Florence Queer Festival 2012

Torna il Florence Queer Festivalfestival di cinema e cultura glbt-etc. che quest’anno compie dieci anni, e ha l’onore di aprire la 50 giorni di cinema internazionale a FirenzeCome ogni volta da qualche anno a questa parte, essere coinvolto a vario titolo – nel mio piccolo – nei suoi preparativi mi fa ricordare soltanto all’ultimo momento che magari ecco, un blog ce l’ho e un post in merito potrei anche scriverlo.

Il tempo stringe, perché se i primi appuntamenti collaterali ci sono già stati, da oggi si entra nel vivo. Quindi facciamo così, prima di tutto sgombro il campo dal “conflitto di interessi” e vi ricordo i due appuntamenti che mi vedono più direttamente coinvolto:

1) OGGI mercoledì 24 ottobre alle ore 19, presso il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, c’è l’inaugurazione della mostra personale della fotografa sudafricana Zanele Muholi (Zanele Muhoi Visual ARTivist).
Sarà presente l’artista, maggiori informazioni e anteprima fotografiche le trovate qui, e se volete diffondere l’evento FB lo trovate qui.

L’ingresso è gratuito sia alla mostra (che prosegue fino al 18 novembre negli orari che potete trovare ai link sopra) che ovviamente all’inaugurazione.
Potete anche approfittare dell’apericena con djset dei dj di QueerAboard (Pink Panther dj e, appunto, il sottoscritto).

2) Dopo la settimana di film al Cinema Odeon a Firenze, cuore del festival (25>31 ottobre), giovedì 1 novembre ci sarà il party di chiusura del FQF 2012 (che tuttavia non esaurisce gli appuntamenti collaterali). La serata si terrà al Viper Theatre, già teatro delle prime annate del QueerAboard, e riprende per una sera quella che era stata la felice formula di quelle feste: musica dal vivo e a seguire party con djset. Sono particolarmente lieto del fatto che quest’anno la sezione “Queer Music” del festival, curata da David Drago (Radio Insieme), ha aperto alla presenza all’interno del festival di diverse band di pop/rock indipendente, che nei loro testi affrontano anche l’amore tra persone dello stesso sesso, senza stereotipi né imbarazzi.
In particolare, la serata al Viper del 1 novembre sarà aperta dal live dei fiorentini The Half Of Mary, seguito da quello del cantautore emergente Fabio Cinti.
Da mezzanotte in punto, spazio alle danze con i djset by Queeraboard – e qui torno in gioco anch’io.
Anche qui, se volete partecipare e sostenere e diffondere, c’è un evento FB apposito.

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TUTTO IL RESTO: ricordo che sul sito ufficiale del festival si trovano sia il programma completo dei film sia quello delle sezioni collaterali Queer Music, Queer Art, Queer Book, Queer Theatre, con relativi eventi. E da quest’anno il Festival ha anche una ricca pagina facebook ufficiale.
Sui film, aggiungo il link all’approfondito comunicato stampa del festival relativo al cinema, e rimarco alcuni tra gli appuntamenti più attesi dal sottoscritto o comunque obiettivamente più di richiamo:

Jobriath A.D. di Kieran Turner (2012), documentario sulla storia di Jobriath, prima rockstar apertamente gay ad avere un contratto discografico per una major;

– la “sezione vintage”, che ripropone grandi film come Velvet Goldmine, Demoni e dei e il documentario The Celluloid Closet (Lo schermo velato);

– The Perfect Family di Anne Renton (2011), film con Richard Chamberlain e soprattutto Kathleen Turner che interpreta il personaggio di una madre pia e premurosa ossessionata dal mantenere una famiglia perfetta. Non serve altro per farmi fiondare a vederlo;

il concorso VideoQueer, che regala spesso delle perle e che quest’anno ha “liberalizzato” la durata massima delle pellicole in gara portandola fino a mezzora, tant’è che i corti vengono proiettati in giorni diversi (in concorso c’è anche un video di Immanuel Casto “in panni borghesi”!);

Cloudburst di Thom Fitzgerald (2011), roadmovie interpretato dalle attrici premio Oscar Olympia Dukakis e Brenda Fricker;

Matthew Bourne’s Swan Lake 3D di Ross MacGibbon (2011). Quello che dice il titolo: il celebre coreografo inglese Matthew Bourne reinterpreta con un corpo di ballo maschile il Lago dei cigni di Tchaikovsky. Uno spettacolo andato in scena per la prima volta nel 1995 in un teatro del West End di Londra e coronato da grande successo, qui ripreso appunto in 3D;

… e poi tanti altri documentari e commedie in anteprima e/o in esclusiva, con approfondimenti su varie tematiche e squarci sulle realtà di paesi come Cuba, Turchia, Libano e Indonesia. Insomma, mano al programma – e ci vediamo (anche) all’Odeon!

