella frase di Voltaire. Peccato che nessuno riporti mai un’altra frase del filosofo: “bisogna essere tolleranti con tutti tranne che con gli intolleranti”.

  2. (Marchetta: http://lapeste.altervista.org/blog/?p=41)

    “Racconto una storia vera che è molto bella e portatrice di valori positivi. Almeno secondo la mia morale, la mia verità. Non faccio prediche.”
    Quando leggo queste cose mi sento sempre un po’ sotto un certo balcone di piazza San Pietro. I valori positivi non sono positivi “secondo la mia verità”. Nonostante la profonda conoscenza del greco antico, il concetto di politically correct non è del tutto chiaro.

    liz

  3. neurobi says:

    Se quella fosse la vera canzone si Povia, lui sarebbe un genio. Purtroppo m’aspetto ben altro.

  4. utente anonimo says:

    Ma anche “che palle con sto politicamente corretto e sto buonismo”.

  5. Dis0rder says:

    E dopo Tatange e Povia, il prossimo anno a Sanremo voglio Saretta: http://www.youtube.com/watch?v=KvPmXXFsIok
    :-D
    IllegallyBlonde

  6. utente anonimo says:

    lollodj: più che altro, come è citata male.

    Felson: infatti in realtà è tale Carmine Di Pancrazio (genio!) :)

    liz: smarchetta pure se in tema, figurati :)
    Sì il concetto di politically correctness non è chiarissimo a Povia. E soprattutto, “poliStikos” è greco maccheronico! :D

    neurobi: più che altro, che palle quando il politicamente corretto (che in sé ha un suo significato preciso: cioè il non utilizzare espressioni razziste e discriminatorie per esprimere le proprie idee…il p.c. inteso così va preservato) diventa “peloso” e formale buonismo…un buonismo che poi produce per reazione gli eccessi opposti degli Sgarbi, dei Facci e dei Ferrara (per fermarsi a giornalisti/opinionisti e tacere dei politici…): gente che spesso (non sempre, ma spesso) spaccia per anticonformismo quello che è solo maleducazione e aggressività.

    I.B.: la smetti di andare di video in video su Youtube, che poi mi finisci nei trojai dello Zoo di 105? Apriti un blogghe, piuttosto! Che tanto ora non è neanche più di moda! :P

  7. Dis0rder says:

    Già ora c’è i’ feissbuc! Ma non mi avrai mai, sguattera. Non passerò dal lato oscuro della forza :-D!!!!!!!!!!!!!!!!
    IllegallyBlonde

  8. Anonimo says:

    @I.B.: secondo me stai a commentare tutto su Friendfeed alle nostre spalle!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: