Lou Barlow – Goodnight Unknown

Lou Barlow: Goodnight Unknown (Domino/Self, 2009)

I Sebadoh, i Folk Implosion, le registrazioni casalinghe come Sentridoh, le tante collaborazioni: Lou Barlow non è certo fondamentale per il rock alternativo americano per il solo ruolo di bassista e coautore nei Dinosaur Jr. Curiosamente, nella sua lunga e onorata carriera i primi due album usciti a nome proprio sono giunti proprio in questi ultimi anni, che lo hanno visto contemporaneamente riunirsi a Murph e J Mascis e raccogliere coi Dinosauri un seguito forse maggiore che nei ‘90 (e più che meritatamente, visto il tiro di Beyond e Farm). Naturale quindi che il Lou Barlow solista privilegi la dimensione acustica e rilassata. Mentre però in Emoh (2005) le ballate folk-pop la facevano da padrone, questo nuovo Goodnight Unknown si presenta un poco più vario: un ritratto completo, in poco meno di quaranta minuti, del musicista e della Bella Persona Lou. Ti viene da rimpiangere di non conoscerlo e non poter quindi andare alle grigliate domenicali a casa sua, apprezzare la cucina della moglie e duettare su La Roux con la figlia, spettinarsi con i ruttini del nuovo arrivato (da pochi giorni!) Hendrix Wexford Barlow… e naturalmente far serata ad ascoltarlo tutti insieme mentre rifà voce e chitarra TUTTE queste 14 canzoni. Perché se già il terzetto di inizio disco presenta le coordinate entro cui si muoverà buona parte del resto (il rock energico ma garbato di Sharing, la ballad grassa e curata che fa da title-track, il folk Elliot Smith di Too Much Freedom), la qualità in seguito non scende – e probabilmente resterebbe alta anche se le tracce fossero 30. Meglio così: dal rinfrescante primo singolo The Right alla più malinconica I’m Thinking…, fino al romanticismo sussurrato di Take Advantage e The One I Call ci sono abbastanza pezzi per farne proprio uno nuovo a ogni ascolto successivo, senza arrivare all’indi(e)gestione. E se sai scrivere le canzoni e hai quella delicatezza nell’intonarle, anche quando riutilizzi più volte una formula molto simile (capita) quasi non ci se ne accorge. Goodnight Unknown e Farm nello stesso anno sono veramente troppa grazia.

il myspace di Lou Barlow
la pagina di Lou Barlow sul sito della Domino
il video di The Right

il video di Don’t Apologize e quello di Too Much Freedom
un video casalingo di Take Advantage
il bel documentario sul making of dell’album (alle grigliate ci pensa Dale Crover dei Melvins, che suona la batteria nell’album)
mp3 di Gravitate in free download in streaming, su Pitchfork
due pezzi dal disco e una cover di Bulletproof (La Roux) su Spin

[ già su http://www.vitaminic.it ]

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