Don’t ask me How you feel

La risposta alla domanda con cui terminavo il post precedente arriva subito: proprio Il Mare Verticale è il pezzo con cui Paolo Benvegnù apre il concerto alla Flog. Magari qualcuno che non l’aveva sentita al Sonar gliel’aveva espressamente richiesta. Poco dopo, in uno dei numerosi siparietti che contraddistingueranno anche questa data (inutile anche descriverli: l’impressione è che non ci sia nulla di fisso, e che ogni sera Benvegnù e i suoi compari si prendano reciprocamente per il culo improvvisando scherzi su quello di cui hanno parlato a cena), si riferirà a quelli proposti per primi come "brani prettamente mainstream, interpretati da artisti del calibro di Gaetanoska Ferrerova" (o qualcosa del genere). Applausi.

Aperta parentesi: la serata era stata aperta dal set dei supporter QuartaDeriva: un quartetto aretino che tiene bene il palco, anche se il loro rock chitarristico sa un po’ troppo di anni 90 (anni 90 alla Malfunk…) per i miei gusti. Fanno circa 6 canzoni in italiano, tra cui una cover de Gli Uccelli di Battiato che pare essere stata co-arrangiata da Benvegnù stesso, e che però non mi convince: la trovo un po’ troppo "normalizzata" e xfactor-style (confermo il giudizio dopo un nuovo ascolto sul myspace). Gli altri pezzi sono più o meno convincenti, spicca comunque una voce notevole.

Tornando a Benvegnù, della scelta di concedermi un bis a distanza di neanche due mesi non mi pentirò neanche un po’. La scaletta ancor più abbondante ha diverse novità, con un po’ di turn over sia tra i pezzi degli album solisti che tra i recuperi degli Scisma. E dopo Rosemary Plexiglas, ecco Tungsteno (emoziooone: plìn, plìn, plìn!).
Proprio Tungsteno chiuderà felicemente un concerto di gran classe e intenso come quello di cui scrivevo giovedì scorso, purtroppo lievemente danneggiato nella parte centrale da un problema al microfono di Benvegnù risolto con qualche difficoltà (ne fanno le spese soprattutto Nel Silenzio e Cosa Sono Le Nuvole – davvero frustrante aver davanti un cantante che mette tutto il cuore e tre polmoni in un pezzo come il secondo, e sentire quel momento "scheggiato" ignobilmente da un guasto tecnico).
Ma è davvero poca cosa. Se a gennaio tornassero in Toscana, quasi quasi…

(nella foto sotto, la rockstar navigata che affronta indomita l’ostacolo del Microfono Gracchiante e Relativa Attesa della Sostituzione)

benvegnù_flog
Scaletta
:

Il Mare Verticale
Il Sentimento Delle Cose
La Distanza
Rosemary Plexiglas
Io E Il Mio Amore
Cerchi Nell’Acqua
La Schiena
La Peste
Il Nemico
Interno Notte
Nel Silenzio
Cosa Sono Le Nuvole
Jeremy
Sintesi Di Un Modello Matematico
Suggestionabili

500
Simmetrie
Quando Passa Lei
Jetsons High Speed
Tungsteno

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