The Big Pink – A Brief History Of Love

The Big Pink: A Brief History of Love (4AD/Self, 2009)

Secondo un noto adagio calcistico, per fare una grande squadra bastano un buon portiere, un libero affidabile, un centrocampista di personalità e un centravanti che la butta dentro. Da questo punto di vista in pochi possono negare l’etichetta di disco pop riuscito al debutto dei The Big Pink. Quello del duo londinese formato da Robbie Furze e Milo Cordell si impone a mio giudizio come uno degli esordi inglesi più interessanti dell’anno: A Brief History of Love è un album di buone canzoni (tutte imprevedibilmente incentrate su vari aspetti dell’argomento Amore, un amore altrettanto imprevedibilmente marcio e disilluso), stuzzica la tua parte nostalgica pur dandoti l’impressione di essere uscito nel 2009 e non 20 anni prima, e soprattutto (nonostante abbia detto 2009) ti TIENE SVEGLIO fino alla fine, fissandoti in testa le sue melodie e ipnotizzandoti con le sue dissolvenze. Musicalmente potremmo parlare di revival del miglior shoegaze britannico ‘80/’90 (i soliti nomi, Jesus & Bloody Mary Valentine Scream Etc., con l’estetica 4AD nel background oltre che sulla copertina) e del coevo lad-rock di Madchester e dintorni (il timbro vocale così Richard Ashcroft di Love in Vain, le citazioni Stone Roses di At War with the Sun); il tutto comunque ben miscelato e ritinteggiato di elettronica, con episodi come Tonight e Frisk che riportano in pieno nella contemporaneità (la Merok, piccola etichetta di Cordell, ha all’attivo uscite dei primi Klaxons e Crystal Castles). Ma in definitiva le mosse vincenti di A Brief History of Love sono quelle a cui mi riferivo nella metafora calcistica di inizio post. Ad esempio il partire lasciando tutti a bocca aperta con le atmosfere dell’avvolgente Crystal Visions; o il racchiudere come un gioiello a metà percorso una ballad romantica che può segnare un’estate e forse un’epoca come Velvet; o l’accarezzare gli animi più delicati con il duetto della title-track (che un po’ ricorda, per quanto mi riguarda superandolo come coinvolgimento emotivo, il più trasversalmente acclamato esordio dei connazionali The xx); o infine il congedarci con l’inevitabile crescendo riverberoso di Count Backwards from Ten (nel mezzo trovano spazio anche Dominos, singolo immediato ma un po’ troppo ruffiano per i miei gusti, e qualche riempitivo più che dignitoso).
I’m not looking for love, but it’s hard to resist. E io quando ascolto un disco come questo semplicemente mi arrendo.

myspace
i video di Too Young to Love e di Dominos
l’mp3 di Dominos in free download da Pitchfork
la pagina dei Big Pink sul sito della 4AD
il video di Velvet

[ già su http://www.vitaminic.it ]

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