In The Mood For This

Ci siamo: oggi alle 19 a Firenze parte In The Mood For Queer, la rassegna co-organizzata da Ireos che per 5 giorni porterà un anticipo di Florence Queer Festival alla spiaggia sull’Arno di San Niccolò.


Non potevo non ridurmi a scriverne all’ultimo momento come mio solito. Quindi facciamo che per una volta non mi dilungo (!) e linko il programma completo sul sito di Ireos o quello aggiornato giorno per giorno sull’evento facebook della manifestazione.

Aggiungo soltanto (non esageriamo con la brevità!) che stasera e (quasi sempre) anche nei prossimi giorni sarò a mettere musica in serata dopo il film in programma. Ma non dovete venire per me: dall’orario dell’aperitivo in poi ci sono tutti i giorni incontri, presentazioni di libri, reading, spettacoli, e ogni sera un film o documentario. Stasera per l’apertura ci sarà anche la corsa sui tacchi! Mentre nel weekend è previsto un torneo di Beach Volley aperto a tutti, salvo preiscrizione (squadre miste e libere).

Ci vediamo in spiaggia!

Esperimenti di apocalisse provvisoria

"A te piace stare da solo.
A volte ti chiedi se ti sia semplicemente abituato a dirti che ti piace, al punto da crederci. Ma poi, farebbe davvero differenza?"
 
Sono passati almeno un paio di mesi da quando ho terminato la lettura di Apocalisse a domicilio, l'ultimo libro di Matteo B. Bianchi. Una lettura vorace come per le opere precedenti, vissuta però in modo diverso e più distaccato, o forse con un coinvolgimento meno emotivo e più razionale.
Senza pretendere di esprimere analisi tecniche troppo approfondite, penso che la cosa possa esser dipesa in parte da un mio rapporto difficile con la seconda persona utilizzata per raccontare le vicende del protagonista. Ma c'è anche altro.
 
Di certo, non ho sofferto il cambiamento di atmosfera rispetto agli altri romanzi. La leggerezza dello stile c'è ancora, ma il tipico "registro pop" MBB segna un'ulteriore erosione in favore di un tono più serio, adeguato all'argomento (ma mai cupo, niente piagnistei). E va bene così! Apocalisse non è infatti un romanzo di formazione, non ci sono personaggi che danno una svolta alla propria vita e la rimettono in piedi (anche se quel che succede loro potrebbe preludere a svolte future). Il protagonista di Apocalisse si trova al contrario davanti alla Fine annunciata, guarda indietro al proprio passato sentimentale, chiude dei conti, fa bilanci. Seguendo un rituale bizzarro, cerca un nuovo incontro con i tre grandi amori della sua vita.
 
L'esigenza di maturità che si avverte nella scrittura e il fatto che il plot si impegni per sviluppare adeguatamente delle idee degne di questo nome sono già due elementi sufficienti a bendisporre e far superare le istintive  diffidenze rispetto all'iniziale sospensione dell'incredulità richiesta al lettore (ma siamo o non siamo nell'epoca di Lost?). Quella di alternare la suddetta seconda persona con la terza e la prima (quando si seguono le storie dei due personaggi secondari, legate a quella principale) è un altra scelta felice.
 
Il valore di questo romanzo però sta in qualche modo… fuori dal romanzo stesso, e dal suo essere più o meno riuscito. Mi pare che Apocalisse sia un momento di passaggio nella carriera di B.Bianchi: chissà se un passaggio verso uno stile diverso o al contrario una tappa sentita come necessaria prima di tornare ai territori che più lo hanno reso popolare (quella leggerezza così priva di superficialità a cui tanto sono affezionato). Per me però è stato, ancora una volta e in modo inedito, importante. Per le volte in cui mi ha portato con delicatezza a pormi la brutale domanda sul perché anche per me certe cose sono andate così; e perché certe altre invece no.
Ancora una volta, qualcosa di cui da queste parti c'era bisogno. Grazie.
 
[Sito – il nuovo blog di MBB con le info sulle presentazioni e altro]

Blur – To The End


***
 
Ah, buon 2011. Ci sono ancora.

Non è mai troppo tardi. Forse.

Ad ogni modo, Allie sentì che ne parlavamo e voleva venire anche lui, e io non volli. Gli dissi che era un bambino. E ogni tanto, ora, quando mi sento molto depresso, gli dico: «D'accordo. Va' a casa a prendere la bicicletta e troviamoci davanti alla casa di Bobby. Spicciati.»

«Quello che penso è che uno va lasciato in pace, se almeno è interessante e si fa prendere dall'entusiasmo per qualche cosa. A me piace, quando uno si entusiasma per qualche cosa.»

«Il capitombolo che secondo me ti stai preparando a fare… è un tipo speciale di capitombolo, orribile. A chi precipita non è permesso di accorgersi né di sentirsi quando tocca il fondo. Continua soltanto a precipitare giù. Questa bella combinazione è destinata agli uomini che, in un momento o nell'altro della loro vita, hanno cercato qualcosa che il loro ambiente non poteva dargli. O che loro pensavano che il loro ambiente non potesse dargli. Sicché hanno smesso di cercare. Hanno smesso prima ancora di avere veramente cominciato.»

«Va bene, dimmi qualcos'altro. Dimmi che cosa ti piacerebbe essere

(da quitraduzione sua)

 

Afterhours – Bungee Jumping

 

Pretty Rificolona

Né per tanto di men parlando vommi
con ser Brunetto, e dimando chi sono
li suoi compagni più noti e più sommi.
   
Ed elli a me: «Saper d’alcuno è buono;     
de li altri fia laudabile tacerci,
ché ‘l tempo sarìa corto a tanto suono.

