Back to the sofa

E così, come anticipavo nei commenti al post precedente, la serata in occasione della Notte Bianca l'abbiamo portata a casa.

Scrivo un post a parte, ora che l'adrenalina è finalmente scesa, per fermare autoreferenzialmente – e che diamine! – la soddisfazione del primo djset vero e proprio, nel pieno centro di Firenze e con tanto di impianto serio, andato avanti con qualche intervallo per tre ore buone (a tarda ora mi ha poi affiancato e dato il cambio Daniele 66Sixties, il più esperto dj che mette dischi nella sala grande alle serate Queer Aboard del Viper).

ireos_nb
L'apertura serale della sede di Ireos tra l'altro è stata un successo (qui alcune foto): complice anche la posizione centrale in Oltrarno (e una delle casse rivolta verso l'esterno fino a una certa ora), è passata e si è fermata per un po' di tempo tantissima gente (anche a ballare, fino a tardi). Divertenti gli sketch teatrali e i video proiettati, gradevoli anche i brevi momenti dedicati alla danza. Per quanto riguarda la musica, è stata per me una grande soddisfazione (un grande ringraziamento ai ragazzi di Ireos per l'invito e per l'incoraggiamento) riuscire a mettere, soprattutto nella prima parte di serata, proprio quella che mi proponevo, senza compromessi. Insomma, in una situazione con pubblico prevalentemente queer niente Rihanne: largo invece a Magnetic Fields e Pet Shop Boys, Blondie e La Roux, Rettore e Le Rose, Patrick Wolf e Hidden Cameras (ma anche a cose meno "in target" come Hot Chip, MGMT o Phoenix). Sicuramente non tutti gli avventori avranno apprezzato la mia selezione, però qualcuno è sembrato gradire (qualcuno ha anche ballicchiato).

 
Highlights:
– Momento più telefonato della serata: la richiesta di pizzica, a pari merito con la richiesta di raggae (entrambe inevase). Non si rassegnano MAI.
– Momento più liberatorio: quello in cui ho risposto a una richiesta di "qualcosa di commerciale e moderno, magari Lady Gaga" con un sorridente "ok metto quel che ho fatto in tempo a portare – e lei non l'ho portata VOLUTAMENTE".
– Momenti più gratificanti: quelli in cui tutti ballano e giocano coi palloncini (come in questo facebook-video), a pari merito con gli I'm From Barcelona piazzati dopo la danzaterapia fricchettona.
– Momento più triste: "Di chi è questa canzone?" – "Di Alice"- "…Alice chi?"

– – –
 
new Dharma Station-ponteOk. Ora basta. Già che ci sono, ricordo che questo sabato c'è l'umile rientro nei ranghi con il playlistaggio selvaggio a Ponterotto (in attesa, chissà, di altre occasionali sortite future altrove).
Dopo la pausa del 1° maggio, arrivano le schegge impazzite bolognesi The Crazy Crazy World of Mr. Rubik (con il loro genere un po' indefinibile, tra punk-funk sghembo, folk e suggestioni alla Massimo Volume)
Ed è ufficiale: si tratta della serata di fine stagione. Lacrimuccia.
Visto che il tempo per il weekend non promette granché bene, se volete venire e star dentro a ballare – tra una Menabrea, un BombaMario (*) e un Cicala (*) – io farò del mio meglio.
Poi, con calma, posterò anche un po' di foto e racconti arretrati dei concerti ponterotteschi degli ultimi mesi.
 
(*) due cocktail locali di più o meno recente creazione, più o meno salubri.

The Crazy Crazy World of Mr. Rubik – 1st Step: The Crazy Crazy Lesson (mp3)

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One Response to Back to the sofa

  1. Dis0rder says:

    (Grazie a Chiara per la foto "Animal Collective" fatta al volo – ché ovviamente in questi casi le pile della mia fotocamera si rivelano sempre scariche..)

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