Perché no, il distacco da Lost non bastava

"A chi mi incontra per strada e mi chiama Cesare;
a chi ha preso la pioggia, il sole, il vento al Franchi;
a chi ha fatto le vacanze a Folgaria, a Castelrotto e a Cortina;
a chi ha pianto per un rigore sbagliato o per la gioia di Anfield;
a chi ha creduto come me e si è emozionato per una solitaria bandiera viola a una finestra;
a chi ha pensato che, nonostante sbagliassi qualche cambio, ero comunque una persona per bene;
a chi ha saputo capire e apprezzare il significato del silenzio;
a chi ha fatto centinaia di chilometri per dire 'Io c'ero', quelli di Verona, di Torino e che hanno pianto di gioia con noi;
a quelli che ci aspettavano all'aeroporto la notte per cantare 'forza viola';
a chi urlava 'falli correre' e a chi ha corso;
a chi mi diceva, toccandomi ogni volta l'anima, 'Grande Mister, uno di noi oppure 'quando parlo con te è come se parlassi con un parente, fratello, zio cugino, padre non fa differenza.
A tutti, a Firenze con la sua eleganza un po' malinconica, la sua diffidenza e la sua generosità, devo dire solo due cose: grazie e vi porterò sempre nel mio cuore. Cesare
"

Fortunati gli interisti, che vedono andarsene l'idolo Mourinho dopo una stagione di vittorie su tutti i fronti.
Claudio Cesare Prandelli invece se ne va da Firenze dopo 5 anni alla fine della stagione più sfortunata, che pure ha portato (di nuovo) le sue soddisfazioni ma è terminata malissimo.
E tutto per andare a raccogliere, da dopo i mondiali, i cocci di una Nazionale di scarponi e vecchi raccomandati che il pessimo Lippi in Sudafrica porterà a un meritato sfascio. Chissà, magari se le cose fossero andate diversamente, con qualche vittoria in più e qualche atteggiamento supponente in meno dalla società… chissà.

Probabilmente finisce un'epoca di posizioni prestigiose in classifica e ne seguirà una con ambizioni più limitate.
Sicuramente va a cercar fortuna altrove una persona che ci mancherà tantissimo. Il distacco sarà durissimo – mi rendo conto solo adesso, per esempio, che quando questo blog è nato, una vita fa, Prandelli già c'era.

Un'altra stagione finale dalla sceneggiatura pessima.
Grazie anche a te, Cesare.
:-(
 

1969-2009

viola68-69
Superchi, Rogora, Mancin, Esposito, Ferrante, Brizi, Chiarugi, Merlo, Maraschi, De Sisti, Amarildo (Rizzo dall’80’).
(non utilizzati: Bandoni, Stanzial, Pirovano, Cencetti, Danova, Mariani)
All. Pesaola.

Esattamente 40 anni fa, minuto più minuto meno, la Fiorentina scesa in campo con questa formazione vinceva 2-0 a Torino contro la Juventus nella penultima giornata di campionato, conquistando il suo secondo e ultimo scudetto.

Soltanto due sì, ma guadagnati. E l’orgoglio di non dover rimpiangere gente come Moggi vale più di dieci stellette.

Terapia riparativa?

Ieri sera (poche ore fa per chi scrive) si sono conclusi gli ultimi gironi di Champions League. La Fiorentina (per colpa della terza fascia di sorteggio in cui era inserita) era impegnata nel difficile girone F, con Lione e Bayern Monaco. Non ce l’ha fatta a qualificarsi per il turno successivo: non bastasse la superiorità delle due avversarie, ci hanno messo lo zampino la sfortuna e l’inesperienza a livello europeo della rosa (il doppio vantaggio recuperato dal Lione nella prima partita ha segnato negativamente il cammino nel girone fin dall’inizio).

Nell’ultima partita di stasera è arrivata la prima vittoria su sei partite (in precedenza c’erano stati solo 3 pareggi), nella trasferta rumena in casa della Steaua Bucarest. Quindi ci sarà il paracadute della Uefa.

Ma non è di questo che volevo parlare. Volevo parlare della copertura televisiva fornita alla Champions League dalla RAI, che ne detiene i diritti in chiaro. Alla tv del servizio pubblico per la prima fase spetta solo la possibilità di trasmettere un match per ogni turno: uno dei due che si svolgeva il mercoledì.

La Fiorentina giocava in contemporanea alla Juventus, e tre sono state le occasioni in cui le due squadre erano impegnate il mercoledì (mentre Roma e Inter giocavano il martedì).
Ecco le scelte della Rai:

1) 17 settembre, primo turno:
Juventus – Zenit San Pietroburgo
Lione – Fiorentina

La Rai trasmette la Juventus. E qui va beh, è il primo turno (però la seconda partita era più equilibrata).

2) 5 novembre, quarto turno:
Real Madrid – Juventus
Fiorentina – Bayern Monaco

Le partite sono entrambe di richiamo. La situazione nel girone Juve prima della partita è: Juve 7 punti, Real Madrid 6, Bate Borisov 2, Zenit 1: insomma, ci si gioca il primo posto, con la qualificazione già in arrivo.
Girone dei viola: Bayern 7 punti, Lione 5, Fiorentina 2, Steaua 1. Per la Fiorentina è un’occasione decisiva per rimettersi in corsa, quindi.
La Rai trasmette la Juventus.

3) ieri, sesto e ultimo turno:
Juventus – Bate Borisov
Steaua Bucarest – Fiorentina

Girone Juve: Juve 11 punti e Real 9 (già qualificate), Zenit 5, Bate Borisov 2.
Girone Fiorentina: Bayern e Lione 11 punti (già qualificate), Fiorentina 3 e Steaua 1 (si giocano il posto in Uefa).

E la Rai per la terza volta trasmette la Juventus, in una partita di nessun interesse tecnico né agonistico.
E a fine partita nessun tesserato viola di presenta davanti alle telecamere Rai. Chissà perché.

L’odio anti-juventino si nutre anche di questi piccoli grandi privilegi (oltre che della boria, dello strapotere economico e politico, delle ruberie di decenni).

A tal proposito, approfitto del post per segnalare una delirante pubblicità sentita sull’emittente fiorentina Radioblu. Lo spot inizia così: "TUO FIGLIO POTREBBE DIVENTARE JUVENTINO!!!"
Il prodotto pubblicizzato (i toni dello speaker ovviamente sono goliardici) è niente meno che l’esilarante iniziativa editoriale delle FIABE VIOLA. Questa l’unica traccia che ne ho trovato su internet:

Campagna per la profilassi antijuventina e degobbizzazione dell’infanzia. Più di metà degli Italiani è tifoso di calcio. Tra questi, ben uno su tre – uno su tre! – tifa Juventus. Un’epidemia che non risparmia nemmeno i bambini! Per proteggere l’infanzia da questo terribile rischio i laboratori Mediapoint hanno selezionato un nuovo vaccino in grado – si spera – di sconfiggere il virus juventino: FIABE VIOLA. Vuoi contribuire anche tu a fermare l’epidemia bianconera? Vuoi dare una mano a salvare tanti bambini che rischiano di diventare gobbi? Aiutali a restare sani Aiutali a restare liberi Aiutali a diventare Viola! IN EDICOLA E LIBRERIA.

E qui sotto un’immagine. Notare il titolo della storia, "La dentiera bianconera". Geni.

fiabeviola
[Qui si scrive e ci si lamenta di cazzate, non vuol dire che non ci si allarmi per gli annunciate modifiche alla Costituzione a colpi di maggioranza]

«Una cartolina a Milanello»

A freddo, dopo due giorni, ancora non mi sembra vero. Ce l’abbiamo fatta davvero, stavolta.