In somma sappi che tutti fur cherci
e litterati grandi e di gran fama,
d’un peccato medesmo al mondo lerci (…)»

– Cosa l’ha portata a decidere di vendere il suo corpo prevalentemente agli uomini?

– I miei annunci sono sempre stati rivolti a uomini, donne e coppie. Il fatto è che però siamo a Firenze, meravigliosa città dove più della metà della popolazione è gay o bisex. Sono stato costretto ad adeguarmi alla richiesta di mercato.

(Intervista a "Luca Scandaletti")

A ben vedere, sono passati secoli ma tra Dante Alighieri e l’autore di "Carne e anima – la vera storia del marchettaro Luca Scandaletti", non è cambiato molto. Anzi, qualcosa di diverso c’è: nei versi successivi a quelli sopra riportati Dante mette in bocca a Brunetto Latini nomi e cognomi di sodomiti "vip" fiorentini dell’epoca, mentre il racconto di "Scandaletti" è leggermente diverso.

Ma facciamo un passo indietro.

C’è questo libro "scandalo", presentato nei giorni scorsi a Firenze. L’ha pubblicato un piccolo editore, e il nome Luca Scandaletti è ovviamente uno pseudonimo. Si tratterebbe appunto di un marchettaro che avrebbe consegnato un memoriale a un giornalista, il quale ha quindi deciso di pubblicarlo.
Ma non voglio dilungarmi oltre, perché è stato imbastito attorno al libro uno splendido sito internet (entrate solo se maggiorenni, ci sono parolacce ed estratti dai toni forti), che mi ha catapultato da qualche ora nel tunnel del LOL. E non potevo non condividere con chi avrà la pazienza di leggere oltre.

Iniziamo dalla presentazione del libro:

Carne e anima è un libro–verità, crudo e sorprendente.
Come dice il titolo stesso, è la storia di un ragazzo fiorentino 25enne, che sceglie di vendere il proprio corpo per soddisfare l’esagerata richiesta di uomini gay o bisex (la maggior parte sposati e padri di famiglia) che vogliono fare sesso con un bel ragazzo insospettabile, di donne insoddisfatte e annoiate e di coppie varie.
Luca Scandaletti, sommerso dai debiti, senza genitori e senza fissa dimora, chiede un prestito ad un personaggio televisivo milanese importante, in cambio di qualche notte di sesso, e decide di intraprendere l’attività di marchettaro, termine che indica un ragazzo escort, che soddisfa uomini, donne e coppie.
La sua storia è ricca di particolari, molto spesso descritti in modo volgare e crudo; ma questo ragazzo ha anche un’anima, si pone delle domande, ha problemi con “i suoi demoni” che lo perseguitano, vive la sua scelta con molta naturalezza…
(…) L’ultimo capitolo, “Sodoma e Gomorra”, è sconvolgente, pazzesco, più pauroso di un assurdo film di paura… eppure è soltanto la dura e crudà verità. Tutto il libro è soltanto la crudissima realtà dei giorni nostri.
La Prefazione è a cura del giornalista vaticanista Franco Mariani che fa un escursus sulla storia della prostituzione.
Personaggi come Platinette e l‘On. Vladimiria Luxuria, che prima di partire per l’Isola dei Famosi ha detto che in passato si è anche prostituita, si sono rifiutati, per la scabrosità e durezza del libro, di scrivere la presentazione.

I grassetti sono ovviamente miei. Già qui non mancano i motivi di ilarità (nonostante la storia del protagonista abbia risvolti drammatici, almeno per come ci viene presentata): dai toni sorpresi di fronte all’esistenza della prostituzione maschile (!) all’entrata in scena del giornalista vaticanista (su cui torneremo), fino al colpo di scena finale. Attenzione, lettore guardone che già ti stai eccitando, questa è ROBA FORTE, Platinette e Luxuria ne sono stati sconvolti! Capito, pure due mezze donne col birillo si sono dissociate!!!

Per la verità, scavando dietro l’apparente nonsense e il linguaggio un po’ anni sessanta si riesce a capire qualcosa di più sull’operazione editoriale. Ad esempio leggendo la parte "perché abbiamo pubblicato il libro":

Che cosa può spingere una casa editrice “al femminile” come la Sassoscritto, che finora ha privilegiato testimonianze dell’“altra metà del cielo”, a puntare sulla pubblicazione di questo crudo “documento umano” costituito dalle memorie di un escort, ovvero, fuori dal linguaggio eufemistico cui siamo abituati, di un prostituto, che vende il suo corpo sia (in prevalenza) a uomini, sia a donne?
Desiderio di denunciare una realtà largamente diffusa, ma di cui non si parla (o si parla solo in occasione dell’affiorare di scandali ormai incontrollabili)?
Esigenza di verità?
Desiderio di far affiorare un documento umano di solito scarsamente noto al grande pubblico?
Una risposta a questi interrogativi è fornita dallo stesso Mariani nelle pagine introduttive al volume.
Il co-autore riferisce (…); tale scelta è stata condivisa dalla casa editrice, che ha deciso di scommettere su questo testo scabroso, ma di notevole valore umano.
Le memorie del “marchettaro” Luca Scandaletti – nome naturalmente di fantasia, visto che il loro autore è voluto rimanere nell’anonimato – sono ora un libro che senz’altro farà discutere.
È giusto però ricordare che l’esperienza umana e “professionale” dell’escort viene descritta in queste pagine con un linguaggio realistico ma privo di compiacimenti morbosi, solcato in certi casi da una sottile vena di malinconia.
Scandaletti si rivela infatti nel corso della narrazione una vittima della società, un ventenne che porta sulla sua anima le tracce degli abusi subiti a dodici anni da un pedofilo e, anche se i particolari crudi che costellano la sua narrazione possono ingannare, nelle sue pagine c’è più tristezza per la propria condizione che compiacimento per le soddisfazioni economiche ottenute.
Come scrive Mariani nella prefazione, che è anche un ampio excursus storico sulla prostituzione, quanti vendono il proprio corpo “sono solo delle vittime della debolezza e dell’egoismo della società, vittime infelici, perché ai rischi della miseria e della morte, allo ‘stupro perpetuo’ del loro corpo e della loro anima, si aggiunge la vergogna e l’umiliazione”.

