Propaganda referendaria

4 Sì.

Finalmente un’identità chiara

Stamattina, guardando i manifesti della nuova campagna del Pd, ho constatato con soddisfazione come finalmente insieme alle maniche di camicia di Bersani sia arrivata la chiarezza. Finalmente un'impressione di unità: sono lontani  i tempi in cui l'attenzione era monopolizzata dagli ex segretari falliti che pontificano, formano correnti o più opportunamente se ne vanno.

Ora basta: possiamo dire che il Pd è un partito moderno, i cui dirigenti riconoscono e sanno come rispondere ai problemi del paese, con in testa una precisa idea di Italia.

 

bersani-chiarezza

(clicca per ingrandire)

Gheddafi is the new Kirby

E con nuove prospettive di guadagno in arrivo, la metà delle aspiranti hostess, accampate nell’atrio dell’accademia, sedute per terra e sui muretti, hanno affrontato altre ore di attesa sotto il sole, per assicurarsi intanto gli 80 euro di rimborso promessi.

Una terra promessa, un mondo diverso

«Per chi si mostrerà interessata al Corano, questa è l’occasione di farsi avanti – ha spiegato Alessandro – ci saranno infatti nuovi incontri e nuove opportunità di guadagno. Le ragazze che durante l’incontro si mostreranno interessate, saranno infatti invitate in Libia, ad approfondire i vari aspetti della cultura libica. Per esempio, a settembre, ci sarà un evento per la festa nazionale, a cui si potrà partecipare».

Mohamed, the most authentic bro

«L'ultimo profeta è Maometto. C’era scritto anche sul Vangelo, ma poi è stato modificato. Ora dunque l’unica sacra scrittura valida rimane il Corano, perché è l’unica che è arrivata a noi autentica»

Jesus is soo last year

Una ragazza chiede: «Ma allora la nostra religione è sbagliata?». «No – risponde Gheddafi-. Solo che ogni religione, anche quella cristiana cattolica, ha avuto il suo periodo. Perché il messia Gesù era quello che precedeva l’ultimo, Maometto. Ora la religione musulmana le deve rimpiazzare tutte»

Il ratto delle stagiste

Intanto è pronto per tutte, alla fine del dibattito, un invito a unirsi in matrimonio con gli uomini libici e rinsaldare così il legame Italia-Libia.

– – –

(tratto da:
Ore e ore sotto il sole per 80 euro: la giornata delle hostess di Gheddafi
Giovani, carine, disoccupate e abbagliate dalla promessa di un futuro radioso in Libia, magari col matrimonio
 )

La grotta di Anemone

[contiene Lost-spoiler dell'ultima stagione ma molto vaghi – niente di cui non abbiate già sentito parlare vostro malgrado, se siete indietro]

Non è che voglio far diventare questo blog Lost-centrico. Solo che l'attualità pretende la nostra attenzione, e adesso pare che questo Anemone del GrandiOpereGate, oltre alla famigerata lista, nascondesse anche una caverna segreta in cui segnare i nomi dei candidati (candidati a cosa non è dato sapere: fondi pubblici sottratti ai terremotati? ville in isola tropicale con vista-seconda-isola? eliminazione in un inceneritore abusivo campano con conseguente trasformazione in fumo nero?). I cognomi sono quelli venuti fuori finora, con tanto di cancellazione di quelli evidentemente troppo sputtanati. C'è anche qualcuno nascosto dietro a strani pseudonimi.

Il mistero si infittisce.
(cliccate per ingrandire l'immagine)

anemone_list

«No. Questa la combatto con altro animo»

Così Sandro Pertini.

 

 

Buon 25 aprile qui lo si augura a molti, ma non a tutti. Perché il 25 aprile è la festa di chi ha combattuto per la libertà, i diritti e la democrazia, e di chi li onora e li ricorda.
Non è la festa della bandiera, né delle forze armate (questo sembrano comunicare certi manifesti che si vedono in giro). E non è neanche la festa degli eredi di quelli che erano dall’altra parte. Non lo sarà mai.

L’inversione di tendenza

Tra poche ore inizierà l'ennesima giornata post-elettorale con quel leggero sapore di merda in bocca.