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Jobriath A.D. (trailer)

Fabio Cinti – Loop

The Half Of Mary – Shiva Rasta Road

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Outsiders gets a life

Tra le novità che bollivano in pentola ultimamente da queste parti c’era la creazione, ebbene sì, di una pagina facebook Outsiders.  Non si tratta della pagina del blog (cosa che avrebbe senso solo se il blog fosse molto più letto e aggiornato con frequenza, cosa che attualmente non è più), ma rappresenta in qualche modo lo sbarco prima sul social network cattivo per eccellenza e poi “offline” della filosofia che è sempre stata alla base del mio modo di parlare di musica qui prima e dei miei propositi più ambiziosi come dj da quando ho iniziato.

L’obiettivo sarebbe dare una sorta di continuità e cornice a una proposta djistica che vada oltre il “mistone che funziona” e il revival, che si rivolga in primo luogo al pubblico che frequenta i live e segue la musica emergente e che quando è il caso lo faccia ballare (cosa  difficilissima a Firenze), e che allo stesso tempo coinvolga anche chi è abituato ad ascoltare e ballare sempre le stesse cose ma ha in sé l’elasticità mentale per aprirsi ad altro.

Volendo andare oltre la definizione (ormai inutile nel 2012) di “serata indie” e volendo spiegare con un filo di retorica in più il “mini-manifesto” anglofono che trovate a fondo post, potremmo dire così:

Vogliamo ascoltare musica e ballarla quando usciamo a Firenze:
vogliamo farlo anche con la musica nuova con le chitarre,
vogliamo farlo anche con l’electropop senza steccati e pregiudizi,
vogliamo scoprire pezzi nuovi che ci piacciono davvero senza la smania del nuovismo,
vogliamo celebrare le radici anni 80 e postpunk di questa città utilizzandole come un trampolino per scoprire altro
.

Se tutto ciò resterà confinato a qualche serata o avrà più ampi sviluppi, se coinvolgerà anche altri, se in futuro sfocerà in collaborazioni con altre entità o con eventi live (tutte cose a cui il progetto è aperto), è ancora tutto da vedersi.
Per ora c’è la pagina che vi invito a diffondere tra i vostri amici fiorentini (e non), e c’è la piccola ma spero piacevole serata di domani sera, in un posto accogliente e fresco (e in questa settimana tutta a 40° all’ombra non è poco). Serata con il cui lancio concludo (non prima di aver ringraziato ed essermi  scusato con Mr. James Murphy).
UPDATE: la serata è andata bene oltre le mie più rosee aspettative, tanto che martedì 11 settembre si replica! Di seguito troverete anche i dettagli sulla seconda…

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mercoledì 22 agosto – Outsiders Night!

L’anticiclone Lucifero sulla città, Morrissey alle spalle, le vacanze pure, i prossimi concerti troppo lontani: per gli Outsiders fiorentini è tempo di uscire dall’apatia estiva e ritrovarsi al fresco della terrazza del The Dock (parco dell’Albereta).
Aperitivo per chi vuole dalle 19,30 alle 21. Dalle 21 (chiusura alle 1), si balla e si beve con djset by Dis0rder (Outsiders\\Glue/Ponterotto/QueerAboard…).

Evento FB – Join Outsiders FB page 
(indicazioni stradali)

Outsiders is:

in*ie // post.punk // alt.rock // moz.pop //

synth.explosions // 80s.gems // jangly.guitars //

mad.chester // new.wave // electro.tunes //

brit.goldies // pitch.folks // alt.it // more…

happy dancefloors for happy people.
sick pop for healthy lives.

Outsiders is pro-live, pro-dancing, pro-choice.

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martedì 11 settembre – Outsiders Night #2 – Shine on, Summer!