Capito? Niente morbosità, anzi lo scopo è la denuncia sociale! Qui c’è un testo dal valore umano, che mira a far discutere. Perché EHI, il morbo dell’omosessualità/barra/pedofilia si sta diffondendo a macchia d’olio, sta entrando anche nelle VOSTRE famiglie, si insinua nelle vostre sacre alcove e non ve ne state neanche accorgendo!

Ma chi è poi questo Mariani? Si capisce qualcosa di più su di lui leggendo altri articoli relativi alla presentazione (è facile trovarli, visto che un’apposita sezione del sito riporta scannerizzazioni e screenshot di tutti i pezzi usciti sui giornali e sul web – che poi oltre la metà dei suddetti articoli siano il copiaincolla dello stesso comunicato fornito dall’editore è solo un piccolo dettaglio che fa sorridere l’internauta in malafede). Ad esempio su Il Reporter.it si legge questo:

Che cosa unisce un marchettaro/prostituto/escort, Luca Scandaletti (nome d’arte) ad un giornalista cattolico, vaticanista, che ha frequentato lo Studio Teologico Fiorentino aggregato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e, fra le altre cariche, anche quella di Presidente Nazionale del Collegio dei Garanti dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (fino a gennaio 2009)?
La pubblicazione di un documento scabroso come questo libro. "Un crudo “documento umano” costituito dalle memorie di un escort, che vende il suo corpo a uomini (in prevalenza), donne, coppie, col desiderio di denunciare una realtà largamente diffusa, ma di cui non si parla (o si parla solo in occasione dell’affiorare di scandali ormai incontrollabili), esigenza di verità, desiderio di far emergere una realtà umana di solito scarsamente nota al grande pubblico.
Il giornalista cattolico Franco Mariani riferisce di aver ricevuto il memoriale da un giovane che esercita la professione più antica del mondo, che l’ha pregato di pubblicarlo, dopo un incontro casuale in una stazione, per documentare la condizione sua e di molti altri escort che ne condividono la condizione. Dopo le iniziali, comprensibili, incertezze, Mariani ha deciso di accondiscendere con spirito di carità cristiana, alla luce anche di quello che è stato l’impegno di Don Bensi per il mondo della prostituzione femminile extracomunitaria, alla richiesta “di questo ragazzo che vuol far conoscere questo mondo particolare e del tutto sconosciuto”

Urca, che curriculum! Vaticanista. Studio Teologico Fiorentino. Pontificia Università Gregoriana. Unione Cattolica Stampa Italiana. E dulcis in fundo il riferimento al "compianto" don Benzi (con tanto di refuso: attenzione, che a infilare gli errori nei comunicati stampa poi vengono copiaincollati ovunque!).
E per chi fosse già lì a farsi delle domande sul fantomatico incontro casuale in una stazione, l’intervista allo stesso fantomatico Autore precisa le modalità dell’incontro (i refusi sono sempre dell’originale):

Per quale motivo ha deciso di rivolgersi ad un giornalista cattolico per vedere pubblicato il suo libro ?

Beh! Avevo visto Franco Mariani in diverse trasmissioni televisiva e molte volte l’ho seguito alla radio, e mi ha sempre colpito la sua schiettezza. Senza peli sulla lingua dice sempre quello che pensa, anche se la ""verità" può andare a cozzare con il suo essere cattolico. Non tirandosi indietro anche sullle problematiche sessuali ho ritenuto fosse la persona giusta per dare voce al mio libro.

Ammazza oh. Marchettaro e pure stalker (lo segue in tv, in radio e in stazione). Però con l’anima.

Il sito comunque regala anche altre perle: ad esempio, sempre con riguardo all’Autore, una sezione lo descrive più nel dettaglio, regalando perle come queste:

Ha sicuramente sempre avuto dalla sua parte un bel fisico definito, è bello, brillante, scaltro, passionale e ben dotato in tutti i sensi.
Ma la cosa che sorprende e colpisce di più, è il fatto che Luca è un ragazzo spontaneo, umano e dotato di un fortissimo carattere; vive le sue avventure in modo che queste gli scivolino addosso senza segnarlo interiormente.
È un marchettaro, ma ha un’anima vera, a volte fragile, ma comunque forte e coraggiosa.
È un ragazzo come tanti, ma ha una marcia in più.

Insomma, oltre i centimetri c’è di più.
E non è finita: dietro alla sfrontatezza e alla disinvoltura c’è un cervello e un animo nobile e patriottico

(…) Fino al giorno che avrà pagato i suoi debiti, sconfitto i suoi Demoni e messo da parte i soldi necessari per andarsene via lontano da Firenze e dall’Italia stessa.
È anche un patriottico che ama la sua Italia, ma la vede sempre più “declassata”, invasa, sporcata da immigrati che stuprano, rubano, aggrediscono, spacciano, uccidono…e sono sempre più numerosi, sempre troppo numerosi.
Non è razzista, ma si rende conto che l’Italia non è più un paese per gli italiani.
Inoltre, sa che non potrà continuare questa vita per sempre, e prima o poi dovrà smettere, per evitare di “sporcarsi” troppo, per evitare di assuefarsi allo schifo che vede tutti i giorni.

