Julian Plenti – Julian Plenti Is… Skyscraper

Julian Plenti: Julian Plenti Is… Skyscraper (Matador-Beggars Banquet/Self, 2009)

Con gli Interpol in pausa dopo la pubblicazione del terzo lavoro, il cantante Paul Banks ne approfitta per dare finalmente veste discografica al progetto solista che lo vede assumere l’alias Julian Plenti. Dei tre compagni di band fa la sua fugace comparsa tra gli ospiti il solo batterista Sam Fogarino, e nello sviluppo di questi pezzi Banks si è avvalso per lo più del software Logic Pro: eppure l’impressione, ascolto dopo ascolto, è che la Matador avrebbe anche potuto contrabbandarci Julian Plenti Is… Skyscraper per una raccolta di b-sides sperimentali degli Interpol stessi (con la chitarra di Daniel Kessler in vacanza e una sezione ritmica spesso in fuga giocosa dalla classica impostazione p*stp*nk). E a questo pensiero non contribuiscono solo la scarsa omogeneità delle canzoni (scritte d’altra parte in un arco di tempo piuttosto lungo, alcune precedenti all’uscita di Turn on the Bright Lights), o la scelta di lanciare l’album con un pezzo come Games for Days (equivalente a un singolo Interpol di medio calibro): al di là dei suoni meno ortodossi e spesso più acustico-minimali, le vibrazioni di inquietudine e l’attraente indolenza che affiorano qui non sono infatti così distanti da quelle presenti nei brani più lenti e d’atmosfera della band newyorkese. Mentre il cantato di Banks regala sì qualche nuova sfumatura, ma nell’ambito di un percorso di crescita coerente con quanto inciso finora con i compagni. Insomma, non prendiamoci in giro: al di là della qualità altalenante e della sua in fondo salutare disorganicità (personalmente ascolto più volentieri l’insolitamente rilassata Only If You Run e il romanticismo di Madrid Song, altri preferiranno il kitch elettronica+fiati di Unwind), Skyscrapeè destinato e sarà digerito (con entusiasmo moderato) da chi come me è affezionato agli Interpol. E pressoché ignorato da tutti gli altri.
La speranza, in vista del critico appuntamento della band madre con il quarto album, è che Banks non abbia esaurito l’ispirazione con questi undici pezzi e che porti il suo tocco personale – come del resto già fatto in passato – all’interno di nuove composizioni collettive ben più robuste (che seguano nuovi percorsi, ma con dentro un Kessler in più).

il sito di Julian Plenti
gli mp3 di Fun That We Have e Games for Days dal sito della Matador
il video “noir” di Games for Days (la co-protagonista è Emily Haines dei Metric)

[ già su http://www.vitaminic.it ]

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