Previously, on Ponterotto

[Farmer Sea. Elettrofandango. Late Guest (At The Party). The Gentlemen's Agreement. Prossime puntate. ]

Che un po' sono di parte, in quanto frequentatore affezionato e (in questa stagione) presenza quasi fissa nelle selezioni pre e post-live, già lo sapete. Però il mio giudizio positivo sulla bontà dei concerti che il circolo Arci di Ponterotto sta proponendo quest'anno è obiettivo. Da una settimana all'altra cambiano sempre i generi e le atmosfere, ma alla varietà si accompagna un'alta qualità media dei gruppi ospiti. Bravi Alice e tutti gli altri.
Ora due righe di commento e un po' di foto sulle ultime band che ho visto (tutte per la prima volta dal vivo) a Ponterotto.

Ma prima di partire, un piccolo spazio pubblicitario.

ponterotto-gelatiEbbene sì, i post sui concerti di Ponterotto hanno trovato uno sponsor!
Nella foto, due Farmer Sea fanno da testimonial, omaggiando al contempo Ponterotto e la frazione empolese adiacente, che dà il nome a un noto marchio di gelati.

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 • Farmer Sea, sabato 13 febbraio

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Degli ultimi concerti visti qui, quello dei Farmer Sea è stato il mio preferito. Il quartetto di Torino (se non ricordo male, per la prima volta live in Toscana), che nelle sue canzoni ricorda band come i Grandaddy per gli inserti elettronici in un impianto di base indie-rock, o altre come i "nostri" Canadians nei brani più semplicemente chitarristici, ha presentato praticamente nella sua interezza (insieme a qualche inedito) l'album Low Fidelity In Relationships, uscito nella primavera del 2009. Un disco poco adatto all'ascolto distratto e frettoloso nel computer, ascolto da cui non spicca troppo rispetto alla media delle uscite simili. Discorso diverso quando si passa a una fedeltà un po' più alta (nell'impianto, visto che nel titolo resta "bassa"…) e si agisce sulla manopola del volume: ecco che pezzi come Neil Young Is Watching Me e il singolo Teenage Love si fanno finalmente coinvolgenti.

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Ma è dal vivo che i Farmer Sea danno il meglio. Dopo il riscaldamento con la molleggiata She Dreams Of Airports And Planes (scherzosamente ribattezzata "Shemale" nella scaletta cartacea – e lo scrivo perché questa parola  mi aiuterà moltissimo per le visite da Google), il concerto accelera e non cala più di intensità, tra intrecci di riff, cori, momenti più intimi con il cantante-chitarrista Andy impegnato al casiotone/piano e crescendo strumentali travolgenti (quello più gasa il pubblico e anche la stessa band è in Blurry Nation, con la base inizialmente scarna, poi accompagnata e infine travolta da un'apoteosi di chitarre).

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L'affiatamento della band è ottimo (tra l'altro i 4 si scambiano più volte gli strumenti), e dalla mia posizione defilata osservo con molto piacere che la sala, poco affollata all'inizio del concerto, si riempie sempre di più e risponde con entusiasmo. E i ragazzi sul palco sembrano accorgersene e trarne calore a loro volta. Un feeling reciproco che non sempre si instaura, ma che soprattutto non sempre può coinvolgere tutto il pubblico (perché ovviamente ognuno ha il suo background musicale e la sua sensibilità): in questa occasione è toccato a me essere tra i fortunati, e non essendomelo aspettato prima la sensazione è ancora più bella.

Uno dei due bis è una irriconoscibile cover di The Queen Is Dead degli Smiths. Non proprio entusiasmante, per un Morrissey-addicted come me. Però se non altro una versione coraggiosa, che mantiene praticamente solo il testo e qualche linea vocale rivestendola di un arrangiamento completamente diverso – in linea con i pezzi propri. Insomma, in pratica è un'altra canzone, quindi niente commenti stile "al sacrilegio!".

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Scaletta-quasi-precisa-ma-non-sono-poi-così-sicuro:

She Dreams Of Airports And Planes
Blurry Nation
A Brighter Sunday
Neil Young Is Watching Me
The Place Where I Sleep At Day
(nuova)
Is This Your Folk Dance?
Helsinki Under The Great Snow
(nuova)
(nuova)
(nuova)
Teenage Love
Everywhere You Are
Sedinho

Dream? Science!
The Queen Is Dead (The Smiths cover)

Farmer Sea – Teenage Love (video)

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Elettrofandango, sabato 20 febbraio

Degli Elettrofandango, al contrario della maggior parte degli altri gruppi in arrivo da queste parti, non avevo ancora ascoltato l'ultimo album (ch è uscito nel 2009 ed è il secondo). Anche perché quel poco che avevo sentito non mi aveva molto incoraggiato. A un primo impatto i pezzi del gruppo veneto (i componenti provengono da vari paesi del trevigiano) ricordano subito, per l'aggressività rock coniugata all'autorialità dei testi, i corregionali Il Teatro Degli Orrori (di cui non a caso hanno aperto qualche data di recente), e ci avevo colto qualcosa anche di Capossela (abbastanza per distogliermi dall'approfondire, visto che come il TdO nemmeno Capossela rientra tra i miei ascolti abituali).