Insomma lui non è schifoso come i rumeni che gli vogliono rubare i clienti, no no. Lui è un italiano vero e ama il Suo Paese, e quando avrà sconfitto i suoi Demoni e risolto i suoi problemi dall’Italia se ne andrà per sempre (No aspetta, non mi torna moltissimo il discorso) (Beh, fa niente).

Infine, sorvolando sulla possibilità di richiedere all’Autore una copia autografata personalizzata del prezioso memoriale (!), c’è la fondamentale sezione commenti, perché il feedback coi lettori prima di tutto. Due esempi:

C’è veramente quello che sei. Madonna mia…Sei tanto sensibile. Se un giorno vai via non sparire senza salutare, non lo fare, me lo devi promettere
(un cliente che vuol manterere l’anonimato)

Una collega al lavoro ha comprato il tuo libro e ho avuto modo di leggere qualche brano sparso, poi per curiosità sono andata a visitare il tuo sito internet. Non accetto che gli uomini facciano sesso con altri uomini, è contro natura, è contro quello che Dio ha voluto. Me lo confermi quando parli dei mariti che vengono con te, fanno tante schifezze e poi tornano a casa a baciare la moglie, o peggio ancora, i loro piccoli ed indifesi bambini. Grazie al cielo c’è chi ha il coraggio di denunciare queste oscenita. Tutti lo sanno, ma sono come gli struzzi e mettono la testa sotto la sabbia. Non accetto quello che fai, ma ti ringrazio per quello che hai scritto. E’ ora che la gente si svegli!!!
(Martina di Milano)

…tirando le somme, ci si potrebbero porre diverse domande, più o meno serie.
Se l’Autore esista veramente e soprattutto se abbia scritto lui il libro.
Se ci fosse bisogno dell’ennesima uscita pruriginosa.
Se la soluzione per estirpare il morbo dell’omosessualità "clandestina" possa essere 1) un finto sputtanamento come questo (che non fa alcun nome), 2) un vero sputtanamento, oppure 3) far sì che gli omosessuali e bisessuali non ci arrivino proprio, a sposarsi con donne da tenere all’oscuro di tutto.
Se Firenze sia davvero "la capitale mondiale dei gay e dei bisex", così come definita del presunto Autore in un’intervista a una giornalista de La Nazione riportata nella rassegna stampa.
Se dietro ai miei amici apparentemente etero si nascondano delle minacce alla mia virtù.
Se data la percentuale abnorme di gay a Firenze e il differenziale quantitativo tra la vita sessuale mia e dei suddetti amici, sia il sottoscritto ad essere particolarmente sfigato.
Se ci sarà mai il pensionamento per un certo linguaggio (e non mi riferisco solo alla brutta sintassi e ortografia) (mi rispondo da solo, probabilmente bisognerà attendere il pensionamento di associazioni come l’Unione Giornalisti Cattolici).
Se non sia tutto un gigantesco fake: il libro, i suoi autori e il suo sito internet dalla grafica degna dei primi spazi web personali anni 90 su Geocities.
Se con questo post non gli abbia fatto anche troppa pubblicità.

Ma per ora le risate prevalgono su tutto. E adesso sto pensando di darmi alla carriera di vaticanista: pare si incontri bella gente.

Sciacallipuntosplinderpuntocom

sciacallaggioperugiaQuella di sbattere il mostro in in prima pagina è pratica ormai abusata.
E ormai in prima pagina puoi sbatterci persone non ancora condannate in primo grado insieme ai loro diari e blog – come ha fatto Fiorenza Sarzanini, inviata del Corriere della Sera da Perugia.
E visto che c’è di mezzo un blog, ecco la strategia di marketing definitiva: creare un bel bannerone colorato come questo, con la foto di una imputata e la scritta BLOG in bella vista, e piazzarla in mezzo alla home page (appunto) di Splinder (dove sta nel momento in cui pubblico questo post). Quale target migliore di quello composto da migliaia e migliaia di persone che un blog lo gestiscono ogni giorno?

Non so chi faccia più tristezza tra la Sarzanini che specula su questa vicenda, la Bompiani che pubblica (con un’operazione editoriale moralmente e giornalisticamente discutibile, oltre che sociologicamente ridicola), Splinder che ne accetta la pubblicità o io stesso che, ospitato gratuitamente da Splinder [*] , scrivo questo post per lavarmi la coscienza.

[*] Peraltro, per quanto alcune migliorie come le immagini nei feed o un miglior motore di ricerca interno  sarebbero gradite, non ho particolari motivi per lagnarmi di Splinder, che è una piattaforma di blog che offre gratis molti servizi e complessivamente funziona bene (per le mie esigenze, e in rapporto al gran numero di utenti).
Però un consiglio, cara Splinder. Se non sbaglio, uno degli imputati il blog ce l’aveva su MsnSpaces. Ecco, capisco che il mercato è il mercato, però la prossima volta lasciamo che sia la concorrenza ad arricchirsi pubblicizzando queste cose. Tutti i blogger che ospitate si sentiranno un po’ più innocenti. Mica sarebbe poco.

[UPDATE: dopo la pubblicazione leggo qui che il banner fa le sue apparizioni sul sito già da diversi giorni – non me n’ero ancora accorto, non avendolo aperto.]

Tristemente vero?

…o forse ci piace solo crederlo.