Alla terza stagione consecutiva in cui la Fiorentina si classifica sul campo tra le prime quattro, finalmente ha raggiunto le qualificazioni della Champions’ League anche ufficialmente. E soprattutto è stato finalmente da esse escluso il Milan, che come molti ricorderanno era stato punito in modo ridicolo per lo scandalo Calciopoli, in cui i suoi dirigenti erano in tutta evidenza ben più coinvolti di quelli viola. Guardare il raffronto tra le classifiche "ufficiali" e virtuali degli ultimi anni da una parte inorgoglisce per la continuità di risultati della gestione Prandelli, dall’altra fa tornare la rabbia per il solito trattamento due pesi e due misure.

2005-06

 
2006-07 

2007-08

2007-08 
Ma ormai non importa più. La fiducia in questo gruppo che avevo espresso un anno fa era evidentemente ben riposta: al termine dell’ennesima stagione straordinaria (vissuta fino in fondo su due fronti, con una sfortunata eliminazione in semifinale Uefa), raccogliendo le forze residue, abbiamo avuto la meglio sul Milan in una volata entusiasmante, con sorpasso rossonero e controsorpasso viola.
E diversamente dalla coppa, per il 4° posto hanno prevalso i migliori.
L’epilogo, a Torino con i granata, è stato l’emblema di una stagione: una partita soffertissima, vinta di misura dopo tanta sfortuna. Qui gli highlights, con alla fine lo straordinario gol di Osvaldo (che già si era messo in luce proprio a Torino con il gol dello storico 3-2 alla Juventus, qui con la radiocronaca di David "quante ce ne hanno rubate" Guetta). [E’ del Guetta anche la citazione nel titolo di questo post]

Una sola cosa avrei desiderato in più, oltre al risultato finale raggiunto: mi sarebbe piaciuto che uno dei gol decisivi delle ultime giornate lo avesse segnato Giampaolo Pazzini. Uno che in campo ha dato sempre tutto e ha spesso interpretato benissimo il suo ruolo, ma senza trovare personalmente la via del gol con continuità – in parte per pura sfortuna, in parte anche per una probabile crisi di crescita. Uno messo spesso in croce abbastanza immeritatamente, a mio parere, e che mi farebbe piacere restasse ancora, per dimostrare quello che vale.

Chi sicuramente se ne andrà (destinazione Atletico Madrid) è invece Tomas Ujfaluši, la cui personalità sicuramente mancherà alla difesa. Vedremo se sarà adeguatamente rimpiazzato. Quel che è certo è che mi mancherà la varietà di pronunce fantasiose del suo nome e cognome: la migliore che ho sentito in questi anni è stata Ucci Falucci.

Speriamo invece che resti Sebastian Frey, uno che sarebbe davvero difficile da sostituire (anche se, dovendo giudicare gli altri portieri di Serie A per le prestazioni sfoderate contro la Fiorentina, questo non sarebbe del tutto vero, visto che metà di loro si è trasformata in Buffon per un giorno…). E che i nuovi arrivi arricchiscano la rosa, mantenendone lo spirito di gruppo attuale.

prandelli– – –

Infine (e ne parlo brevemente perché è una questione che un po’ stona all’interno di questo post, per come va al di là di un traguardo calcistico), il pensiero più grande va a Cesare Prandelli.
Non solo per i risultati che ha portato a questa squadra e a questa città, o per la sua capacità tecnica, educazione e serietà. Ma soprattutto per quel che gli è successo quest’anno; per  la dignità con cui l’ha affrontato; perché infine se da qualche parte nel calcio sono rimasti dei valori sportivi e umani, è sicuramente merito di persone come lui.
E vedere in giro per Firenze cartelloni come questo qui a fianco non può che confermare questa convinzione, e renderci tutti orgogliosi di averlo qui.

Grazie.

L’importante è prenderla bene

scottish_music_no_thanksLo so. La palla è rotonda. L’importante è partecipare. È la dura legge del gol. Il calcio è crudele, e la cinica lotteria dei rigori lo è ancora di più.
In fondo, una semifinale Uefa al rientro in Europa dopo diversi anni non è mica un traguardo da buttar via.
E poi restiamo la squadra italiana che quest’anno è andata più avanti nelle coppe.
E poi si trattava nel caso di specie della coppa più inutile, che avrà peraltro una finale più indegna del solito (visto che la squadra favorita nell’altra semifinale, quella che ha per punta di diamante il Grande Ex con cui ambivamo a batterci nello scontro decisivo, ha fatto molto peggio di noi).
E poi noi usciamo con l’onore delle armi, da trionfatori morali.
E poi insomma, se in 210 minuti di dominio totale del campo non siamo riusciti a segnare neanche un gol agli scozzesi del Rangers di Glasgow è anche un po’ colpa nostra.
E se questi scarponi in gonnella, dopo aver fatto catenaccio per 210 minuti (gli ultimi in 10 uomini), sono riusciti ad essere più lucidi di noi ai rigori, bisogna dargliene atto e ammettere sportivamente la sconfitta.

E infatti l’ho presa bene. Niente trasmissioni lamentose del dopo-partita sulle radio locali, niente servizi televisivi, niente rimpianti per la finale di Manchester mancata.
Mi sono subito cercato altre attività per occupare il resto della mia serata e non pensarci più.

Come prima cosa, come potete notare dall’immagine qui sopra (come al solito, cliccare per ingrandire), ho colto l’occasione per dare una bella pulita all’hard-disc.

Te amo Irina

[Un post nostalgico, provinciale, ma soprattutto – orrore! – tifoso]

Non ricordo precisamente in quale occasione, da ragazzino, sono stato per la prima volta allo stadio a vedere la Fiorentina.
Si trattava, ne sono certo, di una partita amichevole: forse quella di addio al calcio di Giancarlo Antognoni, un mito nel cui culto ero cresciuto, ma che per ragioni anagrafiche non avevo fatto in tempo ad ammirare nei suoi anni d'oro.

I tardi anni 80 mi hanno visto seguire alla radio (il Guetta c'era già da tempo) i tristi campionati della squadra viola dell'epoca, che quando non viaggiava sul filo della retrocessione era destinata a campionati anonimi.
In compenso, la coppa UEFA 1989-90 fu un'avventura incredibile: quella squadra così sofferente in campionato avrebbe davvero meritato la vittoria finale, dopo aver eliminato un allora forte Atletico Madrid al primo turno e poi Sochaux ( forse l'unico avversario a noi inferiore sulla carta), Dinamo Kiex, Auxerre e Werder Brema. Ricordo ancora l'ordine delle avversarie e l'entusiasmo dopo ogni qualificazione (quanto erano belle le coppe senza i gironi, signoramia), il campo gelato di Kiev (la partita andava in tv di pomeriggio: fu probabilmente il mio primo impatto col concetto di fuso orario), Marco Nappi con l'ormai storico numero della foca (una dozzina di metri percorsi mantendendo il possesso di palla con ripetuti colpi di testa; anche se mica sono sicurissimo che lo fece in coppa). E poi il giovane e timido Roberto Baggio, con le sue splendide giocate.
In finale però era arrivata anche la Juventus, che doveva vincere. E lo fece, grazie al solito arbitro compiacente (lo spagnolo Soriano Aladren: nomen omen) e a un'opportuna squalifica del nostro campo che dirottò la finale di ritorno sul feudo bianconero di Avellino.

