Art Brut – Art Brut vs. Satan

Art Brut: Art Brut vs. Satan (Cargo/Goodfellas, 2009)

Riuscite a nasconderlo, l’hangover, ma stamani non vi sentite granché bene. > Un altro lavoro estivo di cui sbarazzarsi. > I fumetti e dolci preferiti sempre a disposizione come priorità nella vita. > Flirtare è mani sudate, bocca impastata e panico al momento decisivo. > Beatles o Stones non fa differenza: ma solo fino al mattino dopo. > Viaggiare sui mezzi pubblici è molto più figo. > Chi compra certi dischi non dovrebbe aver diritto di voto. > Cd usati e ristampe per innamorarsi di band colpevolmente ignorate finora. > Vi piace sentire la voce del cantante che si incrina. > Ballate solo pezzi che vi piacciono.

… l’immaginario che Eddie Argos riversa nei testi dei suoi Art Brut sta tutto qui, ancora una volta: prendere o lasciare. Al terzo album, che tante sventure ha portato ad altre band inglesi arrivate al successo negli stessi anni, gli Art Brut aggiungono poi al loro art-punk cazzone l’ingrediente ideale per rinnovarlo nella continuità: la produzione di FrankBlackFrancis. Il suo tocco  si sente ovunque: nelle chitarre, nei coretti, nell’andamento svagato con improvvise accelerazioni e deragliamenti (e buona parte dei pezzi assume una dinamicità interna che prima mancava), nei colpi di coda finali (Alcoholics Unanimous). Allo stesso tempo, anche dal punto di vista musicale il quintetto inglese è rimasto quello di Bang Bang Rock & Roll. Senza stanche ripetizioni, senza cambi di rotta azzardati, ma sopratutto senza cedimenti nella scritturaArt Brut vs. Satan è solo quello che agli Art Brut si chiedeva: un altro disco da mandare a memoria, per risputarlo fuori fermi al rosso di un semaforo o sotto il palco al prossimo tour.
Naturalmente niente di tutto ciò è vero se vivete nel mondo reale, quello in cui vincono la vita rispettabile, le charts di Satana, la pista da ballo piena o volutamente vuota, i vinili e iTunes, il revival imposto dall’hype di questa stagione. In questo caso il primo album degli Art Brut poteva avervi incuriosito, ma ormai giustamente non vedete più il senso di ascoltare ancora Argos non-cantare le stesse storie da sfigato.

myspace
il video di Alcoholics Unanimous
The Passenger live in studio @ KEXP
fai del logorroico Eddie Argos il tuo guru seguendolo su Twitter e sul suo blog

[ già su http://www.vitaminic.it ]

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