What came first, the music or the misery? Did I listen to pop music because I was miserable? Or was I miserable because I listened to pop music? (…)
People worry about kids playing with guns, and teenagers watching violent videos; we are scared that some sort of culture of violence will take them over. Nobody worries about kids listening to thousands – literally thousands – of songs about broken hearts and rejection and pain and misery and loss. The unhappiest people I know, romantically speaking, are the ones who like pop music the most; and I don’t know whether pop music has caused this unhappiness, but I do know that they’ve been listening to the sad songs longer than they’ve been living the unhappy lives.  
 

Battisti? De Andrè?

Vengo oggi a sapere di un appuntamento imperdibile (giudicate voi in che senso…).
Domani sera ad Empoli (ma anche a Pistoia il 18 e a Cascina il 24) andrà in scena "Tondelliana", un omaggio teatrale a Pier Vittorio Tondelli che vedrà sul palco come protagonista assoluta Vladimir Luxuria.

Uno one-transgender-show di Luxuria in pratica, fra reading e recitazione, abbinato a un sottofondo di foto e video. Così recita la presentazione su web dell’evento:

Vladimir sarà sul palcoscenico da solo: "Voglio dare il massimo rilievo alle parole di Tondelli – spiega – saranno loro le vere protagoniste".
Leggerà e interpreterà brani da alcuni racconti tratti da Altri Libertini: quelli più duri e strazianti (Nel vestibolo delle latrine), ma anche alcune pagine piene di graffiante ironia (Sull’autobus). L’esperienza militare, con la sua durezza, la sua brutalità ma anche alcuni aspetti comici, sarà raccontata attraverso le pagine di Pao Pao. E poi i temi dell’amore, della solitudine, della malattia.
Alle parole si alterneranno alcuni momenti musicali: Vladimir Luxuria canterà Battisti, De Andrè, i Culture Club.


In un’intervista cartacea alla stessa Luxuria vengo poi a sapere che tutto pare esser partito da un’idea di Giorgio Albertazzi.
E nella stessa intervista trovo ancora un riferimento all’aspetto che personalmente trovo più agghiacciante.

"Poi ci sono le canzoni che Tondelli amava, di cantautori come De Andrè e Battisti.
E’stata una ricerca: la musica tanto amata da Tondelli
sarà in scena".

Ecco, non mi permetto di giudicare la performance di Luxuria in uno spettacolo che non ho visto.
Però De Andrè e Battisti proprio non ce li vedo in uno spettacolo sul Tondelli che conosco io: quel Tondelli protagonista della scena fiorentina degli anni 80 e osservatore attento delle nuove tendenze (anche) musicali del periodo.

Magari non sono abbastanza documentato, e quelle eseguite sul palco sono effettivamente canzoni che la persona-Tondelli apprezzava (e forse non era troppo il caso di far cimentare Luxuria con brani di Diaframma e Tuxedomoon…).

Però, a voler essere maligni, uno potrebbe anche pensare che per rastrellare vari tipi di pubblico e riempire i teatri l’operazione sia: all’autore di nicchia affianchiamo un interprete che susciti clamore mediatico e toh, pure delle canzoni nazionalpopolari.
A voler essere maligni, eh.

[Credo comunque resterò con la curiosità e me lo perderò. Così come mi perderò i redivivi Stranglers, che suonano stasera al Sonar di Colle Val D’Elsa – locale che persiste nell’intelligente politica di lasciare abbandonato a se stesso il proprio sito ufficiale…]

La malefica catena dei libri

Le blog-catene hanno il pregio di facilitare la scrittura di post: basta seguire il modulo prestampato et voilà.
Il lato negativo è che non sempre quelle a cui si viene invitati piacciono; però fa brutto rifiutare l’invito dei blog-conoscenti, quindi è più carino sforzarsi.

Confesso per esempio che questa sulle citazioni dai libri (che vedo girare in rete da tempo immemorabile) mi lascia alquanto indifferente. Ma Stee chiama e io rispondo (anche perchè già gliene avevo sbolognata una io…).
Questo il regolamento, nella versione riveduta e corretta da Italian Psycho, che gli dà un po’ più di pepe:

Il gioco è facile: si deve prendere il primo libro che capita a tiro, aprirlo a pagina 123, saltare le prime 5 righe e riportare le successive tre. Fine. Bah.
Visto che proprio non capisco il senso di questo gioco, io rilancio: si deve indovinare il titolo del libro. E per movimentare un po’ la cosa, invece di uno metto tre libri con un diverso grado di difficoltà…

Ed ecco i primi tre libri che ho trovato di cui è possibile riportare le righe richieste ottenendo frasi complete e un minimo curiose. Per chi si volesse buttare, qualche aiutino:
– due sono di autore italiano, uno no
– uno è recente, gli altri due no
– sono abbastanza noti tutti e tre

1.
«Non è lo stesso caso, perchè il tappeto alla fin fine è scolorito, mentre io ho in faccia una tinta che non sbiadisce, e, grazie a Dio, non divento mai gialla…»
 
2.
Sulla questione matrimonio si snocciola una bella discussione di venti minuti. Naturalmente non mancano di interrogare me («No, non sono fidanzato») e Roberto («Neanch’io»).

3.
«(…) Buon Dio, mio caro ragazzo, non assumete un’aria tragica! Il segreto di rimaner giovani sta nel non trovar mai una emozione eccessiva. Venite al club, con Basil e me (…)»

Per i motivi di cui sopra, non la passo a nessuno però. Chi vuole, se la prenda e avverta, così vengo a fare il quizzetto pure io.