Poche  sorprese: le mie aspettative generali per questa tornata di elezioni regionali erano basse. Fin dalla sconfitta alle europee del giugno 2009 mi attendevo dalle regionali 2010 un'ulteriore, inevitable disfatta di quel che resta della coalizione di centrosinistra e del Pd in particolare.

Da allora il Pd ha cambiato il segretario, sotto la gestione Bersani ha perso qualche zavorra sgradita a tutti come Rutelli e Binetti (su questo tornerò in un post a parte prima o poi) e a livello di immagine ha soprattutto beneficiato dei litigi e dei pasticci a cui è andato incontro lo schieramento avversario (in particolare il caos liste e la faida più o meno sotterranea tra Berlusconi e Fini; le vicende giudiziarie, come si sa, non hanno invece alcun effetto sull'appeal mediatico di papi & compagnia cantante).

Una cosa però sono le balle che (ci) si raccontano e l'hype che si tenta di montare in campagna elettorale, un'altra il nulla politico che continua a caratterizzare il Pd (lo stesso Bersani è stato per ora un segretario maggiormente rispettato di Franceschini più grazie al fatto di aver dato aria alla bocca poche volte che per i contenuti proposti – e le poche volte in cui si è sbottonato un po' di più non ha mancato neanche lui l'appuntamento con la gaffe).

Insomma, una nuova sconfitta contro le armate fascio-televisive era preventivabile, nonostante le elezioni regionali siano tradizionalmente un appuntamento elettorale che vede il centrosinistra avvantaggiato.

Oltretutto nelle tredici regioni in cui si votava il rapporto centrosinistra-centrodestra era 11 a 2, quindi non si poteva che peggiorare.

Bene, oggi quel rapporto è 7 a 6. Pdl e Lega ne hanno conquistate 4: le annunciate Calabria e Campania, il Piemonte e il Lazio.

Il quadro offre tra le altre cose una Lega ormai arrivata a percentuali bulgare in Veneto, primo o secondo partito quasi ovunque al Nord e sempre più in ascesa anche in Emilia, Toscana e Marche; una lista Grillo-No Tav che fa perdere il Piemonte alla Bresso; una Bonino battuta al fotofinish nel Lazio; un calo massiccio e generalizzato dell'affluenza (dell'8% in media, del 12% nel Lazio senza lista Pdl a Roma, del 10% nella Toscana senza preferenze che ha confermato svogliatamente il Pd con tantissimi voti in meno); un centrodestra che, unica coalizione di governo in Europa, non è stato penalizzato nelle elezioni di metà mandato, perché evidentemente ha lavorato molto bene sui problemi del paese – o così ci è stato detto; un Bossi jr pluribocciato alla maturità e primo degli eletti a Brescia; ed è meglio che mi fermi qui.

Unica nota positiva il successo di Vendola in Puglia, sofferto ma netto, insperato solo qualche mese fa.
Per il Pd invece quasi solo sconfitte: ma la cosa peggiore è che gli aspiranti governatori non ce l'hanno fatta, ma il partito (nonostante un'emorragia clamorosa in termini di voti assoluti) ha in qualche modo "retto": non è stato un vero e proprio bagno di sangue.
Così questo disastro non sarà neanche una salutare debàcle foriera di cambiamenti e cambi di rotta, ma solo l'ennesima tappa di una serie di sconfitte ancora ben lontana dalla conclusione. E questa è la cosa peggiore.

Non così la pensa però Pier Luigi Bersani, il quale per ora se ne esce così.
Ottimismo della volontà? Delirio senile precoce? Tentativo di appropriarsi della tecnica preferita dell'avversario, ovvero la ripetizione ad libitum delle fregnacce fino a farle autoavverare nella percezione collettiva? A voi i commenti – o anche solo lo sgomento.

BERSANI: INVERSIONE DI TENDENZA

L’inversione di tendenza c’è stata. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenterà solo domattina il risultato delle regionali, ma conversando con i suoi ha espresso una prima valutazione informale: secondo Bersani l’inversione di tendenza c’è, e lo si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni. Per quanto riguarda il Pd, avrebbe poi aggiunto,  il partito dimostra di avanzare.