Ma di tutto questo ho ricordi vividi ma sparuti. La Fiorentina che ho davvero nel cuore è quella degli anni 90, gestione Cecchi Gori.
Furono anni intensi, con ulteriori beffe da parte della giustizia sportiva (anche europea, vedi la squalifica post-Barcellona e la successiva vergogna di Salerno) e una quasi immediata retrocessione, dovuta all'inesperienza nel mondo del calcio della pittoresca dinastia di produttori cinematografici.
Ma arrivarono anche i successi, che furono sudati e meritati. Una Coppa Italia, la Supercoppa italiana strappata a San Siro al Milan campione d'Italia (prima volta in cui prevalse la vincitrice dello scudetto), vittorie prestigiose in Europa.

Anche altri buoni giocatori vestirono la maglia viola negli anni 90: ma tre sono i giocatori simbolo di quella squadra, che nell'inverno 1998 con Trapattoni alla guida lottò anche per lo scudetto.
Tre bandiere, in un'epoca in cui le bandiere già non esistevano più.
Tre campioni di levatura internazionale che rinunciarono a guadagni e a soddisfazioni maggiori per restare più a lungo di quanto tutti avevano previsto a Firenze, una realtà che non aveva i mezzi per vincere e soprattutto in cui vincere non era permesso. Certo, anche una realtà che li coccolava (e a quel disgraziato di Vittorio va dato atto di aver fatto l'impossibile per tenerseli il più possibile, finchè non fu trascinato a fondo dal disastro finanziario del suo gruppo).

Questo post è un omaggio che dovevo a loro.
Per primo a Gabriel Omar Batistuta, il bomber dei record, quello che per me resterà sempre IL centravanti. Un atleta straordinario, che qui abbiamo visto crescere e crearsi dal nulla un bagaglio tecnico immenso (nel '91 quando arrivò era solo uno spilungone dal buon tiro), con l'impegno e il sacrificio. Un attaccante che non tirava mai indietro la gamba e un uomo che ci metteva sempre la faccia; uno che non nascondeva la sua posizione anche se critica nei confronti della proprietà, ma che restava sempre al tempo stesso l'uomo-squadra, la sicurezza. I capricci da bambino viziato dei vari Totti, Adriano e Cassano erano distanti anni luce da lui.

Se ne andò per primo Bati, venduto proprio alla Roma, dove arrivò e guarda caso vinse immediatamente uno scudetto. I soldi ricavati dalla sua cessione, 70 miliardi di lire, finirono nelle casse di una finanziaria del gruppo CG (il baratro era già dietro l'angolo).
In maglia giallorossa segnò anche alla Fiorentina, da gran professionista qual era (un carattere molto diverso da quello di Roberto Baggio, che da juventino si rifiutò di tirare un rigore contro la squadra che lo aveva lanciato…però poi si sarebbe anche girato mezza serie A).

Ma io lo so, nel suo cuore è come se quello scudetto Batigol lo avesse vinto sotto la curva che gli dedicò una statua dorata; in quello stadio zeppo di tifosi in delirio che attesero fino alle 2 di notte il ritorno della squadra che aveva conquistato la Coppa Italia a Bergamo; davanti a quei tifosi che aveva fatto sognare con i suoi gol a Wembley, al Camp Nou e con quel "Te amo Irina, te amo" per la moglie urlato alle telecamere a bordo campo a San Siro, dopo la sua doppietta in Supercoppa (sboronata romantica che credo lo abbia consacrato uomo da sposare presso molte tifose viola e non).

Quando nel 2000 Batistuta se ne andò, la squadra potè non perdersi perchè era rimasto a guidarla, in campo e fuori, un altro campione eccezionale: Manuel Rui Costa. Era impossibile non amare un centrocampista come il Rui Costa degli ultimi anni in viola, con quella continuità, quella personalità, quell'attaccamento alla maglia e quella capacità di accendere il gioco della squadra anche in presenza di compagni di reparto dal tasso tecnico non sempre all'altezza.

Arrivò nel 1994 che era ancora un trequartista discontinuo e un ragazzo bizzoso, che mandava a quel paese il buon Claudio Ranieri che lo faceva maturare a suon di sostituzioni.
Se ne andò nel 2001 – dopo averci regalato una seconda coppa Italia, e stavolta il baratro era davvero vicino – che era diventato un giocatore a tutto campo e un atleta maturo e intelligente. La sua destinazione fu il Milan, squadra in cui era solo una stella tra le tante, ma in cui contribuì a molte vittorie con la sua classe e la sua correttezza all'interno dello spogliatoio. Anche lui trovò altrove lo scudetto che gli spettava, oltre a una Champions League.

Sempre nel 2001, insieme a Rui Costa se ne andò anche il terzo pilastro della Fiorentina degli anni 90, Francesco Toldo. La prima pietra su cui nel 1993 era stata ricostruita la squadra – dopo la prima ingloriosa retrocessione.
Aspetto da gigante buono,
i punti di forza del portierone padovano erano la sicurezza sulle palle alte e la continuità nelle prestazioni. Solo il talento leggermente superiore di Buffon poteva portargli via il posto da titolare in Nazionale. Ma grida vendetta la sua precoce esclusione dal giro azzurro, in cui a mio parere avrebbe dovuto restare. Purtroppo lo hanno penalizzato prima il fatto di giocare in una squadra "non a strisce", poi una volta approdato all'Inter gli infortuni e la scarsa fiducia riposta in lui dagli allenatori. Eppure, dopo quei tre rigori parati nella semifinale a Euro 2000, avrebbe meritato di essere anche lui tra i campioni del mondo di Germania 2006.
Ma il destino aveva deciso diversamente.

In effetti, nessuno di questi tre giocatori è riuscito a vincere il campionato del mondo, pur militando entrambi in squadre che erano tra le favorite.
Un altro punto in comune tra loro è aver vinto tutti uno scudetto in Italia, ma solo una volta allontanatisi da quella Firenze che avevano incantato (finendo in 3 squadre diverse, ma non alla Juventus: non avrebbero potuto).

Sì, perchè l'occasione di questo lungo post è la conquista dello scudetto sul campo (quello 2006 assegnato dalla Telecom non conta) anche da parte di Toldo, con l'Inter.
Un campionato in parte falsato e poco combattuto quello che si sta per concludere, vinto da una società poco simpatica e da un allenatore ancor meno simpatico.
Però io nei giorni scorsi, guardando i festeggiamenti dei nerazzurri, ho subito pensato a Toldo, che pure ora mi pare non esser neanche più titolare fisso, a beneficio dell'ennesimo inutile portiere straniero. Finalmente è riuscito anche lui a conquistare lo scudetto che si meritava e che Firenze non gli ha dato.

E' quasi la chiusura di un cerchio, se aggiungiamo che in questi giorni sono tornati al successo anche i due allenatori simbolo della Fiorentina di quegli anni. Il sempiterno Giovanni Trapattoni è campione d'Austria (quarto paese in cui vince un campionato!), mentre Claudio Ranieri ha compiuto il miracolo di rimettere in corsa per la salvezza un Parma che pareva agonizzante. Sono contento anche per loro.

Nel frattempo a Firenze, dopo una retrocessione+fallimento e una rocambolesca risalita dalla C2, alcune cose non sono cambiate. Stesso trattamento da parte degli arbitri, stessa "equità" da parte della giustizia sportiva, stesso "peso" della società nel Palazzo dei soliti noti.
Ma si va ancora orgogliosamente avanti: la società adesso è solida, c'è un Prandelli che è una garanzia per il futuro, tanti giovani di buone prospettive. Magari l'anno prossimo riusciremo per la terza volta a fare più di 65 punti; magari a questo giro non troveranno una scusa per toglierceli.

Intanto, ora che tutti e tre quei ragazzi hanno trionfato, come tifoso della squadra di cui hanno rappresentato l'anima sento di aver vinto anch'io con loro un piccolo scudetto simbolico.
E sono sicuro che anche quei tre, guardandosi indietro, penseranno per sempre che quel loro scudetto è anche un po' di Firenze.