At the Drive-In

Una delle cose di cui più mi vergogno nella mia vita è di essermi divertito, quando negli anni 80 ero piccolo e stupido come tutti i bambini (unica mia giustificazione), guardando Drive In.
Se penso all’accozzaglia di "comici" che conteneva, mi viene il vomito. Così come se li rivedo adesso: nessun effetto nostalgia, sono contrario allo sdoganamento revisionista per tutti quanti, senza eccezioni.
C’erano, tutti insieme, Zuzzurro e Gaspare, Sergio Vastano, Enrico Beruschi, i Trettrè
(i peggiori in assoluto), Francesco Salvi, Giorgio Faletti.

E poi c’era Gianfranco D’Angelo, quello che mi faceva più ridere (sigh), soprattutto con Has Fidanken, il Tenerone e una tristissima imitazione della Carrà che al confronto le attuali performance en travesti del Bagaglino sono da Oscar.

E poi lo sciagurato Ezio Greggio (avete presente l’attuale simpaticissimo tormentone di Striscia "speteguless"? ecco, risale ad allora ed era contenuto in uno dei suoi già pessimi sketch insieme all’arcinoto "chi ha cuccato la Cuccarini?").

E poi la Del Santo, la Russo, la Cansino e le mille altre tettone fatte con lo stampino, che recitavano la loro battuta maliziosa di fronte al porcone di turno e ai telespettatori arrapati dell’italia pre-berlusconiana.

E infine Enzo Braschi, letteralmente scomparso dalla circolazione dopo il momento di gloria avuto all’epoca col suo Paninaro ("Tranquilli, son sempre ioooo, il Paninaro!!!").
Ecco, l’occasione di questo post è la scoperta che Faletti non è l’unico tra tutti questi comici falliti ad essersi riciclato scrittore "serio".
Proprio Enzo Braschi è appena uscito con Di terra e di luce, 400 e passa pagine di "sapiente trama" che mescola storie drammatiche e riscoperta delle tradizioni degli indiani d’America.

Attraverso un duro apprendistato James ritroverà Sarah, reincarnatasi in un’altra donna, e finirà per entrare in contatto con gli emissari del "Popolo delle Stelle", gli "antenati" di cui parlano le tradizioni dei popoli originari del Nord America, dai quali apprenderà "chi siamo e da dove veniamo".

 
Oltretutto ignoravo che la trasformazione di Braschi in novello Robbie Robertson non è troppo recente: ecco qui i titoli delle opere precedenti, tutte in tema (si va da "Il popolo del Grande Spirito" a "Il cerchio senza fine. Fai rivivere l’indiano che è in te").
Mah.

….ripensandoci, se consideriamo gli ascolti milionari che oggi fanno Zelig e soprattutto Striscia La Notizia (OGNI giorno uguale a se stessa da…quanti anni ormai?), c’è poco da vergognarsi: l’Italia è sempre la stessa. Io, spero un po’ meno.

Esperimenti di anonimato provvisorio

Marchetta video-letteraria per eventuali lettori da Firenze e vicinanze:

Domani sera 28 agosto, alle ore 22, Matteo B.Bianchi sarà alle "Rime Rampanti" presso le Rampe di San Niccolò (Piazza Poggi) per una nuova presentazione del suo Esperimenti di felicità provvisoria, nonchè per la proiezione dei due cortometraggi "Volevo sapere sull’amore" e "Cheesecake".
 
Penso che ci sarò, soprattutto per vedere i corti (difficilmente recuperabili
altrimenti).
Questa volta però spero di non farmi notare.

Firenze sogna

Era (una canzone dei Litfiba e) il titolo di un libercolo+cd che mi capitò per le mani tempo fa.

Gli anni 80 di una Firenze fucina e crocevia del miglior rock italiano: tra gli altri, in quella compilation c’erano Diaframma, i Neon, i primi Litfiba (con un pezzo in inglese!), i Cafe Caracas del giovanissimo Raf.



Ma gli anni 80 fiorentini furono anche le radio rock; il prosperare della scena newwave in locali come il Tenax (oggi tempio della house fighetta), il Manila e la Rockoteca Brighton (anche i gruppi dal resto d’Italia dovevano passare di qui); le tournée internazionali più importanti (o almeno, quelle dei maggiori innovatori) che facevano tutte tappa sull’Arno; il fiorire di intrecci virtuosi tra teatro, arti figurative, musica, moda, letteratura.



Tutto questo, a distanza di anni da quel periodo magico, viene ricordato nella tre-giorni Retroattiva80, che si svolge dal 8 al 10 giugno (da stasera, per chi legge giovedì) all’Ambasciata di Marte.

Per il programma completo cliccate qui: sappiate che tra un dibattito sulla scena musicale e uno sulle radio storiche, ci saranno:



– la presentazione del libro Frequenze Fiorentine (direi fondamentale: interventi di tutti i protagonisti dell’epoca e testimonianze fotografiche esclusive)



– un reading tondelliano featuring nientemeno che Max Collini degli Offlaga Disco Pax



– proiezione dello storico spettacolo teatrale "Eneide" (compagnia Krypton, musiche dei Litfiba)



gruppi dal vivo ogni sera, selezioni video anni 80, ricchi premi & cotillons eccetera (nonchè, se sarete fortunati, visione di loschi figuri che dal taglio Hendrix sono passati a uno stile pseudo-Fiumani).

