Rockstar dell’anno

La mia rockstar dell’anno non è quella di Rolling Stone (immagine presa qui).

rockstardelcazzo
E capisco tutto, eh. Mi rendo conto la scelta di scherzare su Berlusconi in questo modo è una mossa di comunicazione geniale. Ma personalmente non mi fa ridere, non mi piace e – se lo facessi abitualmente – non credo che comprerei Rolling Stone questo mese (i dati di vendita sicuramente mi daranno contro, la polemica – a cui sto io stesso contribuendo – tira sempre).

In questi casi mi sento sempre più spesso un brontolone serioso e insopportabile (non anche del tutto solitario, per fortuna), che grida all’emergenza anche nel momento in cui gli altri vogliono rilassarsi e farsi due risate.
Però lo ripeto, non mi piace una scelta di questo genere, paracula perché fa parlare della propria rivista ed è in grado di suscitare l’ammirazione di tutti. Quelli contro Berlusconi (perché comunque c’è sarcasmo), e quelli a favore: oggi i vari Tg ormai occupati militarmente dal Pdl davano il lieto annunzio della copertina tra un sorriso e un colpetto di gomito, sorvolando allegramente sulle intenzioni ironiche.

Lo stile di Rolling Stone è da anni quello, lo so. Mi ricordo (ma ce ne saranno state altre ancor più provocatorie) una copertina di anni fa su G.W. Bush (anche lui "rockstar"). Ma Bush è lontano, ed è il presidente di un paese in cui c’è libertà d’informazione e di critica. Berlusconi è qui, sta facendo a pezzi la nostra società e la nostra democrazia. C’è bisogno di alimentare ulteriormente il culto attorno alla sua persona?

Mi si potrà obiettare che dal punto di visti degli effetti – voluti o meno – Repubblica, con la sua campagna permanente contro la persona del presidente del consiglio, ha fatto ben di peggio. E non ci possiamo nascondere che dietro al diecidomandismo non c’è soltanto (giusta, fondata) critica socio-politica, ma anche la precisa volontà di attirare visite e vendere copie.

Ma Repubblica è un quotidiano, non può evitare di parlare di politica. Deve dare notizie. Preferisco che lo faccia denunciando con livore le sconcezze di cui altri tacciono,  anche se non ottiene altro risultato che di vendere più copie.

Rolling Stone si occupa di intrattenimento. E se per farti pubblicità nel campo dell’intrattenimento utilizzi un messaggio ambivalente come questo…beh, sei libero di farlo. E io di criticarti.
Anche per aver fatto finire la scritta PEARL JAM sopra il capello trapiantato di una persona che disprezzo.

– –

Per inciso: la mia rockstar dell’anno (ma non solo di quest’anno) è quella della foto sotto. Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di motivi (per aggiungere qualcos’altro, potrei dire che trovo molto più rock vivere da anni sotto scorta che dare feste con minorenni e mignottone nei palazzi sede del governo o di vertici internazionali; che trovo molto più rock rischiare la vita tutti i giorni per il fatto di essere un giornalista, piuttosto che tenere giornalisti sotto ricatto o sotto stipendio per pilotare l’informazione a proprio favore; che trovo più rock combattere la criminalità organizzata che offrire posti in parlamento o nella propria villa a personaggi che con essa sono compromessi. Ma naturalmente il concetto di rock è soggettivo).

Rockstar dell
Una scelta scontata, sì, che se fatta per una rivista si attirerebbe accuse di buonismo ben peggiori di quelle di opportunismo che si è attirata (e si attirerà) la scelta di Berlusconi da parte di RS.
Però questo è solo un inutile blog. Un blog dove – pur consapevoli del fatto che in Italia ci sia poco da ridere di questi tempi – si scherza e si cazzeggia. E che – proprio per questo – vuole ribadire la differenza tra scherzo e ambiguità.

– – –

DOPPIO UPDATE:

1) Mi fa notare il provvidenziale Onan che Saviano ha avuto per l’appunto la cover come "rockstar dell’anno" da RS esattamente un anno fa (esattamente con le polemiche che avevo ipotizzato). Il che rende se vogliamo un po’ ridicola la seconda metà di questo post, ma non cambia la mia impressione sulla copertina di quest’anno. Può esser triste allo stesso modo ridurre a "rockstar" da rivista Saviano e Berlusconi, ma non è la stessa cosa.

2) Proprio a tal proposito: potete considerare questo post una versione "demo" (e non credete agli indie-fans, i demo sono sempre PEGGIORI delle versioni finite); ho rielaborato il post aggiungendo qualche altra riflessione, e il risultato sta su Inkiostro (OMG!).

8 Responses to Rockstar dell’anno

  1. utente anonimo says:

    Social comments and analytics for this post[..] This post was mentioned on Twitter by dis0rder: alla fine non ce l’ha fatta, e ha scritto un post antipatico contro la cover di Rolling Stone http://outsiders.splinder.com/post/21752443 [..]

  2. onanrecords says:

    Saviano è stato Rockstar dell’anno, con copertina, nel 2008 pe RS.

  3. Dis0rder says:

    Onan: grazie mille, bello scivolone che ho fatto :)
    Aggiornerò il post. Però questo non cambia la mia opinione sul presentare quest’anno una copertina come quella, oggi confermata del resto anche dalle motivazioni del direttore (che erano quelle che mi immaginavo).
    Come dire, l’impegno era sooo 2008, questo è l’anno di papi e quindi diamogli pure la patente di rockstar.

  4. Dis0rder says:

    2010: blogger dell’anno?[..] (dall’editoriale di Carlo Antonelli, via Emmebi) Non so chi scegliereste voi come rockstar dell’anno; non so neanche quale sceglierei io – e se riuscirei a farlo. Di certo la mia rockstar dell’anno è quella di Rolling Stone. E capisco tutto, [..]

  5. Menzinger says:

    Sex, Drug & Rock ‘n Roll!!!!

    Forse era meglio se faceva il cantante sul serio, come scrivevo qui (nel 2007!) http://menzinger.splinder.com/post/21751901/Berlusconi+Rockstar+Ucronica

  6. utente anonimo says:

    Giusto, sono d’accordo, ho pensato la stessa cosa. Vaffanculo a Rolling Stone, che comunque è sempre stato un giornale abbastanza di merda (ma l’editore è collegato per vie più o meno traverse a qualche gruppo del Biscione?).
    Quanto agli effetti delle dieci domande di Repubblica, è vero che è un mezzo boomerang. Del resto Repubblica deve in qualche modo scontare l’essere stata la prima ispiratrice del più grosso fiasco politico degli ultimi anni: il Partito democratico. Quasi peggio di Lilli Gruber che continua a sperare in un Pd al 51%…sì sì…
    Ale

  7. utente anonimo says:

    Sono mesi che non passo di qua e poi ti ritrovo su Inkiostro!
    Come al solito hai già scritto tutto quello che c’era da scrivere –
    ti mando qualche tonnellata di stima.

    liz

  8. Dis0rder says:

    Ale (povera Gruber…però con quelle labbra e con gli Arcade Fire come sigla può dire quello che vuole): sì, pare che l’editore sia collegato per vie traverse eccetera, almeno dicono. Preferisco non approfondire, va’.


    liz
    : brutte sorprese, vero? :D …comunque prometto di non allargarmi troppo in blog più interessanti del mio. Che magari invece potrei insozzare un po’ più spesso (non è che ti sia persa molto a non passare di recente…)

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