Stile

Durante questa campagna elettorale (che nel finale ha visto la consueta squallida e avvilente invasione da parte di Berlusconi dei media illegalmente detenuti o controllati), in questo blog si è accennato in un paio di occasioni a candidate strappon-chic o ex-presentabili del centrodestra; mi sembra giusto quindi, nell'attesa di un risultato su cui non c'è da fare troppo affidamento (al di là dei discorsi sul paesereale, devo ricordare di nuovo i brogli, il voto di scambio, la censura televisiva che renderanno i giochi truccati in partenza ancora per molti anni?), rendere omaggio a due candidate che invece di stile ne hanno mostrato.

Giusto due citazioni, e un grazie (comunque vada) per avermi fatto respirare una boccata d'aria fresca.

"Sapete perché – dice (Berlusconi, NdD) – Bresso è sempre di cattivo umore? Perché al mattino quando si alza e si guarda allo specchio per truccarsi, si vede. E così si è già rovinata la giornata".

Risponde Mercedes Bresso, intervistata  da La Repubblica:

"Verrebbe da dire che è solo una battuta mal riuscita, per due motivi: prima di tutto perché, per la verità, io sono sempre di buon umore, è difficile trovare una mia foto in cui non sia sorridente. E poi perché quanto a trucco, ne uso poco, ne ho meno bisogno di Berlusconi. Sono più giovane e meglio conservata, anche senza lifting".

– – –

«Non ho niente da commentare, sono le solite cose, nessuna novità, un evergreen»

(Emma Bonino, interpellata sulle parole del presidente della Cei Bagnasco, il quale in settimana si è preoccupato di diffondere le istruzioni di voto della Chiesa Cattolica, con annesso boicottaggio dei candidati laici come la Bonino; la quale Bonino, anche se magari non la spunterà contro la Polverini, deve aver fatto un gran recupero negli ultimi sondaggi per suscitare tutta questa preoccupazione da oltretevere)

Il browser dell’odio

berluscooni1
Lo so che curiosare sui suggerimenti di Google [*] è un giochino ormai datato. Però una semplice ricerca avente ad oggetto la rockstar dell'anno del 2009 può essere l'occasione per un paio di considerazioni di web-politologia spicciola:

– si può parlare di strategia-Tartaglia con riferimento alla ricerca di fama dell'aggressore/mitomane stesso, a una montatura organizzata scientificamente fin dall'inizio (per i più complottisti), oppure più realisticamente all'agenda post-aggressione di certi media volta ad enfatizzare e strumentalizzare all'infinito l'accaduto: in tutti i casi, essa pare aver funzionato. Tra i 10 suggerimenti per [berlusconi], ben 8 vi fanno riferimento. Sembra di leggere il testo di Mio Fratello è Figlio Unico. Se aggiungiamo il nome, ovvero cerchiamo [silvio berlusconi], va un po' meglio (potete provare da soli: 2 soli riferimenti all'incidente della Madunina).
 berluscooni2 
– provando anche un paio di ricerche con i due verbi ausiliari (seconda immagine), notiamo una maggiore varietà. Per [berlusconi ha] l'ausiliare del possesso ci porta un maggior numero di suggerimenti riguardanti il rapporto del "Cavaliere" con le donne. Un caso? Da notare anche la curiosità per lo stato della dentatura del premier (2 risultati).

– Più a 360 gradi i suggerimenti per [berlusconi è]: a parte i soliti, scomodi rapporti con gli stallieri che tornano sempre fuori, la comparsa dell'ausiliare usato per la forma passiva fa aumentare nuovamente i riferimenti all'episodio dello scorso dicembre.

– Per entrambe le combinazioni con i verbi ausiliari in terza persona, ricorrono le ricerche che paventano o auspicano una prossima fine della parabola – terrena o solo politica – del personaggio che avvelena la vita politica italiana dagli anni 90. L'ultimo suggerimento in basso a destra pare un oracolo spietato.

Il paese reale, probabilmente, non è molto d'accordo. E senza dubbio i suggerimenti non li prende da Google.

[*] il quale Google ovviamente non è un browser ma (in questo caso) un motore di ricerca. Il titolo è tecnicamente sbagliato, ma solo perché "browser" suonava meglio: è voluto, che credevate.
E comunque il browser dell'odio è chiaramente il Ma… ehm, Firefox.