Esperimenti di vergogna provvisoria

Sempre ieri. Scenario: un’altra libreria.
Annotarsi mentalmente per il futuro che quando

1) si va alla (interessante) presentazione dell’ultimo romanzo del proprio (spiritosissimo come al solito) Scrittore Di Riferimento,

2) si arriva all’ultimo momento e si è costretti ad occupare i posti nella temuta prima fila (sempre gli ultimi a restare liberi, per la diffusa paura del primo banco),

3) ci si è messi addosso la prima maglietta trovata, che guarda caso è quella di un gruppo pop-rock trendy-citazionista dal successo abbastanza recente,

4) per l’appunto lo stile dello S.D.R. è caratterizzato dalla continua presenza di citazioni e richiami alla cultura pop, tanto che l’argomento-musica sarà inevitabilmente tirato in ballo in qualche intervento,

…quando appunto ricorrono tutte queste condizioni, è meglio cercare di coprire il più possibile la maglietta in questione.
Altrimenti può succedere che durante il dibattito si venga citati e additati al pubblico ludibrio come esempio del lettore tipo.
Per due volte.

Le parole sono importanti. E anche i titoli

Ieri mi aggiravo in libreria, reparto saggistica. Tra i libri a tematica glbt mi sono caduti gli occhi su uno che mi sembrava familiare.

Ho così scoperto che Matrimoni di Piergiorgio Paterlini, pubblicato nella collana Gli Struzzi di Einaudi nel 2004 (e che lessi con molto piacere) è stato ripubblicato nel 2006. In un’altra collana, pure a un prezzo inferiore.

Ma il titolo è stato cambiato in Matrimoni gay.

  



Ci ho riflettuto e la cosa non mi trova molto d’accordo. Quel saggio racconta dieci storie di coppie gay e lesbiche di differenti età, contesti abitativi e condizioni sociali. Storie felici o tragiche. Storie di vita quotidiana, di vita vera, che l’autore fa raccontare, in una finta prima persona, dalla voce dei protagonisti (che aveva intervistato).
Quello che accomunava tutte queste coppie era la grande dignità e intensità del loro legame. Per questo trovai il titolo Matrimoni azzeccato (così come la delicata copertina). Restituiva a queste coppie quella dignità di cui la società italiana le privava e continua a privarle ancora oggi.



Matrimoni gay
invece sembra il titolo di una puntata di Porta a Porta o di Otto e mezzo. Sembra il cardinale o il democristiano di turno che tuona contro le presunte politiche zapateriste (magari!) di Prodi, per spaventare l’opinione pubblica parlando alla loro pancia più che al loro cuore e cervello.


…che poi Zapatero non ha introdotto il “matrimonio gay”. Ha esteso il matrimonio a tutti i cittadini.


Einaudi invece ha pensato bene, con questa ristampa, di mantenere le distinzioni: cambiando il titolo, cambiando anche l’immagine (anche quello non è un dettaglio da poco).
Solo per dare visibilità al libro? O anche per comunicare sensazioni diverse?


Einaudi è controllata da Berlusconi. Sono sempre io che penso male, lo so.

Florence Queer Festival

Cosa si intende per queer? Sembrerà banale scriverlo, ma siccome me l’ha chiesto un amico giusto l’altro giorno, con tono spaesato, evidentemente il termine non è così familiare a tutti e magari è bene ripeterlo.



L’inglese queer vuol dire strambo, bizzarro, ma soprattutto gay in slang (ma con accezione non offensiva, o comunque non più: qui qualche doverosa precisazione).

Ricordate l’omonima canzone sul primo album dei Garbage? O il telefilm Queer as Folk? o il reality Queer Eye For The Straight Guy (in pratica il format originale de I Fantastici 5)?

 



Quest’aggettivo comunque viene oggi spesso utilizzato per riferirsi complessivamente all’intera produzione culturale e immaginario gay, lesbico, bisex e transgender: col vantaggio di sostituire gli impronunciabili acronimi glbt, o lgbt, o glbtq, o glbtqf (q sta appunto per queer, f sta per friends).



Ed ecco subito un esempio.

Dal 20 al 31 maggio si terrà a Firenze la quarta edizione del Florence Queer Festival, proprio una rassegna cinematografica a tematica glbt. Forse non paragonabile a quelle analoghe e più famose di Milano o Torino, ma sicuramente una manifestazione in crescita.



Tra i temi ricorrenti nelle opere presentate quest’anno troviamo i nuovi tipi di famiglie, i confronti tra culture differenti, la ricerca di affettività nelle difficili fasi (soprattutto in campo queer) dell’adolescenza e nella terza età.

L’apertura del Festival sarà il 20 maggio alle ore 18.00, con l’inaugurazione della mostra fotografica di Maurizio Berlincioni: Fotocoppie & ritratti ’80, presso la sede dell’associazione Ireos.



Le proiezioni ufficiali si svolgeranno ai Cinema Alfieri Atelier (23-25 maggio) e Spaziouno (26-31 maggio). Allo Spaziouno però la programmazione queer proseguirà anche dall’1 all’8 giugno, se qualcuno volesse recuperare qualcosa.
Sempre allo Spaziouno nei giorni del Festival sarà aperto anche un Open Video Space, a ingresso gratuito, con proiezione di corti e video.


Tra gli eventi collaterali, un omaggio teatrale a Pasolini, uno musicale a Dalida (!), la premiazione del concorso di videoclip Videoqueer 2006.



Infine, più o meno collegate alla manifestazione, sono in arrivo diverse presentazioni di libri. Tra queste ne segnalo 2:



Mondo queer: cinema e militanza gay (Pier Maria Bocchi, Ed. Lindau Torino) > venerdì 26 alle 17.00 presso l’Ireos



Esperimenti di felicità provvisoria, l’ultimo successo di Matteo B. Bianchi (Baldini Castaldi Dalai editore) > mercoledì 24 alle 18.00 presso la Libreria Melbookstore – Seeber


Sul sito ufficiale del FQF trovate tutti gli indirizzi, le info, il programma dettagliato, i prezzi.