Dopo aver sconfitto “Lucifero” con un’affollata serata in pieno agosto, con il prolungarsi dell’estate a grande richiesta la Outsiders Night concede il bis!
Sempre sulla terrazza del The Dock (parco dell’Albereta).
La formula non cambia (la musica ovviamente sì!): aperitivo per chi vuole dalle 19,30. Dalle 21 (chiusura alle 1), si balla si sparla e si beve con djset by Dis0rder (Outsiders\\Glue/Ponterotto/QueerAboard…).
Perché come dicevano quelli, Summer Here Kids!

Evento FB – Join Outsiders FB page
(indicazioni stradali)

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Outsiders is:
in*ie // post.punk // alt.rock // moz.pop //
synth.explosions // 80s.gems // jangly.guitars //
mad.chester // new.wave // electro.tunes //
brit.goldies // pitch.folks // alt.it // more…

2012: QueerAboard is back!

[Nell’utilizzo del blog a fini autopromozionali non ho mai brillato per efficacia e puntualità, e anche questa cosa la pubblico soltanto il giorno prima. In ogni caso.]

Domani sera – venerdì 9 marzo – ritorna, dopo oltre un anno di pausa, una serata di cui in questo blog ho parlato più volte, prima da semplice frequentatore e poi più “da insider”, visto che nel 2010 mi sono ritrovato in consolle anch’io.

Si tratta di QueerAboard, la festa rainbow fiorentina per tutt* aperta a un pubblico trasversale e intergenerazionale, organizzata dai volontari delle associazioni Ireos e Arcilesbica Firenze (e no profit: gli utili vengono reinvestiti nelle attività delle associazioni).

Archiviate le tre stagioni al Viper, QueerAboard torna in una nuova location meno decentrata, l’EX3 – Centro per l’Arte Contemporanea Firenze a Gavinana (viale Giannotti 81; accanto alla Coop della zona, per intendersi); location già animata in questi anni da vari concerti ed eventi, che hanno affiancato le mostre ospitate dallo spazio espositivo vero e proprio.

 

 Queste le novità presentate dalla serata di domani (ovviamente si tratta di una one-night periodica, non avrà frequenza settimanale…):

INGRESSO LIBERO tutta la sera: dalle 22.30 fino a tardi. Ognuno potrà far partire la festa all’ora che vuole.

– Dalle 22.30 alle 24 “Queer Happy Hour” con sconti sia sui cocktail che sulle altre bevute

2 dancefloor, con 66sixties aka Pink Panther dj e Dis0rder.

Non vi anticipo troppo, se non che dovreste trovarmi nella sala più “alt” e che rispetto al Viper non rimarrò legato al revival (che caratterizzava il vecchio caro “bunker”), ma svarierò un po’. Un primo indizio su dove potrei andare a parare è in questo video-anteprima confezionato con tanto amore e cialtronaggine tecnica dai Dis-laboratoires. Gli impudenti accostamenti e la scelta della colonna sonora non sono casuali.


Per altre info (ci troverete anche quelle sulle serate successive):
http://www.facebook.com/Q.Aboard
http://www.ireos.org/
http://www.facebook.com/events/229671737129142 

(oltre che ovviamente sul mio profilo FB, dove ho sempre segnalato via via tutti gli impegni djistici di cui mi sono dimenticato di parlare qui ultimamente)

Florence Queer Festival 2011

Insomma, oggi inizia all’Odeon la IX edizione del Florence Queer Festival 2011, di cui già ho abbondantemente parlato online in altre sedi.
Siccome non ho tempo di scrivere un post mio anche breve di presentazione, qui sul blog stavolta farò una cosa che non faccio mai, ovvero copia-incollare pari pari senza neanche cambiare la formattazione il comunicato stampa ufficiale diffuso nei giorni scorsi alla presentazione del Festival.
Aggiungo solo che qui si trova il programma completo dei film e che giovedì 1 dicembre, giorno di chiusura del Festival, ci sarà presso la discoteca Doris in via dei Pandolfini il Florence Queer Party, festa di chiusura che mi vedrà tra i dj.
Maggiori dettagli qui o altrove nei prossimi giorni.

Florence Queer Festival 2011

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COMUNICATO STAMPA

ll documentario candidato all’Oscar 2011 “We were here” di D. Weissman, retrospettiva W. Schroeter, focus Svezia

9° Florence Queer Festival: il valore sociale del cinema che racconta le differenze

William Burroughs, Fred Hersch, Frida Kahlo e Akihiro Miwa tra i protagonisti delle opere in programma

Con 48 titoli in programma, 21 anteprime nazionali e quattro focus speciali il cinema queer sbarca all’Odeon di Firenze, dal 25 novembre all’1 dicembre 2011, con la nona edizione del Florence Queer Festival all’interno della 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze. Sul grande schermo saranno presenti, tra gli altri, la vita, le opere e i lati oscuri del leggendario autore americano della Beat Generation nel documentario “William Burroughs: the Man within” di Yony Leyser; uno dei più grandi pianisti e compositori jazz viventi, Fred Hersch, nel documentario “Let Yourself Go: The Lives of Jazz Pianist Fred Hersch” di Katja Duregger (prima nazionale); le torture e persecuzioni in Spagna durante la dittatura di Franco in “El muro rosa” di Enrique del Pozo e Julian Lara; I colori di Frida Kahlo e il suo incontro immaginario con la ballerina Anita Berber nella Berlino degli anni venti in “Frida e Anita” di Liz Rosenfeld; il documentario candidato all’Oscar “We were here” di David Weissman sul dramma dell’AIDS a San Francisco. In programma anche la prima nazionale di “The Green” di Steven Williford, nel cast Julia Ormond, nei panni di un avvocato lesbica, alle prese con un caso di molestie e il film indipendente e low budget “Weekend” di Andrew Haigh, fresco del successo al Festival del Cinema di Roma, sulla relazione tra un bagnino e un artista. E ancora una retrospettiva dedicata al cineasta tedesco, recentemente scomparso, Werner Schroeter(che include anche il documentario in anteprima nazionale “Mondo Lux” di Elfi Mikesch con le testimonianze di Isabelle Huppert e Wim Wenders), un focus sul cinema LGBTQ svedese contemporaneo, una selezione di cortometraggi provenienti dal Kashish 2011 Mumbai International Queer Festival, una giornata dedicata alla lotta all’AIDS e due concorsi video per registi emergenti.

“Il Festival, oltre che un importante evento culturale – sostiene Fabrizio Ungaro, presidente di Ireos (associazione che cura l’organizzazione del Festival) – è anche un’occasione di riflessione sul valore delle differenze e di rivendicazione sociale. Un’edizione articolata e ricca di opere che contribuisce, con la sua radiazione, a migliorare le condizioni non solo di lesbiche, gay e transgender ma anche di altre minoranze, sessuali e non, nel nostro paese”.

 

 ”Il Florence Queer Festival – affermano Bruno Casini e Roberta Vannucci direttori artistici del Festival –  è una manifestazione culturale di impegno e crescita sociale che offre a tutta la cittadinanza una ricca rappresentazione artistica della comunità gay, lesbica e transgender e un’occasione di stimolo e riflessione per combattere i pregiudizi, gli stereotipi e le discriminazioni”.

Evento inaugurale, 25 novembre ore 20.30

 

Il Trionfamento del Noi. Qual è lo stereotipo? Gay esibizionisti che cantano canzoni, in playback, di cantanti donne dalla vita più o meno tragica (e/o ridicola) in contesti di imbarazzante inadeguatezza. Abbattendo gli stereotipi, Il Trionfamento del Noi, un nutrito gruppo di gay canterini, presenterà un medley di canzoni che esprime tutto il queer di cui è capace.

 

A seguire sarà proiettato il film “Fit” di Rikki Beadle Blair, un gioioso omaggio al ritmo, alla recitazione, alla danza e alla vita attraverso le storie di sei teenager inglesi che frequentano una corso di danza alle scuole superiori e si interrogano sulla sessualità: le lezioni di ballo diventano incontri terapeutici sulla diversità, sui sentimenti repressi, sulla paura del coming out.  Alla presenza del regista.

Prima del film saranno proiettati, in anteprima nazionale, due cortometraggi del video-artista israeliano Roy Raz, presente in sala: “The Lady is dead”, un’opera onirica e surreale avente per fulcro l’amore omosessuale con il sottofondo musicale di “In this shirt” degli Irrepressibles e “I Won’t Let Go”, tra una ricostruzione chirurgica del corpo femminile e una surreale pioggia di pasticcini.

