Neils Children – X.Enc.

Neils Children: X.Enc. (Structurally Sound/Goodfellas, 2009)

Io un po’ me la immagino (e invidio chi l’ha vissuta) la genesi di una band come i Neils Children. La passione comune per Cure e P.I.L., gli scambi musicali carbonari, le prime vergognose cover dei Joy Division nel garage della nonna. Poi il suono che si affina, i cambi di formazione con l’ingresso di nuovi stimoli ed energie, l’adrenalina del post punk ricreato *per davvero*, con la batteria secca e i bassi pulsanti e il clangore delle chitarre. Ecco, il problema dei Neils Children è che per quanto X.Enc. sia il loro primo album vero e proprio (prima, anche a causa di qualche disavventura discografica, solo singoli e una raccolta di rarità uscita in Giappone – how indie!), la band esiste-da-circa-10-anni. Eppure a tratti sembra che siano ancora fermi lì, al muro informe di suono, ai pezzi da demo. X.Enc. è uno di quei dischi che senz’altro colpisce più per l’impatto (come in Motorcar e nella strumentale Communique) che per le canzoni: queste ultime spesso scarseggiano in fantasia e presentano ritornelli moscetti (vedi alla voce Sometimes It’s Hard To Let Go), per poi magari generare lampi d’entusiasmo solo in un inciso o un’apertura improvvisa. Non che manchino i pezzi riusciti: tra questi, più godibili i pezzi power-pop alla Pete & the Pirates (Indifference Is Vital, la deliziosa I’m Ill) rispetto agli esercizi di stile sul tema “rifacciamo Three Imaginary Boys” come I Can’t See You . Ma in generale il punto è che o sei John Lydon e crei qualcosa di effettivamente nuovo (caso sempre più raro, ancor più nel rock chitarristico, ancor più nei fin troppo battuti territori del post-punk), oppure la via del Disco di Solo Impatto lascia il tempo che trova – e devi saper mettere insieme anche un tot di canzoni ben scritte. Gli Horrors, compagni di tour e di esperimenti tricologici discutibili, lo hanno già capito. I Neils Children dovrebbero sforzarsi di più, per evitare il rischio di passare inosservati al di fuori della nicchia dei completisti del genere.

myspace (attualmente sono rimasti in due dopo l’abbandono del bassista: ma non hanno intenzione di mollare)
il video di I’m Ill

[ già su http://www.vitaminic.it ]

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