Però il fumo era buono

Che dire del concerto dei Marta sui Tubi visto ieri a Prato?
In passato del duo-poi-quartetto (ma in 5 sul palco) sicilian-bolognese-milanese avevo solo ascoltato distrattamente qualche pezzo, ma mi era bastato per farmi capire che in qualche modo non era il caso di approfondire, ché non era roba per me. L’istinto stavolta non si è sbagliato troppo.
 
marta_sui_tubi  
Ma andiamo con ordine. Concerto gratis (nel centro di Prato, in struttura architettonica di recente costruzione denominata "piazza dell’università": ma giova ricordare che Prato NON ha una propria università come forse vuol far credere, si tratta solo di una sede distaccata di quella fiorentina), mi ci portano amici, quindi si va e ci si toglie la curiosità.

Il responso, dopo quasi un’ora e mezzo di live: 1) molto bravi tecnicamente, 2) canzoni che secondo il personale parere del sottoscritto vanno in buona parte dal palloso al tronfio al troppo disorganico. Aspettative in buona parte confermate, insomma. Ma scendiamo pure nel dettaglio.

La musica: gli archi che impreziosiscono quasi tutto (con qualche inevitabile assolo), la batteria che cambia ritmo spesso, la chitarra acustica (il chitarrista ha vinto un premio come chitarrista acustico dell’anno, precisa il cantante). Crossover di generi rivestito da una patina indie-sghemba-obliqua anni novanta/zero. System of a Down + Paolo Conte + ballate degli A Perfect Circle + Capossela + Zappa + Massimo Volume + inserti rap, a volte il tutto anche nella stessa canzone: il che fa gridare al TROPPO, all’ANCHE MENO, ma soprattutto contribuisce a mantenere costantemente il concerto sulla linea del "se te lo tiri ancora un po’ ti si stacca". Autoironia presente in rare particelle che gridano "c’è nessiunooo?" come nel noto spot. O magari sono io a non averla colta.

La voce
: se il cantante fosse più giovane, verrebbe forse da pensare offlaghianamente a "un’infanzia violentata da troppi Articolo 31 e Timoria". Il riferimento a J Ax, più che per il rap, è per l’atteggiamente sul palco (con tanto di campionario di frasi infiammapopolo da MtvDay, tipo Vaticano!Merda!Brutto!, peraltro in un trionfo di desolanti anacoluti); a volte viene invece in mente Renga, o una parodia dello stesso, quando tira fuori la voce (che c’è, potentissima e versatile: solo che non vedo il bisogno di sfoggiare di continuo GROAR metal alternati ad acuti sanremesi acchiappafighe, per non parlare dei "momenti Demetrio Stratos", tra diplofonie e giochetti subsonici al microfono).

Immaginario: ecco, qui va ancora peggio. Mi sembra di capire che i Marta sui Tubi abbiano fatto il botto occupando una preziosa nicchia di pubblico, quella fricchetton-fuorisedistica, tutta canne e musica d’autore-ma-anche-etnica-e-colta (senza arrivare insomma al grado zero del raggaemuff-ito e del folk ignorante Bandabardò-MCR). Musica che sa di rasta, ma tenuti puliti. Anche il cursus honorum labranchiano della biografia lo suggerisce: provincia profonda (in questo caso siciliana) che soffoca le velleità artistiche > via Zamboni > confronto col duro mondo milanese.
Ecco, anche qui ci sarebbe da dire qualcosa. Giusto per buttar lì le prime due cose che mi vengono in mente: 1990, Timoria (prima non li ho nominati come esempio negativo di per sé, li ho amati per anni e non rinnego), Milano non è l’America; 1999, Afterhours, "Milano non è la verità". Nel 2009 i Marta sui Tubi trasferiti nella metropoli meneghina ce ne raccontano gli squallori in pezzi come Sushi e Coca ("Milano con le crisi di coscienza / Milano con le crisi di astinenza / Milano un sospiro a San Siro e uno sparo di sera"). Che tema nuovo e interessante. Yawn. Se proprio vogliamo parlare di degenerazione milanese, mi pare che il famigerato video hipster-fescion di Airys sia molto più significativo e aggiornato. E almeno fa (de)ridere.

… invece per me la cosa più divertente e stimolante del concerto è inventare nuovi calembour che coinvolgano il nome della band.
Marta suturi (infermeria edition).
Marta sui MBUTI! (a sorpresa!, Vulvia edition).
Marta sul tubo (2.0 edition).
Marta su Xtube (mugolone edition).
Non voglio che Marta sui tubi (supergruppo edition).
Marta sui cubi (album di remix edition).
E via così.

Mentre penso a simili vaccate, sfoggio il sottile ghigno ben identificabile come Sorrisetto Perfido del Blogger (l’espressione del possessore di blog mentre di fronte a evento qualsivoglia pregusta il post cattivello che ne verrà fuori). E quando alla fine un amico se ne esce con la frase "Oh però il fumo era buono" (riferito all’erba consumata da alcuni vicini di concerto), penso che sia un ottimo titolo per il post stesso.
In realtà c’è anche tanto arrosto nella musica dei Marta sui Tubi, che – mi ripeto – sono tecnicamente BRAVISSIMI (i momenti migliori sono alcune ballate, che anche al primo ascolto sembrano ben scritte e interpretate – e magari facendo lo sforzo di ascoltarmi i dischi apprezzerei molte altre cose), e meritano probabilmente tutta la considerazione avuta da pubblico e critica in questi anni. Però non pare roba per me.

Marta sui Tubi – Sushi e Coca
(solo audio)
Marta sui Tubi – Cinestetica (video: premiato pure questo)

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11 Responses to Però il fumo era buono

  1. amo i marta sui tubi, e ho amato anche il tuo azzeccatissimo post.
    posso farlo?
    eccheccazzossì. abbasso la coerenza.