I veri poveretti

(aka la sterile polemica calcistica del lunedì)


I veri poveretti
sono il signor Guidolin, un allenatore già appartenente alla scuderia GEA che dà lezioni di sportività, e il signor Zamparini, che discetta amabilmente delle abitudini di rumeni e zingarelli.

Penso che Prandelli potrà anche farsi una ragione di non essere più salutato da Guidolin, la cui squadra quest’anno ha già segnato due volte con un avversario a terra (contro Livorno e Catania), ovviamente senza poi nemmeno sognarsi di far segnare l’avversario come risarcimento (questo pretendeva ieri l’allenatore rosanero nei suoi vaneggiamenti isterici).

E penso che Mutu, se anche avesse visto Guana inciampare mentre perdeva la palla (ed é probabile), abbia fatto benissimo a proseguire la sua azione da manuale del calcio e a segnare.
E’ stato da tempo stabilito che é solo compito del’arbitro interrompere il gioco per gli infortuni gravi. Sarebbe davvero l’ora di finirla con la prassi per cui, quando non si riesce a contrastare o in subordine azzoppare l’avversario, ci si butta in terra in preda a finti infortuni per stoppare le azioni pericolose, facendo leva su un presunto senso di fair play (e di colpa) tutto italiano…per poi rialzarsi subito una volta raggiunto lo scopo (abitudine questa che mi disgusta tanto quanto la pseudo-sportività pelosa di uno Spalletti che sprona la sua squadra a segnare 7 volte agli avversari ridotti in dieci per poi farsi ben inquadrare dalle telecamere mentre all’uscita stringe la mano a tutti con aria contrita).

Tra l’altro, l’infortunio di Guana era talmente grave che il difensore del Palermo é rimasto in campo fino al 94′. Almeno avrebbe potuto recitare fino in fondo e farsi sostituire uscendo in barella, così la sceneggiata del patetico Guidolin avrebbe raccolto qualche applauso e attestato di solidarietà in più tra gli opinionisti da quattro soldi.

«Nipote da parte di…»

Quando uno coi post a punti ci prende gusto, è finita.

1. Una delle notizie più sconvolgenti della scorsa settimana riguarda una nota attrice frociarola italo-turca che, mantenendo sempre una certa coerenza, ha decisamente fatto carriera (io al tg l’avevo immediatamente riconosciuta da quella voce così aggraziata).

2. Sui simpatici striscioni e cori del "Fascio Pride" romano di sabato scorso (qui e qui altri elenchi di amenità varie che hanno allietato la piazza) preferisco non soffermarmi, per evitare di farmi il sangue amaro inutilmente.
Mi limito a cercare il lato comico anche dove non c’è, citando lo slogan che mi ha fatto più tenerezza:

"Prodi trema…è tornata la balena!" (militanti Dc)


3. La nuova edizione di Libero in partenza stasera su Raidue potrà fare anche schifo (è un programma che ho sempre trovato pessimo e inutile, tra l’altro) ma è comunque degna di nota per il solo fatto di ospitare nel cast fisso dieci ex ragazze di Non è la Rai.
Sul Daveblog è già partito il delirio revival.

4. Lo spazio bar sport velenoso: per la cronaca, mentre le oneste Inter e Roma furoreggiano incontrastate, è ancora viola il quarto posto della classifica VERA di Serie A.
In ogni caso la zona salvezza è alle porte, forza e coraggio. Il mio obiettivo personale sarebbe riprendere Milan e Lazio entro fine campionato, ma eventualemente ci riserviamo di bastonarli l’anno prossimo, partendo tutti da zero punti.

5. Quello di cui più mi preme parlare però è una notizia che mi ha molto rattristato, di cui ho letto solo sul QN cartaceo (che citava Panorama) e che googlando su internet praticamente non si riscontra (spero quindi si tratti di una bufala o di un semplice rumour non confermato: chi sa qualcosa, parli).
A qualche giorno dalla morte del mitico Philippe Noiret, De Laurentiis vorrebbe dar vita a un remake di Amici Miei, con questo cast:

il Perozzi < Massimo Ghini
il conte Mascetti < Claudio Bisio
l’architetto Melandri < Fabio De Luigi
il professor Sassaroli < Christian De Sica
(il Necchi < non riportato)

No comment.
Qualcuno fermi questo scempio: non rubateci l’anima (cit.).

Let’s do the T.A.R. Warp again

L’ultimo&sup1; (?) vergognoso e tragicomico atto di Calciopoli è andato in scena ieri sera.

Le premesse: viene annunciato che il verdetto della commissione arbitrale – che ricordiamo ha avuto quasi un mese per stilare la sentenza – sarà reso noto alle 17,30, dopo la chiusura della Borsa (2 tra le squadre coinvolte sono quotate).

ore 18,00: Nessuna notizia. Più tardi si fa sapere che la decisione verrà comunicata alle ore 21.

ore 20,30: la copertura mediatica è totalmente assente (pare che l’unica televisione a coprire l’elenco sia Sky). Del resto, Juventus e Milan non hanno molto da perdere ormai. Il Tg1 si chiude ripetendo che l’Ora X è alle 21.
Mi sintonizzo su Radioblu. C’è il Guetta già in onda da ore col suo Pentasport in edizione extended. Sta già male; io con lui.

ore 21,00: mentre mi preparo per uscire sperando di saperne qualcosa al più presto, continua l’agonia del Guetta, che in ordine sparso pubblicizza orgogliosamente il proprio blog, riceve le telefonate dei tifosi, intervista giornalisti sportivi (uno dei quali, che di lavoro segue la Fiorentina, ignorava che le tre giornate di squalifica del campo erano state congelate e non tolte…andiamo bene).

ore 21,10: ancora niente. Il Guetta non gliela fa più. Si mette a straparlare della televisione italiana, dell’amoralità del gioco dei pacchi e dello show della Clerici. Commenta il caso Gardini-Luxuria a colpi di qualunquismo spicciolo (sfancula entrambe, oltretutto attribuendo erroneamente a Luxuria la frase "mi sono sentita violentata" pronunciata dalla Gardini).
Nel frattempo continuano le telefonate dei tanti tifosi sulla spina. Il popolo viola è unito e trepidante in attesa di una "sentenza" che sarebbe comunque stata iniqua.
Si sa, le cose con la Fiorentina funzionano così.

ore 21,15: l’inviato da Roma comunica che l’oracolo arriverà intorno alle 21,30-22.
Da indiscrezioni pare che si stia ancora decidendo. Proprio così: dopo averci lavorato (?) per quasi un mese, comunicano un orario per la comunicazione di sentenze che non hanno ancora deciso.
Sembra che la posizione che più divide gli arbitri tra loro sia proprio quella della Fiorentina: ti pareva.

ore 21,30: stanno iniziando ORA a scrivere le sentenze. No comment.

ore 22.00: sono ormai uscito di casa, seguendo gli sviluppi di questo psicodramma dall’autoradio. La decisione arriverà a momenti, dicono.

ore 22.05: devo allontanarmi dalla radio per qualche minuto. Il terrore di non sentire la notizia in diretta.

ore 22,10: macchè, ancora niente.

ore 22,35: un’Ansa e poi l’annuncio ufficiale gelano Firenze.

