All we want, baby, is everything

– Un Mojito.
– No, io servo solo birre. Per i cocktail chiedi qui accanto.
– Allora ci sarei io.
– Dimmi.
– Lo stesso di prima: birra e sorriso.
– Scusa?
– Sì, un’altra birra e un altro sorriso come quello con cui mi hai servito prima. Un sorriso standard, uguale per tutti i clienti ci scommetto, eppure gentile e caloroso. Ho aspettato apposta che tornassi dietro il banco. Ero già qui con lo scontrino dieci minuti fa, ma tu non c’eri. Sì, non avevo di meglio da fare (dovevo forse tornare a ballare Lady CaCca?). E non aveva senso farsi servire da qualcun altro, quando il tuo sorriso era stato il momento più piacevole della serata. Di certo più degli sguardi della gente che c’è qui, di quello che ascolta. Non preoccuparti, non ti disturberò oltre, me ne vado contento con la mia birra.

– … allora, a chi sta?
– A me: un’altra birra come prima, grazie.

– – –

Mentre attraversiamo la strada inizio a sgomitare e farfugliare.
– Ma che succede?
– Come che succede, stiamo attraversando la strada accanto a loro.
– Loro chi?
– Loro, i BEI PELI! Quelli che suonano stasera. In effetti mi aveva subito colpito il loro aspetto, e mentre mi chiedevo "ma chi sono questi sfascioni-però-fighi" li ho riconosciuti.

– – –

Erano passati solo tre giorni dalla noiosa serata sulla costa opposta, quella il cui picco emozionale era stato la Birra Servita col Sorriso. Non avevo messo ancora piede per la prima volta dentro l’Hana-Bi e già attraversavo la strada insieme ai due rilassatissimi Handsome Furs.
Finalmente ce l’avevo fatta a organizzare la scomoda trasferta in quel di Marina di Ravenna, dopo vari tentativi infruttuosi. Ne era valsa la pena. L’Hana-Bi è un posto delizioso, con il suo palco sotto la tettoia, l’ampio spazio per ballare anche sotto le stelle (dove si riesce a non sudare copiosamente come negli spazi al coperto – e dire che temevo la serata non caldissima!), la collinetta dove rilassarsi con vista sul palco, il ristorante, la spiaggia, i cocktail, la luna (che in verità non ricordo se c’era, ma nell’elenco ci sta bene), la gente piacente e/o simpatica e/o curiosa, i concerti fighi e sempre gratis, i djset un po’ "Covo ma senza il soffocamento per fumo" e un po’ "buttiamola in vacca, che è estate, ma con stile" (Lady CaCca l’avranno messa anche qui: ma magari non è proprio l’apice della serata, ecco). La forte sensazione che è meno un problema "chi ti piace" qui, rispetto a quanto non sia un problema "che musica ti piace" di là.

Cinque minuti dopo che ero entrato, mentre già suonava la formazione di supporto ("Walter Goes Clancyness" – in pratica Jonathan Clancy in versione His Clancyness che va a rinforzare sul palco Walter Goes Stranger, il progetto solista di un altro membro degli A Classic Education). Live iniziato praticamente alle 22, qui tutto inizia prestissimo e finisce pure presto (ma non sarà un problema per me, visto che stasera è previsto che abbandoni la scena a orari cenerentoleschi). Giovanardi sarebbe contento. Anche vedendo me, che entrato da cinque minuti decido di festeggiare il fatto di sentirmi così a mio agio, e al contempo dare un rinforzino alla parca cena volante, ordinando una piada e un Negroni.

Il concerto degli Handsome Furs – che alla fine mi sono anche visto tutto da abbastanza vicino, nonostante i saluti, le conoscenze e le chiacchiere scambiate qua e là – è stato né più né meno quel che mi aspettavo (quello descritto qui). Grande il carisma di Dan Boeckner (uno dei due cantanti dei Wolf Parade, qui voce e chitarra indiavolata) e della moglie Alexei Perry (sintetizzatori e saltelli: impagabile il suo stile "con una mano suono, l’altra la fletto all’indietro a toccare a tempo un piede in aria mentre sto in piedi sull’altra gamba", una roba che se provo a farla una volta rovino in terra. E lei mezzo concerto a fare così, quando non si limona il marito). Sembrano un po’ dei Krisma passati in una macchina del tempo che li ha fatti tornare giovani e belli. L’inizio è con Legal Tender e Talking Hotel Arbat Blues.  E anche dopo la scaletta è quasi tutta incentrata sul secondo album uscito a inizio anno Face Control (in effetti più grezzo, diretto e adatto alla loro selvaggia dimensione live rispetto al precedente Plague Park). In fila arrivano l’inno neworder-citazionista All We Want, Baby, Is Everything, la sexy-truzza Evangeline, il singolo "vampiresco" I’m Confused, una (White City) allungata e con testo extra rispetto al disco: e poi la scatenata Nyet Spasiba, uno dei momenti che più attendevo. I due ripescaggi dal primo album sono pezzi che non abbassano il tiro, Handsome Furs Hate This City e Dead + Rural. Inframezzate dalla nuova Radio Kaliningrad, il pezzo che chiude Face Control con un riff che mi piace pensare ispirato a Bravi Ragazzi di Miguel Bosé.
In scaletta c’era almeno un’altra canzone alla fine – e molto probabilmente mi sono perso qualcos’altro anche prima. Ma i ricordi della seconda parte di serata si fanno leggermente confusi, complice l’alcol. Concerto all’altezza della bella serata comunque: musica allo stesso tempo tamarra ed elaborata, essenziale e coinvolgente. Sesso, drum machine e rock and roll. Loro due – i BEI PELI – a proprio agio, emozionati e felici. Ecco, se proprio una nota stonata c’è, è l’invidia. Invidia per questi due che girano il mondo gratis suonando, cantando e spupazzandosi sul palco e non. Che volevano tutto, e se lo sono preso.

(niente foto, cercatevele da soli nei link di cui sopra o altrove)

Handsome Furs – All We Want, Baby, Is Everything (audio)
Handsome Furs – Nyet Spasiba (live)
Handsome Furs – I’m Confused (video)

Annunci

4 Responses to All we want, baby, is everything

  1. larvotto says:

    Uhhhhh!
    ma lo sai che io questo gruppo non lo conoscevo?
    mi piacciono tanto :P

  2. Sabato sera ero all’Hana-Bi. Che coincidenza. Carino il posto, e ottima la tagliata al tartufo :-)

  3. Dis0rder says:

    larvotto: ben felice di aver contribuito alla scoperta allora :)

    Molly: mi sa che potrei darti il cambio a quei tavoli – molto presto. E stavolta per una permanenza un po’ meno toccata-e-fuga ;)

  4. handsome furs. adoro Boeckner e la sua adorata mogliettina.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: