Record Stoned Day

[ovvero: Fnac, strizzoni e Black Candy Store]

fnac-inaugurazioneIl titolo di questo post lo avevo deciso oggi pomeriggio, quando trovandomi nelle vicinanze sono passato all'inauguraizone della FNAC "di Firenze", in realtà insediatasi nel centro commerciale I Gigli a Campi Bisenzio. Il programma dell'inaugurazione, che secondo il sito Fnac doveva essere presentata da Paola "ora anche al gusto burlesque!" Maugeri, prevedeva infatti alle 21 l'esibizione di NoemidiXFactor, ma soprattutto alle 1930 Gianluca Grignani. Memore delle sensazionali testimonianze rock and roll regalate dal nostro a Youtube, già pregustavo la sbroccata, il farfugliamento, il collassone, la gaffe.

E' andata a finire diversamente: prima di tutto [Inizio Update] perché ormai come blogger perdo colpi, e l'inaugurazione con gli ospiti come da link sopra era giovedì sera (e quindi anche il titolo del post è tutto un film mio, ma magari proprio per questo ci sta bene lo stesso) [Fine Update]; erano in compenso presenti in uno shoecase acustico i Motel Connection (poche ore dopo in concerto a Prato). E poi perché mentre Samuel cantava un paio di canzoni (ripetute più volte? mi sembravano sempre le stesse), il qui presente blogger veniva colto da attacco di colite fulminante. Beh, non proprio fulminante grazie al cielo, sono anche riuscito a tornare a casa agilmente (=tra atroci dolori).
Ho comunque avuto il tempo di un veloce giro perlustrativo dei reparti cd e libri (il resto l'ho completamente ignorato, come continuerò probabilmente a fare nelle prossime occasioni). E ho fatto la mia conoscenza con il sistema del tesseramento Fnac (fino ad ora non mi ero mai interessato al suo funzionamento, vista la mancanza di punti vendita vicini).

Diciamo subito che la convenienza della Fnac sta tutta in un uso intelligente di promozioni e tessera. Soprattutto per quanto riguarda i cd, infatti, i prezzi sono senz'altro concorrenziali rispetto ai negozi e agli altri megastore, ma più o meno equivalenti – salvo qualche caso di disco di catalogo superfamoso piazzato come prodotto civetta –  rispetto alle possibilità che offre l'acquisto online (Play, CdWow, Amazon etc.).
Per quanto riguarda il reparto "alternative" (plauso per la dicitura, senz'altro più adatta di "indie" per contenere tutto il calderone del poprock meno da classifica, da Joanna Newsom ai Soft Pack, dai Magnetic Fields ai Joy Division), è ben fornito anche se non omnicomprensivo (ma nessun negozio di musica può davvero esserlo); i prezzi per le cose di importazione americana sono alti come su internet, e poco meno che nei piccoli negozi.
Bocciato in pieno il reparto italiano. Nessun disco di etichetta indipendente, poche differenze con l'assortimento di un'Ipercoop (nemmeno di un Mediaworld!), pareti intere All-Ligabue tra le offerte (ma c'era anche di peggio).
Buono infine il reparto di repertorio "generalista" internazionale.

Dove le cose vanno meglio è tra i libri: assortimento discreto (ottimo rispetto agli standard che offre un centro commerciale, ma non al livello di una Fnac di città, per quel che mi ricordo di quelle che ho visto, né delle più importanti librerie del centro di Firenze), buone offerte.

Se si fa la tessera se ne ammortizza presto il prezzo, perché i soci hanno sempre il 10% di sconto su libri e cd (per i dvd invece bisogna approfittare delle giornate di benvenuto o dedicate ai soci; giornate in cui lo sconto sui libri sale al 15%).
Va detto che sulle cose già in offerta tale sconto non si applica: però alla lunga c'è comunque risparmio, grazie all'immancabile raccolta-punti. Ogni scontrino anche minimo – non più di uno al giorno – dà infatti diritto a diversi punti sulla tessera. Il massimo risparmio si ha comprando poco ogni volta e accumulando quindi "velocemente" e con "meno spesa" i punti per i buoni sconto. Questa tattica naturalmente sarebbe molto più sfruttabile in un negozio di città, davanti al quale si può capitare molto spesso (penso ad esempio al popolo degli studenti universitari) senza doversi muovere apposta.

Morale della favola? Io ho per ora rimandato il tesseramento, e sono incredibilmente riuscito a uscire senza acquisti (!). Consumismo sconfitto. Il malessere ha aiutato.
Sono comunque felice di questa apertura, più per i libri (anche se ci comprerò sicuramente anche qualche cd). Continuo a essere perplesso sulla scelta della catena europea di aprire a Firenze in un non-luogo come un centro commerciale di periferia, mediamente frequentato da gente in mood "prendi l'offerta e scappa" (del resto io stesso finora ho parlato di soldi), oltre che da un target complessivamente più "basso" a livello di consumi culturali. Quello che temo è che questo negozio si adegui passivamente a tale target invece di "influenzarlo" o di crearsene uno nuovo, privilegiando inoltre la cura della parte hi-tech (telefonia, hi-fi, informatica, videogiochi) rispetto a quella contenutistica (assortimento di qualità e aggiornato per libri e audiovisivi).

Per quanto riguarda i cd, le mie fonti di approvvigionamento principali resteranno i banchini dei concerti e i negozi online. E quando ho voglia di comprare qualcosa in un negozio, prima che dalla Fnac continuerò a rivolgermi in primis al Black Candy Store.

blackcandystoreIl Black Candy Store (via Caduti di Cefalonia n. 74, zona Novoli) è il negozio nato pochi mesi fa come appendice della omonima etichetta fiorentina. Nelle tre-quattro volte in cui ci sono capitato, ho notato un assortimento sempre crescente e meglio sistemato. La filosofia di questo negozio è quella del vero e proprio negozio indipendente: non comprende il "tenere di tutto" (ci troverete ben poche cose da pomeriggio su Mtv), ma punta su alcuni generi e sul soddisfare chi li segue; ci si può andare sapendo che se i dischi che cerchiamo non ci sono (dipende anche dai propri gusti, qui il catalogo è un po' più sbilanciato su britpop e britrock), basterà scorrere i suoi scaffali per imbattersi in decine di tentazioni e occasioni, scoprendo anche qualcosa di nuovo. E comunque si può ordinare quello che non si trova. 
Inoltre, vista la parentela/vicinanza con realtà come Audioglobe (distribuzione) e RealityBites (il principale organizzatore di concerti indie internazionali a Firenze e dintorni), i dischi di molte etichette estere si trovano a prezzi assolutamente vantaggiosi. Il reparto italiano, poi, è davvero ampio.

Se a ciò aggiungiamo la presenza di una selezione piccola ma oculata di libri e dvd (a tema musicale e non), ecco che il Black Candy Store diventa il negozio perfetto dove comprare un regalo (almeno per me, che sono in grado di scegliere regali solo in questo ambito merceologico). Ed è praticamente impossibile uscirne senza aver comprato qualcosa anche per sé. I due euri in più rispetto all'acquisto su internet (quando ci sono) valgono assolutamente il gusto di tornare a comprare un cd in un negozio (io avevo praticamente smesso, da qualche anno), togliere il cellophan appena usciti e ascoltarselo subito in auto. Tutto questo dopo aver dato un'occhiata alle copertine delle ultime novità più interessanti e aver scambiato qualche commento con qualcun altro che alla musica ci tiene.

Domani, sabato 17 aprile,  è il Record Store Day, giornata dedicata in tutto il mondo alla tutela di negozi come questo. Se andate da Black Candy Store domani, troverete un sacco di sconti: vi conviene leggere qui (o qui) e scegliere oculatamente l'orario in cui visitarlo, perché le offerte si alterneranno nell'arco della giornata.

Ma al di là della ricorrenza, il consiglio (per i fiorentini o i visitatori musicofili) è comunque di farci un salto appena avrete tempo. Oltretutto, vista la collocazione in zona semi-centrale, è ben raggiungibile sia con i mezzi che con l'auto.

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