Nessuno sconto al Milan, che resta a -8 (ma già gli era stata lasciata la Champion’s, che si vergognino in silenzio).
8 punti scontati alla Lazio, a cui resta un -3 (del resto è provata solo una violazione dell’art.1 sulla slealtà sportiva. Se si considera che la Reggina ha un -15 per sei violazioni analoghe, torna).
8 punti scontati ala Juve (che ai primi due posti di B ci sarebbe arrivata lo stesso, peraltro)
Sconto di ben 4 punti alla Fiorentina, a cui resta un bel -15.
L’ennesimo capolavoro di acrobazia giuridica (ma pochi si aspettavano sentenze che avessero un qualche senso: dal processo davanti alla CAF l’intero sistema della giustizia sportiva è andato irrimediabilmente a puttane). La ridicola accusa di illecito sportivo (art.6) nei confronti dei dirigenti viola per Lecce-Parma cade, ma è rimpiazzata al volo da un bella responsabilità ex art.9 (la società si sarebbe avvantaggiata degli illeciti di terzi: De Santis, Bergamo e Mazzini).

Finisce così: 15 punti in meno&sup2; senza alcun illecito. Per gli altri, penalità ridicole (tranne la B per la Juve di Moggi).
Nonostante Della Valle ne esca senza la più grave macchia dell’illecito, la società sta valutando un eventuale ricorso al TAR.
I tifosi lo chiedono a gran voce. Anche io lo auspico.

Gli svantaggi ci sarebbero:
altri 3 punti sicuri di penalizzazine per violazione clausola compromissoria (ma ci resterebbe lo sconto di un punto. Che culo!)
sconfitta al 99%, il T.A.R. del Lazio e il Consiglio di Stato non daranno mai torto a FIGC e CONI.
rischio di esclusioni dalle Coppe europee nei prossimi anni.
si può ottenere ben poco, anche in caso di vittoria.
Un risarcimento economico, forse.
La restituzione dei punti? Solo se la sentenza definitiva (Cons.Stato) arrivasse entro giugno (figuriamoci).

Una battaglia contro i mulini a vento, quindi. Io sono pronto.

&sup1; In attesa delle ultime pronunce arbitrali su Reggina e Arezzo, attese nei prossimi giorni, che però non dovrebbero portare grandi cambiamenti.
Per le puntate precedenti, vedi l’archivio, sotto la categoria sport. Anche se di sport c’è ben poco in questa storia.

&sup2; In realtà sono 45 punti: ci sono da aggiungere i 30 punti scalati dalla classifica finale dello scorso campionato (inflitti a noi come a Lazio e Milan) che ci hanno escluso dalle coppe.
La cifra di 30 punti, guarda caso, ha permesso al Milan di mantenere il suo posto in Champion’s per un punto.

Late Summer Wishlist

[Sì, sono tornato.
Problemi tecnici in via di risoluzione.
Aprire Bloglines e poi richiuderlo dopo aver scoperto centinaia di feeds arretrati, solo di blog.
Ok, calma e sangue freddo.]


Cara estate, non sei stata poi così terribile come temevo. A parte – s’intende – le sessioni di pioggia e freddo polare sistematicamente coincidenti coi pochi giorni in cui ero libero.
E a parte i mille problemi informatico-telematico-telefonici, che da ora in poi spero mi tormentino un po’ meno (ma ormai non mi illudo più).

Sì cara estate, sei stata tutto sommato più piacevole e sorprendente del previsto, per varie ragioni che non sto qui a riportare. Anche se l’unica vacanza che mi sono preso è stata quella forzata dal blog.

Adesso però ti prego, cara estate, per finire davvero in bellezza PORTATI VIA CON TE PER SEMPRE:

1) I cappellini del Papa. Visto che le nostre orecchie lo devono ascoltare, per lo meno che siano risparmiati gli occhi. Nell’ultima esibizione col look Ciccone-western alla Don’T Tell Me non si poteva vedere.

2) L’omofobia, a Torre del Lago e non.

3) Mammucari. In qualunque sua incarnazione televisiva.

4) Il Festivalbar, ormai da anni alla frutta ma quest’anno più che mai. Fare zapping e incappare nella Chiabotto che presenta i Muse NON fa bene alla salute.

5) L’Happy Hour di Ligabue. Visto che siamo già quasi dentro l’autunno, che almeno la Vodafone ci faccia la grazia di cambiare polpettone pubblicitario (non è detto che non si vada a peggiorare, lo so).
Con questo pezzo Ligabue ha ridefinito il concetto di cantautore rock bollito, avvicinandosi ai livelli di Vasco.

6) Le dichiarazioni dello stesso Vasco, che dopo aver invaso l’etere per anni e anni concedendo Senza Parole, Rewind, Vita Spericolata, Come Stai e chissà quante altre per massicce campagne pubblicitarie, adesso va su tutti i giornali per annunciare il primo sdegnoso rifiuto all’utilizzo di una sua canzone, "per rispetto delle emozioni dei fan". Mah.

7) Le dichiarazioni dei nazionali francesi di calcio che dal 9 luglio scorso ci insegnano la sportività e la correttezza. Avete avuto la vostra rivincita sul campo, adesso tacete, rosicate in silenzio e ci rivediamo tra 4 anni.

8) Le residue illusioni di una giustizia sportiva che segua un qualche criterio logico. E via anche un po’ di punti di penalizzazione della Fiorentina. Tutti colpevoli, nessun colpevole? Che siano allora sconti di pena e indulti per tutti (bleah).

9) Gli Amici di Bloody Mary e le loro velleità artistiche. Visto che l’inquietante e luciferino Unan1mous ha dimostrato che la collaudata formula "sangue, lacrime & rvm" funziona anche senza alcuna sovrastruttura, che ci vengano almeno risparmiate esibizioni imbarazzanti di canto e ballo.
Fateli scannare e basta come moderni gladiatori, tanto è questo ciò che tira.

Meno diciannove. E sempre meno passione.

Non capisco cosa avessero da festeggiare ieri sera i tifosi della Fiorentina allo stadio, vista la sentenza d’appello della Corte Federale.

Serie A, sì, ma con forte rischio di retrocessione, grazie alla penalizzazione record di 19 punti. Che tanto per intendersi, sono molto più pesanti (e difficili da recuperare) dei 17 toccati alla Juve in serie B (campionato più facile, specie senza Lazio e Fiorentina, nonchè con più partite a disposizione).

Cercherò di chiarire una volta per tutte l’idea che mi sono fatto sulla vicenda dalla lettura di buona parte dei verbali di intercettazioni (pubblicati ovunque), delle richieste di condanna e della sentenza di primo grado (idem). Mi concentrerò solo sulle disgrazie viola, lasciando perdere le riflessioni generali sulla lunghezza e qualità dei processi o sull’operato di Guido Rossi.

Anche se le motivazioni di appello non sono state ancora rese note, mi pare chiaro che la violazione dell’art.6 (illecito sportivo) da parte della Fiorentina non sia stata ritenuta provata (altrimenti la B sarebbe stata la pena minima), mentre costituirebbero una reiterata e grave violazione dell’art.1 (dovere di lealtà e e correttezza sportiva) le conversazioni (telefoniche e non) che i Della Valle e il dirigente Mencucci hanno avuto con Bergamo (designatore) e con Mazzini (vicepresidente federale).

In queste conversazioni i dirigenti della Fiorentina hanno protestato per le decine di episodi arbitrali sfavorevoli e sfortunati che avevano azzoppato il campionato 2004/2005 della Fiorentina.

E’ provato, dall’interpretazione sistematica della massa delle intercettazioni, che dietro a tutti questi episodi c’era un disegno preciso, ordito dal sistema di potere moggiano.

E’ provato altresì che l’intento era di spaventare ("bastonare") Della Valle e ridurre l’ostilità che quest’ultimo aveva manifestato a livello di Lega a Galliani (alleato di Moggi), nel dibattito sui diritti tv e sulla questione-presidenza.