  2. matteoEdario says:

    in tre erano meglio. le scalette passate erano meglio. e poi tutto sommato non ricordo di aver mai pagato per sentirli suonare. soldi ch’avanzano per il fumobuono, verrebbe da dire.

    dd2

  3. utente anonimo says:

    Ho provato ad ascoltarli più di qualche volta, ma nulla, non reggo la durata di un singolo pezzo…. figurarsi un album. Sono per le cose più minimali e con meno finte pretese.
    Sabato prossimo suonano dalle mie parti ma credo che ne farò volentieri a meno, e magari se riuscirò a racimolare un auto punterò alla presentazione del progetto FAME a Grottaglie, gran bella cosa quella.

    Mr. Soft

  4. Dis0rder says:

    RedGlow e dd2: se li apprezzate e non vi siete offesi, è senz’altro un punto a favore per il pubblico dei MST – e quindi anche per loro :)

    Mr. Soft: eh, pure io preferisco in genere il pop più immediato (non necessariamente minimale, anzi!). O comunque, per i MST faccio fatica ad andare avanti nell’ascolto (e quindi anche alcuni dei giudizi sparati in questo post saranno senz’altro viziati dalla scarsa conoscenza, che però è dichiarata). Questione di gusti.

  5. Dis0rder says:

    (ps. spero che la De Filippi non abbia niente a che fare con questo FAME :D )

  6. utente anonimo says:

    Che brutta sensazione quando il tuo blogger di fiducia demolisce un gruppo che ti piace tantissimo…!

    …sarà che passo troppo tempo in via Zamboni?

    liz

  7. utente anonimo says:

    FAME: http://comitatopertaranto.blogspot.com/2008/09/grottaglie-fame-festival.html
    Peccato che i trogloditi autoctoni di Grottaglie vogliano cancellare tutto…

    *Ho scritto “un auto” senza apostrofo, che scempio…

    Mr. Soft

  8. passavo per caso, ma la nicchia “fricchetton-fuorisedistica, tutta canne e musica d’autore-ma-anche-etnica-e-colta” mi ha fatto troppo ridere. descrive benissimo una buona fetta della vita universitaria fiorentina by night. e spiega perché qua i sud sound system o i mst suonano ogni tre mesi e, chessò, di dente, artemoltobuffa, my awesome mixtape, canadians vari -così i primi che mi vengono in mente, più o meno peraltro apprezzati/apprezzabili- neanche a parlarne.
    francesco

  9. benty says:

    mai piaicuti. ieri ero a un concerto che aveva esattamente lo stesso tipo di pubblico, anche se la musica – a tratti – era un po’- meglio e senza dubbio meno giovanilistica-finto impegnata. evidentemente hai descritto una tipologia di ascoltatori transnazionale, dunque bravo. sugli outing diciamo che io ho amato i litfiba (e qualcosa rinnego, ma tutto no) e tutt’ora a volte non disdegno la bandabardo’. tie’

  10. Dis0rder says:

    liz: grazie ma “blogger di fiducia” è troppo, dai. Comunque è impossibile condividere tutti i gusti con qualcuno, anzi meglio così! :)
    (e fossi di Bologna ci starei quanto mi pare senza pormi problemi, in via Zamboni; era tanto per sintetizzare il discorso con un po’ di namedropping suvvia!)

    Mr.Soft: accidenti che progettone. Peccato che i difensori scrausi e raccomandati della Giuve si mettano sempre in mezzo ;)

    francesco: ma infatti, Bologna è una città MOLTO universitaria (quantitativamente), ma ritrovi lo stesso substrato – in misura minore – in moltissime altre città con l’università (penso ad es. al pubblico scorto alla Corte dei Miracoli a Siena, la volta che ci sono stato tempo fa).
    Non sarebbe molto da musicologo dividere i due “sottogeneri” “alternativi” a cui alludi con i tuoi esempi, come A) musica imbrocco-friendly e B) musica nerd-friendly. E infatti l’ho appena fatto :)
    ….fuor di scherzo, ormai c’è quel “canone estetico” (sempre con tutte le virgolette del caso) ormai consolidato, che ha invaso ambienti come feste universitarie, arci, ecc.
    Per proporre con un minimo di riscontro cose diverse, come quelle che citi, serve partire dal basso, e – qui mi riferisco a Firenze – serve che *esistano* piccoli locali che ci credono.
    A oggi, mi pare che a Firenze anche i piccoli locali che (a volte coraggiosamente) propongono musica dal vivo restino sempre lì, sui confini della “canzone d’autore” (qui le virgolette sono sarcastiche più che ironiche) e del folk/jazz/taranta/aprituttoesmarmella.

    benty: la Bandabardò è un colpo al cuore! Però capisco che magari chi non sta a Firenze (e non se la vede sotti i suoi occhi calcare da anni palchi di locali strapieni, ogni tre mesi) ne sia meno infastidito.
    Sugli outing: dei Litfiba diciamo che rinnego il possesso e ascolto delle cassettine (dopiate però!) Spirito e due album successivi. Prima no!
    Se vuoi rilancio con gli outing con i primi album di Ligabue, fino ai tempi di Radiofreccia. Chi se ne frega se copiava Springsteen: ora non lo ascolto più per niente, ma non mi vergogno di averlo fatto all’epoca (se fossi stato più avanti musicalmente magari non ci avrei trovato nulla: ma coi se e coi ma…)

  11. Dis0rder says:

    (no aspetta, anche gli ultimi due prima di Spirito ehm eran tamarri parecchio)

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