Dai blog agli altri media…e ritorno

...Tra l’altro aggiungo che non ho una gran voglia di prender parte all’operazione costanziana messa in atto da alcune settimane "Alessia Fabiani Santa Subito" e che a breve mi farò promotrice dell’operazione alternativa "Alessia Fabiani Santa? Dubito!".



Con questi e altri agguerriti propositi  ha fatto ritorno sul suo blog  Selvaggia Lucarelli. Ne leggeremo delle belle, se la tv non la ruberà definitivamente alla blogosfera. E sarebbe un peccato.

Ma del resto Selvaggia rischia di essere un po’ troppo al di sopra della media di ironia e intelligenza tollerata dalla tv italiana, quindi non c’è troppo da temere in questo senso.







E da una blogger televisiva passo a segnalarvi una serie di famosi blogger che approdano in libreria.

L’inedita operazione editoriale si chiama ScrittoMisto.

I primi sei volumetti sono già in edicola da maggio, altri ne seguiranno a breve.



Alcuni fra gli autori li leggo da tempo, ad esempio il delirante Chinaski, l’inesauribile Personalità Confusa e il cinefilo Marquant (che da un po’ si è purtroppo "messo in aspettativa" dal suo blog).



Per tutti gli altri particolari, date un’occhiata sul sito (e a breve anche in libreria – costano pure poco tra l’altro).

Numi tutelari

MBB esp 

 

 

 

 

 

A brevissimo termine, due ritorni importantissimi per il qui presente.

 
1) Il primo in realtà ha già fatto il suo grande ritorno nel 2004: ma scoprire per caso dai blog che Morrissey torna a marzo col successore di You Are The Quarry è cosa bella (anche se mi fa sentire il solito disinformato).
La notizia mi è capitata sotto gli occhi come una bomba (“If it’s not love…”) qualche settimana fa, leggendo un suo post ormai vecchio di qualche mese: adesso ne parlano (e bene) anche qui e qui, con anticipazioni da chi l’ha già ascoltato e aneddoti sugli accenni a Roma (città dove il disco è stato registrato) presenti in alcune canzoni. Certo che la copertina è sempre più eccessiva…
 
 
2) Chi non ha letto il suo Generations Of Love non può capirmi davvero.
Ora mi accorgo (anche qui all’ultimo momento, dal suo blog) che è in uscita per il 14 febbraio (e siccome per l’ennesima volta quella sarà una giornata poco impegnativa, la visita in libreria si spera di poterla fare il giorno stesso) il nuovo romanzo di Matteo B.Bianchi, a quasi quattro anni dall’ultimo Fermati tanto così.
Per ora non aggiungo altro. Attendo impaziente.

L’odore delle sconfitte

Vi ricorderete tutti de L’odore dei soldi, il libro di Marco Travaglio.
E del talk show Satyricon, l’ultimo programma televisivo di Daniele Luttazzi, puntata del 14 marzo 2001.
La puntata con quei 26 minuti di intervista a ruota libera di Luttazzi a Travaglio sulle origini delle fortune di Berlusconi, i rapporti ambigui con personaggi in odore di mafia eccetera: tutto basato su atti e documenti scritti.
La puntata di “quest’Italia di merda”.
satyricon

Un semplice atto di citazione da parte di Mediaset e di Silvio Berlusconi fu utilizzato da Mamma Rai come scusa per epurare Luttazzi.
 
Come sarebbe andata a finire in molti se lo immaginarono da subito (ma non gran parte del centrosinistra, visto che all’epoca andavano di moda le distinzioni tra satira buona e satira cattiva, e tra la sinistra responsabile e una certa sinistra*).
 
Niente diffamazione, ma libero esercizio del diritto di critica e satira, senza alcuna menzogna.
 
Sia Silvio Berlusconi lo scorso novembre che Mediaset oggi (ieri) sono stati in primo grado condannati a rifondere le spese di giudizio ai querelati, che sono stati ovviamente assolti.
 
* Per inorridire di fronte allo spregevole comportamento della sinistra e in generale del mondo politico-mediatico  nei confronti di Travaglio e Luttazzi, vedi P.Gomez-M.Travaglio, Regime, BUR 2004.

I dilemmi di Brokeback Mountain

Avere tra le mani Gente del Wyoming e non essere ancora andato a vedere il film del momento Brokeback Mountain.
Tutto ciò mi pone davanti a una drammatica scelta: leggere prima il (bellissimo ed emozionante, dicono) racconto, rischiando di godersi poi meno il film (bellissimo ed emozionante, dicono)? O viceversa?
 
Ma soprattutto, perché chiederselo quando so benissimo che col libro a portata di mano davanti al me (e la serata al cinema ancora lontana) non resisterò molto?
 
Nota1: purtroppo so già più o meno dove va a parare la trama, grazie a quell* stronz* di G.Rondi, rinomat* critic* ospite fisso alla prestigiosa rubrica marzulliana “Cinematografo”, che ha la simpaticissima abitudine di dare il suo parere sui film in uscita raccontandoti la trama. Tutta, finale compreso. Un vero dito in culo (per chi se lo chiedesse, gli asterischi stanno a indicare l’ambiguità sessuale dell’untuoso personaggio).
 
Nota2: mi astengo dalle facili e ormai trite battute sulla traduzione del titolo del film e sui relativi giochi di parole (In realtà sto solo a rosicare perché non le ho scritte per primo io sul blog mesi fa, quando già le avevo pensate…)