Non è provato, invece, che i DV abbiano in qualche modo provato a influenzare il risultato di singole partite.
Di fronte a una evidente persecuzione, hanno "alzato la voce" (cercando di essere diplomatici – ma senza l’adulazione e il tono complice di un Lotito) con i massimi vertici del sistema, invocando arbitri capaci e imparziali. Senza scegliersi direttamente arbitri e guardalinee, come faceva il Milan.

Quali alternative avevano, in quella situazione (io quella stagione me la ricordo bene, quegli episodi non erano casuali)?
Sicuramente essere più attenti, accorgersi che certi personaggi erano tutt’altro che puliti e affidabili (Mazzini) e che certi incontri con Bergamo, anche in un ristorantre affollato, era meglio evitarli (anche se Rossi non si fa di questi problemi per incontrare Blatter).
Oppure tacere del tutto, non cercare nessuno, e finire in B.

Sono convinto che il comportamento dei dirigenti della Fiorentina non sia stato esemplare, che vada anch’esso sanzionato, se veramente vogliamo dare una ripulita al calcio (pur restando l’ambito di quest’inchiesta molto circoscritto rispetto al grosso del marciume che non è ancora venuto fuori).
La Fiorentina, quarta, avrebbe dovuto partecipare alla Champions’League. Toglierle le Coppe per un anno mi sembra una punizione equa. Eventualmente, con l’aggiunta di una penalizzazione simbolica, es. 3 punti. Per dare un segnale che l’epoca di certi "contatti" doveva finire, per tutti.

INVECE NO. Un’altra bastonata, questa qui ad opera di un tribunale (ma tanto siamo tutti felici, di fronte alla B minacciata dal primo grado di giudizio).
19 punti di penalizzazione, più 3 giornate di squalifica del campo, tanto per gradire.

Nel frattempo, il Milan se ne vola in Champions’League, con BEN 8 punti di penalizzazione per essersi scelto arbitri e guardalinee di proprio gusto. 8 punti di distacco dalle sole Inter e Roma, visto che la Juve non ci sarà, Lazio e Fiorentina sono messe peggio. Quindi, ricapitolando: Champions’League e forti chance nella lotta per lo scudetto.

La Lazio di quello pseudo-moralizzatore di Lotito, alleato di Moggi e Galliani fin dal suo ingresso nel mondo del calcio, se la cava con 11 punti in meno.

La Juventus, in B a meno 17, ha forse più probabilità dei viola di essere in A l’anno prossimo.

Diego Della Valle è allo stato dei fatti pubblicamente screditato e umiliato, con quasi 4 anni di inibizione.

I ricorsi di ogni tipo, da parte sua, sono sacrosanti. Purtroppo però sembra che il TAR non potrà modificare di troppo le cose. Mentre il massimo grado di giustizia sportiva, la Camera di Conciliazione del Coni è (come dice il nome) solo una camera di arbitrato, che potrà portare uno sconticino sui punti in meno (tra chissà quanti mesi: le vicende del Genoa nella stagione scorsa insegnano), ma non modificare il giudizio della sentenza sulle violazioni verificate.

Quello che non mi va giù è passare, noi, per corruttori.
La solita giustizia sportiva a rovescio. Per Firenze non è una novità.

Io non mi accontento.
Forse è meglio che almeno gli ultras lo facciano, così alla città di Firenze verrà risparmiata l’umiliazione di un altro blocco dei treni.
Forma di lotta che (in relazione a una vicenda sportiva) condanno senza se e senza ma – lo puntualizzo, visto che qui non l’avevo ancora scritto.

Della Valle a capo della cupola con Moggi

…questa la verità della CAF.

I verdetti di primo grado:

Juventus in B con meno 30 (ovvero probabile sosta in B per due anni)

Fiorentina in B con meno 12

Lazio in B con meno 7

Milan in A con meno 15 (ovvero fuori dalla Champion’s solo per un anno, visto che con l’agguerrita concorrenza della prossima massima serie il quarto posto sarebbe a portata di mano).

Fiorentina incastrata con successo e punita poco meno della Juve, più della Lazio e molto più del Milan (di cui evidentemente non è stata riconosciuta la responsabilità diretta).
Per ora non mi sembra che ci sia molto altro da commentare.

Era nell’aria. E con la Fiorentina è sempre andata così.

A Berlino… Va bene

Dopo che l’intera blogosfera si è espressa sulla finale mondiale, eccomi buon ultimo.

Un post a punti prolisso, lungo e disomogeneo, che nessuno leggerà. 

Ma devo scriverlo, per liberarmi da alcune tossine negative e per fermare le sensazioni positive.
(Update: qui una versione più sintetica, meno di getto e forse più leggibile del post)






Tutto è cominciato con la grande semifinale con la Germania, martedì scorso. Lì mi sono reso conto che ce la potevamo fare davvero. Non l’ho detto apertamente, ma ero molto ottimista, dentro.

Un peccato che l’emozione di quella semifinale, giocata meglio e vinta in quel modo, e quella dell’attesa per la serata berlinese (remember Leopardi?) siano state in fin dei conti superiori a quella per la vittoria finale.



E così ieri stavo guidando verso la casa in cui avrei seguito la partita in piacevole compagnia. Per l’autoradio, scelgo volutamente i Rolling Stones, il cui passaggio in Italia è imminente (domani, mi sembra). Pare che gli Stones portino bene, nell’82 il loro concerto italiano era il giorno della finale.
Coincidenze interessanti, come quella che vuole una Italia dal ’70 in finale mondiale ogni 12 anni – e vincente una volta no e una sì (questa era la volta-sì).


O come quella che vuole l’Italia vittoriosa in semifinale contro la nazionale del Papa in carica, nell’82 come quest’anno.



Nel gruppo di ascolto l’abbrutimento è generale e non risparmia le rappresentanti del gentil sesso. Memorabile il commento di una gentile donzella all’inquadratura di una bella tifosa tedesca ("ma vaffanculo, figadilegno").

Altre persone non reggono la tensione e moltiplicano le fughe-sigaretta in terrazza.

Dal canto mio, vengo ben presto posseduto dal germe della bulimia: tra una birra e l’altra ingurgiterò golosità varie durante l’intero arco dei 120 minuti.



Una vittoria ai rigori dà meno soddisfazione a chi vince, non c’è niente da fare. Però è infinitamente maggiore la sofferenza di chi perde. E se tra gli sconfitti ci sono personaggini come Trezeguet (supponente e antipatico goleador bianconero e come se non bastasse giustiziere dell’Italia a Euro 2000), Barthez (che ispira odio alla sola vista, da sempre) e Zidane (che pur con tutta la sua classe non mi ispira nessuna pietà, dopo quel gesto insensato), il sadismo del tifo contro si scatena in tutta la sua crudeltà.





L’arcinota e stracitata immagine di Zinedine Zidane che si allontana dal campo di gioco (su cui non tornerà neanche per ricevere la medaglia d’argento) voltando le spalle alla Coppa Del Mondo resterà, che lo si voglia o no, il momento topico dei 120 minuti di gioco. Di fronte a quell’immagine ho avuto, di nuovo, un buon presentimento.



Il tifo contro, dicevo poco sopra. I fiorentini ne sono maestri. E così in riva all’Arno, mentre scarseggiano gli inni all’Italia e ai suoi giocatori, il coro più diffuso ripete con insistenza che "la mamma di Zidane è una maiala", mentre inevitabilmente "il babbo di Zidane è un beccarone".