Intervallo (Lazio-Bari 0-0)

polverini_portafortuna"Ahò! A' camerati daa Lazzzio, a'sbrigateve, nell'intervallo tutti a firma' a lista Pdl pe' Renata vostra, forza e coraggio! DAJEEE che noartri er trenino dell'amore lo famo arriva' in orario! Cosa? Troppo tardi? Ma che sta' a dì, esclusa? Ma io smòvo mare e monti, ma io faccio ricorsi, pure quell'artro vecchiaccio m'ha promesso che 'na leggiuccia apposta la fa pure per me, disce nun je frega se so' amichetta de quer cacasotto alla Camera, m'ajuta uguale! E se i giudici nun ne vojon sapere je mettiamo a ferro e fuoco la città, abbelliiiii! Come, che disci te? Che nun c'è proprio più nulla da fare, ormai avémo fatto la figura demmerda per colpa d'uno zozzone ch'era andato a magna' a'porchetta e me tocca còre da sola? E vabbe', vor dì che corerò da sola, a me mica nulla me spaventa, eiaeiaallallà! E mar che vada, se pe' sbajo vince quaa'bbburina magnapreti scioperata daafame che nun se la pija manco un beccamorto io qui 'na nuova cariera già ce l'ho assicurata! Ché da Floris ormai me so' brusciata e nun posso tornacce più che me se spetasciono dietro a ride se me ripresento. PANINIIII! Bibbite fresche gelati paniniiii, spescialità der mese PANINO DE'MIJONI (ahahah chefforte so'ppure autoironica, sull'inconveniente proscedurale me'nvento pure er business alimentare e svòrto!). Ahò, forza Lazzziooooooooo! Daje che semo ancora zzerazzero ma me sento che ner secondo tempo 'sti terroni comunisti che hanno eletto quer froscio s'asfartano! Daje che ve porta fortuna Renatona vostra, me sento come tutto l'alone daa fortuna addosso! PANINIIIII!"

«Le tette, a casa le hai lasciate?»

ilcorpodelledonne
Di questa roba se ne può scrivere con più tranquilità oggi, con l’8 marzo alle spalle.
In realtà, se proprio vogliamo trovare una ricorrenza tutta italiana riguardante le donne, dobbiamo probabilmente lasciarlo perdere, l’8 marzo.

… potremmo per esempio aspettare poco più di un mese e prendere la data del 28 aprile, giorno in cui nel 2009 fu resa pubblica l’uscita dell’ex first lady Veronica Lario sul “ciarpame senza pudore” delle liste Pdl per le elezioni europee. Di lì a pochi mesi sarebbero arrivate Noemi Letizia, Patrizia D’Addario e tutte le altre, in una catena di rivelazioni sconcertanti su minorenni alla corte del presidente del consiglio, ragazze immagine che girano filmati o trascorrono notti prezzolate in sedi istituzionali, candidature promesse più o meno in cambio di favori sessuali.

courtney-francesPassata l’estate (periodo più favorevole ai polveroni mediatici più pruriginosi), sarebbero arrivati nuovi scandali di altro e vario genere: a un anno di distanza dall’inizio di tutto, abbiamo constatato quanto significativi siano stati gli scossoni alla popolarità dei protagonisti (qualcuno ci ha anche guadagnato i galloni di rockstar). E anche mantenendo il discorso sul piano più ristretto della dignità delle donne, non sembra che ci siano state reazioni culturali granché efficaci a invertire l’imbarazzante trend in atto da decenni nel nostro paese.

Naturalmente sarebbe ingenuo ridurre a questione da Italietta il tema dello sfruttamento dell’immagine femminile nello spettacolo e nella comucazione in generale (tema peraltro vastissimo – e il qui presente non maneggia gli strumenti culturali necessari per addentrarcisi con piena cognizione di causa). Anche limitandosi alla musica e alla cultura pop, gli spunti sarebbero infiniti. E una variabile importante è il comportamento delle stesse protagoniste del mondo dello spettacolo, a vari livelli (per una Amanda Palmer ci sono mille Rihanna pronte a sculettare come carne da macello, per dire).