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Beh, pregiudizi superati [ora posso confessarlo: un'altro motivo di diffidenza era il nome del gruppo, che non riuscivo a non abbinare istintivamente ai Litfiba di Ghigo & Cabo…].
In Quanto Già Peccato è un disco potente e compatto, una spaventosa discesa sonora all'inferno che scuote e rapisce. Questa recensione ne descrive piuttosto bene l'atmosfera.
Se però mi sono deciso all'acquisto e a un ascolto attento (nonostante non impazzisca né per proposte musicalmente così aggressive né per questo immaginario bukowskiano-maledetto – su disco c'è anche ospite Remo Remotti, non esattamente uno dei miei guru) è proprio grazie al live, che ha rappresentato una piacevolissima sorpresa e che è ovviamente tutto incentrato sull'ultima produzione.

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Gli Elettrofandango si presentano sul palco in formazione "classica" a 4, indossando all'inizio inquietanti maschere da uomini-corvo, che richiamano l'artwork dell'album. Il frontman Giovanni Battista Rizzo ogni tanto interviene sui synth, ma soprattutto canta e tiene il palco a meraviglia, visto che non gli mancano polmoni né carisma.
In realtà non si tratta di un quartetto "puro": parte integrante della formazione dal vivo è Alberto Boem, quinto elemento fuori campo che si occupa delle videoproiezioni che accompagnano l'intero concerto.

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Il risultato dell'incontro di musica e video è un'ora di spettacolo ad alta tensione. Un carosello ubriaco, disturbante e spaventoso, che miete numerosi consensi tra il pubblico (e viene anche ripreso per l'occasione da diverse telecamere "professionali": chissà che prima o poi il girato della serata di Ponterotto non finisca su qualche supporto o sito).

Elettrofandango – Verrà La Morte E Avrà I Tuoi Occhi (mp3)

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 • Late Guest (At The Party), sabato 27 febbraio

Al concerto dei riminesi Late Guest (At The Party) c'è meno gente rispetto ai due sabati precedenti. Come preannunciato si cambia completamente genere, passando al punk-funk dei pezzi di Come Back Bobby Perù (disco d'esordio per loro, pubblicato un annetto fa).

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Il live dei LGATP non stupisce con troppi effetti speciali (non c'è ovviamente né la strumentazione né l'esperienza di James Murphy et similia) ma è godibile, almeno per me che mastico abbastanza questo tipo di musica; synth, cori e cialtronaggine quanto basta. Mattatore il cantante, con la camicia improponibile sfoggiata da metà concerto e l'accento romagnolo che mi fa ridere come un cretino perché mi fa venire in mente Maurizio Ferrini (i quattro sono peraltro degli inguaribili cazzoni anche fuori dal palco, ho assistito a scene deliranti a fine serata nella compilazione del b*r*e*ò).

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Tra una We Were Young, una Pphantastic e una Revolution In Her Closet, il set fugge via veloce. Spiace che non venga proposta Another Session: una delle mie preferite in un album che forse non abbonda di pezzi-killer, ma è efficace nelle variazioni su tema in un genere molto sfruttato nel decennio appena concluso (probabilmente troppo sfruttato, da lì il poco seguito di cui gode attualmente). Sono curioso di sentire come si evolverà il suono dei LGATP in futuro.

Late Guest (At The Party) – Tears And Champagne (mp3)

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 • The Gentlemen's Agreement, sabato 13 marzo

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Avendo il sottoscritto saltato la serata dedicata ai Wolfango, il live che conclude il filotto di questo post è quello di ieri sera – l'unica delle 4 band di questo post che a Ponterotto aveva già suonato anni fa.
Che dire, sui Gentlemen's Agreement (che recuperano la data saltata per neve a dicembre): molto bravi nella loro miscela di alt/folk/country/swing, e vivaci intrattenitori come la provenienza partenopea lasciava supporre. Oltre alle canzoni di Let Me Be A Child (l'album uscito nel 2008, che presto avrà un seguito) regalano anche varie cover: Tre Numeri Al Lotto (tributo a Peter Van Wood appena passato a miglior vita), Love Me Do, ripescaggi d'altri tempi come Mille Lire Al Mese e Parlami D'Amore Mariù.
E nel finale non poteva mancare la caciara, con il gruppo che scende a suonare tra il pubblico.