Io sono quella folla becera, in parte. La mia gioia è l’umiliazione francese e poco altro. Ah sì, pure la soddisfazione per aver visto premiati giocatori come Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Grosso, Gattuso, che in campo hanno dato l’anima. Aggiungo a loro anche lo sfortunato Luca Toni, fermato a quota due gol da turn over, pali e traverse, che in diverse partite ha cantato e portato la croce lì davanti, tra le botte degli avversari.



Però al tempo stesso
da quella folla mi sento anche lontano. I caroselli di ieri sera erano emozionanti, lo spettacolo della moltitudine accorsa in piazza pure. Però i festeggiamenti prolungati non fanno troppo per me.

O forse preferirei che tutti festeggiassero e scendessero in piazza anche per altre cose.

O forse con certa gente non avrò mai niente in comune: al diavolo la retorica del calcio che unisce un paese spaccato.



Epperò in tribuna a Berlino c’erano Napolitano e la Melandri.

E oggi è stato Prodi a ricevere gli azzurri a Palazzo Chigi.

Qualcuno, forse rintanato nella sua villa in Brianza, sta rosicando tantissimo pensando alle barzelette che avrebbe potuto proporre nell’occasione e alle mancate gags tedesche con la Merkel.



Io non sono un buon tifoso della Nazionale.

…Perchè non dimentico del tutto il sistema Moggi-Carraro-Galliani e il regalino che potrebbe fare alla mia squadra nei prossimi giorni.

…Perchè non amo i giocatori che intonano slogan fascisti, nè i provocatori tatuati che flirtano con le curve destrorse.

…Perchè Camoranesi è un argentino italianizzato e poi imposto in Nazionale per il tornaconto sportivo-economico della Juve e di Moggi, che oltretutto gioca senza passione e senza foga.

…Perchè l’inno di Mameli continua a non piacermi.



…Perchè odio Totti: il giocatore, il personaggio, l’isteria collettiva nei suoi confronti di cui è preda tutta la capitale e metà del paese. Del resto, metà del paese vota quello.

Quando Totti è uscito dal campo l’ho fischiato. Ho inveito contro di lui anche durante la premiazione. Lo sto facendo anche durante la stesura di questo post, mentre la Rai sta trasmettendo la demagogica esibizione del campione del mondo Totti + altri 21 giocatori al Circo Massimo.
Ma quando Totti è uscito dal campo io ero felice, perchè il Circo Massimo può applaudirlo quanto vuole, ma questa vittoria non è sua.




Seven Nation Army è una bella canzone. Il coro coatto che ne deriva no.


…All’OlympiaStadium di Berlino avevano decisamente più gusto: prima della premiazione l’organizzazione ci ha deliziato con una versione orchestrale di Go West. Se aggiungiamo che la musica dello spot Rai che celebra la vittoria azzurra è The Power Of Love dei Frankie Goes To Hollywood, possiamo concludere che si tratta dei mondiali più gay di sempre.



(Chiusa)

Il 2006 tutto sommato sta proseguendo bene.


(Chiusa-bis)
Ho goduto tantissimo, eh. Perchè forse dal post non si è mica tanto capito.
Insomma, abbiamo imparato a battere i rigori!!!
 
(Chiusa-ter)

E ora stringiamci a coorte, viola: siam pronti all’ennesima mazzata per colpe non nostre.

(Chiusa-quater)
Viva l’Italia. Come slogan, preferisco buttarmi su De Gregori.

Mondialismo Tascabile

E senza quasi che ce ne accorgessimo, tra un’intercettazione e un’elezione, i Mondiali di calcio sono alle porte.

Qui si tifa Luca Toni senza se e senza ma, dopo quel che ha dato alla causa viola quest’anno. E non importa se puzza lontano un miglio di calciatore-fascio-avido-con-strappona-al-seguito (mica il primo, del resto) e se emigrerà su altri lidi subito dopo l’avventura tedesca, o durante.

Si sarebbe tifato anche per la faccia pulita di Cristiano Lucarelli, il Napolitano della Serie A, il cattocomunismo fatto bomber – anche se in Germania lui sarebbe stato l’ultima scelta.

Ma il futuro radiato Lippi gli ha preferito gli inutili Inzaghi e Iaquinta. Se va tutto bene, marciranno loro in panchina.

Pronostici non ne faccio, e poi in fondo prevedo che il mio tifo sarà più tiepido del solito (scandali a parte, il nuovo inno Cuore Azzurro dei Pooh non invoglia a sperare in un lungo cammino dell’Italia).
Anzi un pronostico sì: la rovina dell’Italia sarà, per l’ennesima volta, puntare Tutto su Totti.
Si è già visto che, pur essendo il cuore della manovra azzurra, è inaffidabile nelle grandi occasioni: ma continuiamo così e facciamoci del male.
Le smentite saranno gradite, comunque.

Ma tutto questo post non era altro che una scusa per segnalare la fresca nascita di questo blog, in cui alcuni noti (indie)bloggers hanno unito le forze per sopperire alla dipartita del Biscardone dalle ribalte televisive nazionali.

Lettura consigliata a: nostalgici di notti magiche, amanti del bel gioco, osservatori divertiti.

Da John Locke al Guetta passando per Alias

Ieri è finita la prima serie di Lost e l’inquietante saga isolana dà l’arrivederci all’anno prossimo (almeno a me e agli altri comuni mortali a cui sono negate le gioie del Torrent e delle puntate americane scaricate in tempo reale).

Tuttavia questa estate molti tifosi di calcio (viola compresi, ahimè) non sentiranno la mancanza della botola, del fumo nero, degli “altri” e degli sguardi enigmatici di John Locke.
A mantenere alta l’adrenalina e l’ansia ci penserà infatti l’allegro calderone ormai ribattezzato Calciopoli (anche se io preferivo il Moggiopoli a cui si era spinto qualcuno).
A getto continuo arrivano ogni giorno nuove intercettazioni. Non solo non ci si fa a parlarne, ma neanche a leggerle tutte.

Questa notiziola però la voglio segnalare, perchè è davvero curiosa e credo non sia troppo nota a livello nazionale. Avete presente il presunto dossier contro Della Valle saltato fuori nelle prime intercettazioni?
Sembrava che intermediari legati alla Juve e al Milan avessero preso contatti con oscuri personaggi fiorentini, per ottenere informazioni su manovre edilizio-affaristiche poco chiare dei Della Valle (che avrebbero coinvolto anche il Sindaco) e poterli quindi meglio ricattare.

Nei giorni successivi è venuto fuori che questi personaggi fiorentini sarebbero dei cani sciolti del tifo viola, ribattezzati in un primo tempo i golpisti.
Adesso però questi golpisti passano al contrattacco, dichiarando che la loro era un’azione di controspionaggio.
Insomma,avrebbero fatto il doppio gioco per far venire allo scoperto i ricattatori e poi denunciarli.
Restiamo in attesa di sviluppi, ma questa vicenda comincia a diventare affascinante.

 



Sempre in tema di patemi viola, ho fatto una scoperta allucinante.
Se soffrite per quanto sta accadendo alla Fiorentina e volete stare ancora più male, potete seguire tutti gli sviluppi anche sul blog di David Guetta.
Spiegazione per i profani: il David Guetta di cui parlo NON è il noto dj e produttore house francese, bensì il suo omonimo: lo storico, ansiogeno radiocronista delle partite della Fiorentina su Radioblu.
Non conoscete i’Guetta? Per i tifosi viola è un’istituzione. Magari ne parlerò un’altra volta, nell’ambito di qualche post dal tono nostalgico-tifoso. Ora non voglio dilungarmi e segnalo solo il suo blog (oggi ne aprono uno davvero tutti!).

Meglio non cercare presagi in tutto ciò

I buoni, quelli che della vittoria hanno un bisogno estremo, all’inizio dominano, giocano bene, meritano la vittoria.