Ciò premesso, mi sembra opportuno rilanciare anche qui il link al documentario Il Corpo Delle Donne (per quanto si sia ormai abbastanza diffuso in rete): la sua semplice visione, anche al netto delle riflessioni estetico-psicologiche della co-regista e co-autrice Lorella Zanardo sulla scomparsa delle donne come individualità dai media e sulla parallela scomparsa delle facce, è esperienza piuttosto forte. Una sorta di Videocracy più concentrato sull’uso del corpo femminile, non rivela niente di nuovo a chi ha un minimo di familiarità con il paese reale (quello la cui agenda politica e culturale è dettata da Striscia la Notizia e Amici Del Grande Fratello), ma le gallerie degli orrori che propone fanno comunque una certa impressione (per usare un eufemismo).

Gli auguri ce li meritiamo tutti quanti, altro che donne.

(il documentario dura 23′ e si può vedere tutto intero a questo indirizzo, dove è disponibile anche in altre lingue: se preferite Youtube potete iniziare dalla prima parte qui sotto, e poi proseguire con la seconda e la terza)

Manic Street Preachers – Little Baby Nothing (video)

Berlusconi’s censorship in Italy: on public tv David Mills becomes «acquitted»

Last Thursday, Italy’s highest appeals court (“Supreme Court of Cassation”) invalidated last year’s sentence which found english lawyer David Mills guilty of taking a bribe from italian Prime Minister Silvio Berlusconi.

David Mills, the estranged husband of British Olympics minister Tessa Jowell, was convicted and sentenced to four and a half years’ jail both by the first Court (on 17 February 2009) and by the Court of Appeal (on 27 October 2009).

The “Cassazione” Court never settles the merits of the cases. The charge has just been “timed out” by a statute of limitations, because in Italy the time limit for bribery crime is 10 years. However Gianfranco Ciani, the Assistant Chief Prosecutor of the Court of Cassation, added that “there are not the grounds for David Mills to be acquitted on the facts of the case” (we could add that the british lawyer is so “clean” that he has to pay €250,000 to the Italian state as compensation for giving evasive evidence, plus legal costs).

… so far, nothing new for you people from abroad, who perhaps come here to this blog from the web. These news are available worldwide.

What you probably don’t know is how the news about the last verdict was given by TG1, the broadcasting newscast on the main italian public tv-channel Raiuno (which has always followed a strictly “censorship policy” on all of Berlusconi’s scandals and criminal issues, including the ad personam laws, the various sentences which acknowledged connections between the Mafia and politicians close to him, and the various 2009 “sex-gates”).

[ alternative links for the same video (26 February 2010, 13.30h edition): 1, 2, 3 ]

According to the TG1 headlines and its speaker’s introduction to the filmed report about the news, the verdict for David Mills was not “CHARGE TIMED OUT  BY THE STATUTE OF LIMITATIONS” , but “ACQUITTED”, “NOT GUILTY” (“assoluzione“). Subliminally meaning that Berlusconi was found innocent as well.
And no, “charges timed out” and “not guilty” are not exactly the same thing.

Only in the subsequent film report from the Court you could hear the correspondent from the Court talking about “prescrizione” (=the statute of limitation) as the legal ground for the quashing of the Court of Appeal sentence.

Further information: despite the facts being the same, David Mills and Silvio Berlusconi haven’t been judged in the same trial. Berlusconi was scratched from the trial and prosecution against him was suspended because of the Immunity Law called “Lodo Alfano”. Italy’s Constitutional Court threw out this law on 8 October 2009 (it wasn’t the first “ad personam law” he prepared and got voted in 15 years, and not the first Immunity Law thrown out by the same Court).

The trial against Berlusconi still has to begin from the first Court, and even if their judges will maintain the same decision on the merits (it’s already been proved that Mills received money from Berlusconi, but just in the Mills’ trial) it’s pretty sure that by the time the trial arrives to the “Cassazione” Court  the charges against him will be “timed out” by the same statute of limitations (the trial will be “timed out” in less than a year…).

That day, the TG1 speakers will probably repeat this NOT GUILTY declaration.

