Trasloco (obbligato): Going WordPress

A cinque anni da questo post, in cui con il passaggio di proprietà a Dada paventavo per la (prima?) più grande piattaforma italiana di blog una finaccia simile a quella che aveva fatto Clarence, pare che ci siamo. Splinder sta morendo. Dopo il rincorrersi di voci e congetture varie (mi rendo conto che linkare il post di un blog di Splinder adesso è un po’ inutile), è arrivata in clamoroso ritardo la comunicazione ufficiale:

Avviso per gli utenti
ATTENZIONE! 
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web.

Io nel frattempo ho già salvato (quasi) tutto su un archivio WordPress e trasferito tutto qui, su https://disorderblog.wordpress.com (niente più Outsiders nel dominio ahimé, non c’erano combinazioni plausibili libere sul gratuito WordPress.com. Però il titolo del blog resta quello).

I feed restano gli stessi se eravate iscritti a http://feeds.feedburner.com/Outsiders (perché ho abbinato i feed di WordPress a Feedburner).
Se invece eravate iscritti a quelli “rss2” o “atom” di Splinder, per restare aggiornati dovrete cambiarli.

La nuova casa è tutta da personalizzare – ben poco, in realtà, i template di WordPress gratuito sono molto più rigidi. Cercherò di cambiare l’immagine dell’header e arricchire un po’ la colonna a lato con i link interni ed esterni che stavano di là.
E devo ancora salvare buona parte delle immagini hostate sul Mediablog di Splinder, visto che spariranno nel nulla anche quelle come i post. E correggere centinaia di link. e…

Non aggiungo altro per ora, se non tanta tanta tristezza sia per la chiusura di una piattaforma che è stata e per quanto mi riguarda sarebbe potuta restare ancora a lungo la mia “casa” online, sia per la sparizione di tantissimi blog “storici” altrui abbandonati o non più aggiornati, che finiranno nel niente e di cui resterà solo il ricordo di chi ha vissuto l’esplosione della blogosfera e migliaia di broken links.

Cari nuovi padroni di Splinder che non si è capito neanche con precisione chi siete, prendete i vostri blog professionali o le vostre suonerie o i vostri contenuti di entertainment multimediale a pagamento e fate quel che volete del vostro dominio. Addio.

(questo è il mio ultimo post che va – anche – su Splinder, salvo ulteriori reminder o brevi post tecnici per ricordare velocemente il trasloco)

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5 Responses to Trasloco (obbligato): Going WordPress

  1. kaede says:

    Scusa ma quell’annuncio dove l’hanno messo? Io visualizzo solo pagine bianche, a parte qualche blog in cui c’è scritto “Splinder é in manutenzione. Ci scusiamo con i blogger e i loro lettori per il disagio momentaneo. TI preghiamo di riprovare tra un po’.”

  2. dis0rder says:

    sì, poco dopo aver pubblicato questo post (qui e di là) ho notato che la piattaforma è andata momentaneamente in crash (sia i blog che il sito)… ma il sovraccarico sui server c’è stato anche nei giorni scorsi, ed è abbastanza normale che con la notizia dell’annuncio ufficiale che si diffonde ci sia un boom di visite e di lavoro sui blog… immagino che sarà così anche nei prossimi due mesi, con interruzioni frequenti: meno male che il trasloco l’ho già fatto. Per chi deve mettersi all’opera, il consiglio è di usare le ore notturne.

  3. kaede says:

    E come mai in alcune pagine compare quel messaggio e in altre non si vede proprio nulla? Oltretutto, l’homepage è bianca quindi chi vuole/deve trasferire tutto l’ambaradan è proprio nei casini..

  4. dis0rder says:

    penso sia normale che ogni cosa sia a cazzo di cane :) non è mai stata il massimo della stabilità come piattaforma, ora con il panico e i clic impazziti sarà più dura. l’unica è armarsi di pazienza e attendere ore o il giorno dopo, etc. – la cosa positiva è che ora abbiamo finalmente una comunicazione ufficiale, e il tempo rimasto è sufficiente per fare i traslochi con calma.

  5. kaede says:

    Già, almeno quello.. però cavolo, tutti i blog (magari abbandonati, che però continuavo a visitare ogni tanto) della mia adolescenza, è un pezzo di vita che viene cancellato

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