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Chi mi conosce lo sa (cit.), questo genere non mi scalda molto (ovviamente il paese reale la pensa diversamente: Ponterotto è pieno e la gente si mette anche a ballare spontaneamente sotto il palco, cosa qui non comune). Però devo ammetterlo, la quasi ora e mezza del live dei Gentlemen's Agreement (che era stata preceduta dall'esibizione più intimista di Atterraggio Alieno, progetto chitarra+voce con base a Castelfiorentino) passa anche per me in un baleno.

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Non c'è niente da fare, questa è roba che se ti lasci un attimo trascinare, quando è fatta bene, nell'immediato vince sempre (anche se poi magari nella tua cameretta/auto/cuffia continui fieramente ad ascoltare tutt'altro).

The Gentlemen's Agreement – Blonde Country Girl (video)

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                                             I prossimi appuntamenti di Ponterotto
                              (forse saranno ripresentati in altri post appositi, ma intanto li butto lì)

 •  sabato 20 marzo: Chewingum (twee pop, Senigallia/Roma) + Dis0rder djset (twit-pop)

 •  sabato 27 marzo: København Store (indie/postrock, Piacenza) + Disørder djset (alt-pop-rock)

 •  sabato 3 aprile:     Federico Fiumani Confidenziale (Diaframma) + Dis0rder djset (postpunk, google-wave)

(e più avanti: 10/4 No Seduction; 17/4 Ka Mate Ka Ora + S.U.S. – Succede Una Sega; 24/4 Zeus! + Karl Marx Was A Broker )

(tutti i concerti sono a ingresso libero, con tessera Arci)

7 Responses to Previously, on Ponterotto

  1. utente anonimo says:

    commento inutile: i farmer sea, che qui ci piacciono tanto, la sera prima erano a milano. pare fosse la seconda o la terza volta che facevano la cover di "the queen is dead" e che nessuno l'avesse mai riconosciuta, quindi c'era un contest con in premio un loro cd. ti lascio indovinare chi l'abbia vinto, e stendiamo un velo pietoso sull'ignoranza del loro pubblico :-P
    vale

  2. Dis0rder says:

    tutt'altro che inutile, Vale! Anzi mi dai un assist: che nessuno riconosceva mai questa cover l'hanno raccontato anche a Ponte prima di eseguirla: proprio per questo stavolta non hanno lasciato la sorpresa ma l'hanno annunciata prima. A questo punto mi resta il dubbio se l'avrei mai riconosciuta. Probabimente sì, sapendo prima che era una cover e concentrandomi sull'ascolto (e sulle parole). Mentre non sapendo che era una cover, probabimente no.

  3. utente anonimo says:

    io l'ho riconosciuta dalle parole, ovviamente!

  4. utente anonimo says:

    il commento #3 ero sempre io-vale, ovviamente :)

  5. Acrylic77 says:

    I gentlemen's agreement li conosco dai loro primissimi demo, sono professionisti e dotati di un leader, secondo me, carismatico..nell'insieme molto coinvolgenti.La prima volta sentii il cantante senza la band, solo lui, voce e chitarra, che apriva in un piccolo club napoletano un concerto di Z-Star, mi innamorai del suo timbro che ha sfumature Buckleyane, gli Elettrofandango li adoro, ma non mi è mai capitato di ascoltarli dal vivo! Gli altri nomi li conosco vagamente..ma correro sul myspace per vedere/ascoltare qualcosa.Questo post per me è stato un bel regalo, una boccata d'aria buona (oltre che fresca) fra tanti nomi triti, ritriti e contriti, è bello ricordare che l'underground è vivissimo e sa dare emozioni intense.Un saluto

  6. Acrylic77 says:

    p.s. ..  correrò con l'accento sulla O, tastiera e fretta bastarde :)Ciao

  7. Dis0rder says:

    Acrylic7: grazie :) sì, i GA sono molto coinvolgenti, e tra i gruppi che fanno quel genere lì sono decisamente sopra la media.ps. Z-Star l'avevo completamente rimossa! Neanche ricordo qual'era il singolo che la rese un po' nota in Italia… tra l'altro noto che 1) non ha manco una pagina su wikipedia in inglese, 2) ha una band italiana, e da lì si spiega l'abbondanza di video dal vivo in Italia su youtube…

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