Many italians believe in the “state of law” and democracy, didn’t vote Berlusconi’s majority, don’t accept all of this shameful, unceasing propaganda. This part of italian people doesn’t seem to have any political chance to defeat Berlusconi’s huge concentration of political, economical and information power (in a country where most of the people – 69,3%, according to this recent survey – only gets information from television, he directly controls or exerts censorship on the 3 national public channels, and OWNS the other 3 most important channels).

This post is just another message in the bottle directed to the world, before media control by this anti-democratic majority possibly extends to the internet.

La Cina è vicina (“China is near”) is the title of a 1967 movie, but due to the rhyme is commonly used in Italy as a joke or a verbal phrase when we speak about China and its economical-political threats.However, the world must know that China is not near: China, with its regime bulletins, is already in Europe. In Italy.

– – –

P.S. & Disclaimer
– Sorry for my approximate english, I’m not an english native neither a professional english writer (this is an italian-written blog). Any correction about mistakes is welcome, and I’d be glad if many people spread these news across the world in their own – better – way. [UPDATE: thanks to Kay and Evaristo for some advices and corrections]

In this post (italian language) you can read about some spontaneous protests in Italy against TG1 censorship and lies.

GIRO DI VITE DEL GOVERNO CONTRO LA CORRUZIONE

L’annuncio di Palazzo Chigi: da marzo, la domenica solo a targhe alterne.

«E QUEI MALEDETTI DALMATA, QUEI PICCOLI MOSTRI»

crudelia_faenziOgni volta che tornano le elezioni regionali in Toscana (ma non è che le comunali fiorentine siano da meno) è interessante scoprire i nomi che presenta il centrodestra.
Stavolta il candidato è Monica Faenzi (la pagina di wikipedia è ad oggi palesemente occupata dal curriculum scritto dal suo staff), parlamentare Pdl e sindaco di Castiglione della Pescaia.

Nonché esponente della destra del fare ed eroina di tutte le sciure impellicciate, stando alla posa di questi manifesti 6×3.

Una bella ripassata alle notizie del giorno

cronacaveraitaliaQuella sopra è (al netto di un paio di evidenti ritocchi colorati) la testa della homepage di Repubblica.it di oggi. Stavolta non si tratta di campagne esclusive del Gruppo Espresso ma delle notizie del giorno per tutti i principali quotidiani (non tutte saranno arrivate al Tg1 di Minzolini, probabilmente).

Nel dettaglio:

1) Per quanto riguarda il titolo d’apertura, ovvero gli sviluppi su molteplici fronti dell’inchiesta su Bertolaso & compari, un certo presenzialismo mediatico da benefattore e il gran giro di soldi gestiti, con tanto di decreto legge imminente per privatizzare un servizio come la protezione civile, la dicevano già lunga.
E sulle novità pecorecce di oggi, che dire: quando garantisce il capo

La cosa più triste è che siamo di fronte all’ennesimo caso in cui alte istituzioni italiane sono coinvolte in storiacce che fanno impallidire quelle di Cronaca Vera.

2) Sulla seconda cosa non è proprio possibile scherzare. Sottoscrivo questo, punto.

3) Surreale infine come questo anonimo consigliere Pdl sorpreso con le mani sulla bustarella, di fronte ai protagonisti delle vicende che lo sovrastano nell’ordine di notiziabilità come in un ipotetico podio della odierna vergogna, ci faccia quasi la figura del santarellino.

Italia 2010.

Amari – Cronaca Vera (video strepitoso per una canzone dell’ultimo album)

La casta dei ricercatori e degli orchestrali

(…) Ho visto la motivazione, ho visto la passione di giovani, tra i quali molte donne, che quest’anno mi è accaduto di incontrare nei laboratori di ricerca; la motivazione e l’orgoglio dei giovani specializzati che sono il punto di forza di aziende di alta tecnologia; la passione e l’impegno che si esprimono nelle giovani orchestre concepite e guidate da generosi maestri. E penso alla motivazione e alla qualità dei giovani che si preparano alle selezioni più difficili per entrare in carriere pubbliche come la magistratura.