 

Documentari e film:

Nella sezione documentari il festival presenterà quattordici titoli: “William Burroughs: the Man within” di Yony Leyser, con le musiche di Patti Smith e Sonic Youth la storia dell’autore americano raccontata da Peter Weller (protagonista de Il Pasto Nudo di David Cronenberg), attraverso immagini d’archivio. “Soi Cumbio” (anteprima  nazionale)  di Andrea Yannino sul fenomeno dei flogger che in Argentina ha creato una versione particolare di social network.“Lost in the Crowd” di Susi Graf (anteprima nazionale), un toccante documentario che segue un gruppo di giovani, transgender e omosessuali, che vivono come senzatetto nelle strade di New York: una forte denuncia sociale di un fenomeno che solo a NYC riguarda oltre 20.000 giovani. “One of Seven” (anteprima  nazionale) di Goel Pinto, un viaggio affascinante attraverso i momenti più importanti della vita del giornalista e critico cinematografico Goel Pinto tra integralismo religioso, identità etnica e omosessualità; “Yo soy asi” (anteprima  nazionale) di Sonia Herman Dolz, dedicato al “Bodega Bohemia” storico locale di Drag Queen di Barcellona che ha ispirato anche lo spettacolo teatrale “Gardenia”; “Miwa: à la recherche du Lézard noir” di Pascal-Alex Vincent, sulla storia dell’eroina del film « Le Lézard Noir »(1968) interpretata da un uomo, Akihiro Miwa, popolarissima drag queen, cantante, cabarettista, attrice giapponese, attivista per i diritti LGBTQ, icona queer del Sol Levante. “Gen Silent” di Stu Maddux, sulla condizione delle persone LGBT anziane che dopo aver combattuto per i diritti della comunità, in vecchiaia si trovano nuovamente emarginati dal sistema e in alcuni casi dalle famiglie; “Orchids: My Intersex Adventure” (anteprima  nazionale) di Phoebe Hart, il viaggio della regista, intersessuale, alla scoperta di sé stessa nel suo tentativo di riconciliarsi con un passato fatto di silenzi e verità taciute. “Da Kings” di Kenneth Elvebakk, un docu – fiction sul primo gruppo di drag king norvegese. “365 without 377” di Adele Tulli, sulle celebrazioni del primo anniversario dello storico verdetto della Corte Suprema di Dehli che il 2 luglio 2009 ha cancellato l’articolo 377 del Codice Penale Indiano, imposto dagli inglesi nel 1860, che condannava penalmente l’omosessualità. “Too Much Pussy” di Emilie Jouvet, manifesto politico femminista, il documentario segue sette artiste durante gli spostamenti a bordo di un caravan in giro per l’Europa, per mettere in scena uno spettacolo alternativo che unisce scrittura, musica, attualità e sesso dal vivo, coinvolgendo anche il pubblico. The Sisterhood” (anteprima  nazionale) di Roger Horn, su tre atipici braccianti vinicoli sudafricani: Hope che aspira a vincere il concorso locale per drag queen, Rollie che sogna un marito e di conservare la corona di drag queen, Pietie che lotta con la sua educazione religiosa. Un’incredibile storia di orgoglio e accettazione dal Sud Africa nel post Apartheid. “El Muro Rosa” di Enrique del Pozo e Julian Lara, sulla memoria storica delle torture, persecuzioni e morti dei gay e delle lesbiche in Spagna durante la dittatura di Franco. I protagonisti di quell’epoca rievocano i tempi nei quali essere gay costituiva un crimine e la Chiesa si mostrava del tutto indifferente ma anche il mondo del cinema rimaneva in silenzio. “Çürük – The Pink Report” di Ulrike Böhnisch, un coraggioso documentario che raccoglie le testimonianze di giovani turchi, costretti a nascondere i loro volti, per la mancanza di libertà di parola. Ulrike Böhnisch racconta le storie di uomini gay che, rispetto al servizio militare, si trovano a fare scelte completamente diverse e dagli esiti spesso inaspettati. “East Bloc Love” (anteprima  nazionale) di Logan Mucha, la storia del giovane Sergey, attivista gay della Bielorussia, che ha subito violenze da parte della polizia e dalle teste rasate. Il regista segue la preparazione del Pride Slavo, il primo organizzato in Bielorussia, contro la dura repressione dell’ultima dittatura in Europa.