Nel finale i soliti noti, quelli che la spuntano sempre con qualche trucco, quelli che stavolta sembravano davvero bolliti e in disarmo, prima raggiungono immeritatamente il pareggio e poi rischiano pure di vincere.



Mamma mia.

La Marcia *da* Roma

E ci risiamo.
Domenica c’è una partita molto importante per la classifica, Fiorentina-Roma. E invece di parlare di calcio, come consuetudine con le due care squadre della capitale, a Firenze tiene banco l’allarme-invasione degli ultras romani.

L’antefatto. La Fiorentina, che ricordiamolo è quella che gioca in casa, ha uno stadio da poco più di 40.000 posti e oltre 24.000 abbonati. I biglietti venduti per la sfida di domenica erano ieri 15.600, i posti disponibili sono rimasti pochissimi.

A Roma sono stati inviati 2.450 biglietti, tutti già venduti. La Roma ne avrebbe voluti 5.000.
Nella capitale si parla di un invasione di 10.000 tifosi.
Le famigerate e agguerrite radio romane lanciano appuntamenti per ritrovarsi tutti al casello autostradale di Fiano Romano, per poi procedere dal paese della Ferilli fino a Firenze.


Nei giorni scorsi si è tenuto un vertice per la sicurezza al Viminale tra la Fiorentina, i prefetti delle due città eccetera. La Roma ha disertato l’appuntamento.


Il prefetto di Roma Achille Serra (già prefetto a Firenze in passato) dichiara che serve dialogo, che serve un atto di buona volontà. Così dichiarava ieri a La Nazione: "La Roma non è l’Atalanta. Questa è una città con tre milioni di abitanti, distante un’ora e mezza da Firenze: bisogna rispettarla, anche nelle sue passioni".
 
Come dire, i tifosi della Roma hanno il diritto divino di spadroneggiare ovunque: andare a Firenze e prendersi mezzo stadio, andare magari ad Empoli e prenderselo tutto.

Ma la strategia della Roma, avallata in questo dal prefetto, sembra chiara nelle dichiarazioni successive di quest’ultimo: "Diciamo che di fronte a una dimostrazione di buona volontà della Fiorentina, la Roma sarebbe stimolata a impegnarsi direttamente nel tentativo di trattenere i suoi tifosi".
 
Insomma, un vero e proprio ricatto: dateci altri mille biglietti e ci impegneremo per la sicurezza, altrimenti ce ne laviamo le mani e avrete la città invasa dai teppisti, vedetevela voi.

Si apprende intanto che i biglietti lasciati invenduti, su suggerimento delle autorità fiorentine di pubblica sicurezza, sarebbero ben 3.000. Una quantità maggiore a quella corrispondente alla "zona cuscinetto" che deve essere sempre lasciata libera.

Con la legge Pisanu e l’avvento dei biglietti nominativi doveva esser finita, in teoria, l’epoca dei teppistame che affronta una trasferta, si presenta allo stadio senza avere il biglietto e viene fatto entrare gratis per evitare problemi di ordine pubblico: il tutto a danno degli abbonati e degli spettatori civili e paganti, che – a Firenze è successo spesso, con le squadre romane – sono sottoposti a disagi e spostamenti forzati, o addirittura restano senza posto.

Tutto questo in teoria: in occasione di queste partite a rischio, si è visto che le preoccupazioni di sempre restano.

Mi chiedo: ma come è possibile che alla Roma (il discorso vale anche per la Lazio) sia sempre permesso di adottare questo atteggiamento menefreghista e complice nei confronti dei propri ultras?
La responsabilità delle società e il loro obbligo di collaborazione vale solo in certi casi?
La mano sempre leggera della giustizia sportiva verso le due società della capitale, quando si verificano degli incidenti, non ha nulla a che fare con il loro appoggio al "Palazzo"?
Se arrivano migliaia di tifosi senza biglietto e mettono a ferro e fuoco un quartiere, non è possibile far loro un bel DASPO collettivo, in modo da scoraggiare altri loro colleghi a comportarsi così in futuro?

Sono io il solito illuso, lo so: in questo campo non vale la legge dello Stato, ma quella del più forte, o della città più popolosa, come direbbe il prefetto di Roma.
Ma perchè non ci si può mai godere l’attesa di una bella e decisiva partita senza preoccuparsi per i possibili danni a un’intera città?

Della Valle leader dell’Unione

A margine della polemica Unipol-D’Alema-Fassino-Berlusconi, dopo lo stop, voluto dal partito-azienda-squadra di Berlusconi, al progetto di legge per tornare alla  contrattazione collettiva (ne parlavo qui), è ormai il caos totale sulla questione diritti tv del calcio.
 
Garrone della Sampdoria minaccia lo sciopero contro le 3 grandi. 
Della Valle dà a Berlusconi di bugiardo e viene minacciato di querela
Confalonieri a nome di Mediaset nega l’evidenza e intanto rivende a Sky i diritti della Juve sul satellite.
 

Ancora poche ore…(titolo di cattivo gusto)

 
Vorrei provare a chiudere in leggerezza, perciò inizio postando una simpatica serie di coincidenze calcistiche e non,  che verso giugno ha girato tantissimo per mail…
 
1978:
 
– Muore il Papa (anzi, due..)
– La Juve vince lo scudetto
– Il Liverpool vince la Coppa Campioni
– La Fiorentina si salva all’ultima giornata
– L’Inter vince la Coppa Italia
– L’Ascoli è promosso in Serie A giocando l’ultima partita con il Modena
 
Due anni dopo (1980) il Presidente del Milan fu arrestato e il Milan finì in B…
 
 
2005:
 
– Muore il Papa
– La Juve vince lo scudetto
– Il Liverpool vince la Champions League
– La Fiorentina si salva all’ultima giornata
– L’Inter vince la Coppa Italia
– L’Ascoli si è qualificato per i playoff-promozione in A battendo all’ultima
giornata di campionato il Modena.
 
Stando così le cose, mancherebbero ancora poche ore per liberarsi di un peso sgradevole subito e di un altro in via differita…
 
Ma siccome certe cose non si augurano a nessuno (e parlo sul serio stavolta), mi limito ad augurare buon anno nuovo a chi passasse di qui.
 
Il 2005 ha portato tante belle notizie sotto certi aspetti; ha putroppo anche visto l’ennesima sequela di guerre insensate, attentati, tragedie.
Si è portato via ad esempio Nicola Calipari, uno di quegli italiani che ogni tanto ci fanno vergognare meno del nostro paese. In un’altra di questi italiani, Rita Borsellino, sono riposte molte speranze di cambiamento di una intera Regione, e non solo.
 
I venti di una nuova Tangentopoli ultimamente stanno spazzando via un po’ di farabutti dal marcissimo ambiente della finanza italiana. Al solito, cambierà molto perchè alla fine non cambi nulla.
…succederà così anche con le prossime elezioni politiche? Molte posizioni sconcertanti dei leader dell’Unione ce lo fanno sospettare (sempre che non riescano direttamente nell’impresa di perdere anche queste elezioni, e ci sarà davvero da far loro i complimenti in questo caso…loro ci stanno provando in tutti i modi).
 
Basta, non dico altro. Dicevo, che il 2006 porti belle novità e serenità, a me, al mondo e a tutti quelli che passassero di qui. Un saluto particolare a Vertigo, Aelred e AnelliDiFumo, che sono stati un po’ mentori coi loro consigli, un po’ tra le fonti di ispirazione per la recente nascita di questo blog. Ma anche a tutti gli altri che hanno onorato della loro visita questo sciocchezzaio.
Auguri!