Certo, sono queste le energie giovanili che hanno potuto prendere le strade migliori; e tante sono purtroppo quelle che ancora si dibattono in una ricerca vana. (…)

Non ci sono molti commenti da fare sull’ultimo discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il solito minestrone omnicomprensivo in cui ci deve stare tutto, dagli auguri al papa alla solidarietà ai lavoratori vittime della crisi, dalla richiesta di riforme condivise (riforme un po’ su tutto, condivise con cani e porci) ai richiami all’attualità, dal ricordo delle missioni militari all’auspicio di pace et serenità. Così che un po’ tutti si sentano ricordati e appoggiati nelle loro istanze e richieste.
Normale e forse giusto che sia così (nell’illusoria finzione che il paese non sia spaccato in due e sotto molti aspetti ormai alla deriva sociale e culturale): è solo un discorso di fine anno, in fondo.

Solo che l’inclusione di ricercatori e orchestrali (in buona parte sfruttati, sottopagati e precari, quando non bersaglio di insulti dai ministri della Repubblica) tra gli esempi di categorie che in qualche modo "ce la stanno facendo", e guardando alle quali gli altri giovani italiani in difficoltà dovrebbero farsi coraggio, fa un po’ sorridere.

Il solito post per far comparire prima possibile il nuovo anno nel menu a tendina

Auguri a tutti i lettori di buon 2010 – e anche di buon decennio, a meno che non siate della scuola per cui quello inizierà il prossimo bla bla bla.

I propositi per l’anno nuovo e i bilanci lasciamoli da parte, che forse è meglio; le speranze sul piano meno personale sono sempre più o meno quelle, e sempre più o meno irrealizzabili (ritiro e/o galera sappiamo per chi; gogna e pernacchie in faccia sappiamo per chi; tutti i possibili, meritati svantaggi personali per quelli che contribuiscono allo sfascio di questo paese votando sappiamo chi. Alla faccia del dialogo e dell’Amore, che mi ha sempre affascinato poco sin dai tempi di Cicciolina).

Godiamoci un’altra decade di decadenza.

Bluvertigo – Decadenza

Cani e padroni di cani

Il sindaco di Milano Letizia Moratti oggi mette finalmente a tacere tutti i concittadini che si lamentavano della sua politica di grigiore e cementificazione. Pare infatti che a breve verrà annunciata la dedica di una via o un parco a un importante protagonista della politica italiana, che nella targa potrebbe essere così onorato: "Bettino Craxi – statista e latitante".

I milanesi sanno fin da ora dove potranno portare i propri amici a quattro zampe a svolgere il loro diritto-dovere civico.

[UPDATE: mi faccio notare da solo che nel parco dedicato potrebbe starci anche una bella fontana. Porterà fortuna buttarci dentro le monetine…]

Ei fu siccome online

 
Ei fu siccome onlineDeluso e umiliato da chi odia l’avversario, da chi professa la pluralità ma preferisce la dittatura delle parole. Popolo di internet,
(11:19 AM Nov 30th from web)

tieniti pure la tua ipocrita democrazia dal basso ché non son degno del tuo mondo, ché non appartengo alla tua epoca. I versi, le parole,
(11:21 AM Nov 30th from web)

la fede: questo è il mio mondo,e vi faccio ritorno senza più esitare. Un sorriso a chi mi apprezza, non uno sguardo a chi disprezza.
(11:21 AM Nov 30th from web)

Onore ai cinguettii del ministro, dell’uomo di fede e d’altri tempi, del poeta. Ci mancano già.

RIP Twitter di Sandro Bondi (*)

(*) vero? fake ben riuscito, sulla scia di illustri precedenti? si noterebbe la differenza?

[via]

Franz Ferdinand – Walk Away

Rockstar dell’anno

La mia rockstar dell’anno non è quella di Rolling Stone (immagine presa qui).

rockstardelcazzo
E capisco tutto, eh. Mi rendo conto la scelta di scherzare su Berlusconi in questo modo è una mossa di comunicazione geniale. Ma personalmente non mi fa ridere, non mi piace e – se lo facessi abitualmente – non credo che comprerei Rolling Stone questo mese (i dati di vendita sicuramente mi daranno contro, la polemica – a cui sto io stesso contribuendo – tira sempre).

In questi casi mi sento sempre più spesso un brontolone serioso e insopportabile (non anche del tutto solitario, per fortuna), che grida all’emergenza anche nel momento in cui gli altri vogliono rilassarsi e farsi due risate.
Però lo ripeto, non mi piace una scelta di questo genere, paracula perché fa parlare della propria rivista ed è in grado di suscitare l’ammirazione di tutti. Quelli contro Berlusconi (perché comunque c’è sarcasmo), e quelli a favore: oggi i vari Tg ormai occupati militarmente dal Pdl davano il lieto annunzio della copertina tra un sorriso e un colpetto di gomito, sorvolando allegramente sulle intenzioni ironiche.

Lo stile di Rolling Stone è da anni quello, lo so. Mi ricordo (ma ce ne saranno state altre ancor più provocatorie) una copertina di anni fa su G.W. Bush (anche lui "rockstar"). Ma Bush è lontano, ed è il presidente di un paese in cui c’è libertà d’informazione e di critica. Berlusconi è qui, sta facendo a pezzi la nostra società e la nostra democrazia. C’è bisogno di alimentare ulteriormente il culto attorno alla sua persona?

Mi si potrà obiettare che dal punto di visti degli effetti – voluti o meno – Repubblica, con la sua campagna permanente contro la persona del presidente del consiglio, ha fatto ben di peggio. E non ci possiamo nascondere che dietro al diecidomandismo non c’è soltanto (giusta, fondata) critica socio-politica, ma anche la precisa volontà di attirare visite e vendere copie.

Ma Repubblica è un quotidiano, non può evitare di parlare di politica. Deve dare notizie. Preferisco che lo faccia denunciando con livore le sconcezze di cui altri tacciono,  anche se non ottiene altro risultato che di vendere più copie.

Rolling Stone si occupa di intrattenimento. E se per farti pubblicità nel campo dell’intrattenimento utilizzi un messaggio ambivalente come questo…beh, sei libero di farlo. E io di criticarti.
Anche per aver fatto finire la scritta PEARL JAM sopra il capello trapiantato di una persona che disprezzo.

– –

Per inciso: la mia rockstar dell’anno (ma non solo di quest’anno) è quella della foto sotto. Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di motivi (per aggiungere qualcos’altro, potrei dire che trovo molto più rock vivere da anni sotto scorta che dare feste con minorenni e mignottone nei palazzi sede del governo o di vertici internazionali; che trovo molto più rock rischiare la vita tutti i giorni per il fatto di essere un giornalista, piuttosto che tenere giornalisti sotto ricatto o sotto stipendio per pilotare l’informazione a proprio favore; che trovo più rock combattere la criminalità organizzata che offrire posti in parlamento o nella propria villa a personaggi che con essa sono compromessi. Ma naturalmente il concetto di rock è soggettivo).

Rockstar dell
Una scelta scontata, sì, che se fatta per una rivista si attirerebbe accuse di buonismo ben peggiori di quelle di opportunismo che si è attirata (e si attirerà) la scelta di Berlusconi da parte di RS.
Però questo è solo un inutile blog. Un blog dove – pur consapevoli del fatto che in Italia ci sia poco da ridere di questi tempi – si scherza e si cazzeggia. E che – proprio per questo – vuole ribadire la differenza tra scherzo e ambiguità.

– – –

DOPPIO UPDATE:

1) Mi fa notare il provvidenziale Onan che Saviano ha avuto per l’appunto la cover come "rockstar dell’anno" da RS esattamente un anno fa (esattamente con le polemiche che avevo ipotizzato). Il che rende se vogliamo un po’ ridicola la seconda metà di questo post, ma non cambia la mia impressione sulla copertina di quest’anno. Può esser triste allo stesso modo ridurre a "rockstar" da rivista Saviano e Berlusconi, ma non è la stessa cosa.

2) Proprio a tal proposito: potete considerare questo post una versione "demo" (e non credete agli indie-fans, i demo sono sempre PEGGIORI delle versioni finite); ho rielaborato il post aggiungendo qualche altra riflessione, e il risultato sta su Inkiostro (OMG!).

I ministronzi

Stavolta nessun bisogno di "fumetti-scandalo": quelli del Pdl fanno tutto da soli.

Per la serie: se non riesci più a dire cose di destra, il turpiloquio gratuito è sempre un degno surrogato.

(il post serio sull’argomento lo ha già scritto Giulia, io volevo semplicemente utilizzare questo titolo)