Undici i titoli dei film che saranno proiettati durante il festival:  “Weekend” di Andrew Haigh, film indipendente e a bassissimo budget accolto con grande successo da pubblico e critica, pluripremiato e presentato all’ultimo Festival del cinema di Roma, che racconta la relazione di Glen e Russell, un bagnino e un artista, ripresi nella quotidianità della loro vita. Fanno da sfondo temi importanti come le aggressioni omofobe, il tradimento, il matrimonio e i diritti.“Hannah and the Hasbian” di Gordon Napier, divertente commedia sul tentativo e le difficoltà di tornare all’eterosessualità da parte della protagonista Breigh che ha una relazione con Hannah. “Leading Ladies” di Erika e Daniel Randall Beahm, una storia tutta al femminile di una famiglia di campionesse di ballo da sala tra commedia e musical, una brillante risposta indipendente e irriverente ai patinati Glee e High School Musical. “Camminando verso” di Roberto Cuzzillo, la storia d’amore tra Antonia e Emina all’ombra degli spettri della guerra bosniaca. “Frida e Anita” di Liz Rosenfeld, ambientato a Berlino nel 1924 il film racconta l’incontro immaginario tra Frida Kahlo e la scandalosa ballerina Anita Berber. “The Night Watch” di Richard Laxton, adattamento di Paula Milne del romanzo “The Night Watch” di Sarah Waters che racconta la storia di tre giovani donne londinesi le cui vite, profondamente intrecciate tra loro, sono rimaste segnate dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. “Bite Marks” (anteprima  nazionale) di Mark Bessenger, una storia irriverente e dissacrante di vampiri assetati di sangue. “Spork” di J.B. Ghuman Jr., un coloratissimo musical politicamente scorrettissimo che racconta la storia di una outsider tredicenne e intersessuale che vive nella roulotte col fratello e la sua amante. “Mila Caos” di Simon J. Paeta, sulla vita di Sebastiàn, un diciassettenne cubano, che ogni fine settimana allo spettacolo drag illegale nei sobborghi dell’Havana si trasforma in ‘Mila Caos’. “The Green” (anteprima  nazionale) di Steven Williford, un film drammatico che racconta la vicenda di un professore accusato di molestie verso un suo alunno, tra rigurgiti di inaspettata omofobia e un passato doloroso che ritorna. “So Hard To Forget” di Malu De Martino, la storia di Julia un’insegnante di letteratura inglese che, in seguito alla fine di una lunga storia d’amore, si abbandona a un periodo tormentato e disperato.

 

Retrospettiva Werner Schroeter

 

Il Florence Queer Festival dedicherà quest’anno, con il contributo del Goethe-Institut Mailand, una retrospettiva al regista Werner Schroeter, uno dei maggiori esponenti del nuovo cinema tedesco e pioniere del cinema queer, scomparso nel 2010 all’età di 65 anni. Con le sue opere che spaziano tra documentario e fiction, Schroeter ha ricevuto numerosi riconoscimenti nei più importanti festival internazionali (Teddy Award alla carriera Berlinale 2010, Orso d’Oro per “Palermo oder Wolfsburg” sulla vita di un immigrato italiano in Germania, Berlinale 1980; Pardo d’Onore nel 1996 al festival di Locarno; “Nuit de Chien (sua ultima opera) Leone speciale per ”L’insieme dell’opera alla Mostra di Venezia del 2008).

Saranno proiettate tre pellicole del cineasta: “Der Tod der Maria Malibran”, sulla figura della celebre cantante d’opera Maria Malibran, con una rete fitta di rimandi e allusioni a Goethe, Lautréamont, Elvis Presley e Janis Joplin; “Palermo oder Wolfsburg”, storie di emigrazione tra la Sicilia e la Germania, con un processo per omicidio in cui il vero imputato è l’esclusione e la mancata interculturalità; “Diese Nacht – Nuit de chien”, in una città assediata e sospesa tra la vita e la morte, Ossorio, l’eroe di un movimento di resistenza fallito cerca i suoi ex amici e le persone a lui care.

All’interno della retrospettiva sarà proiettato, in anteprima nazionale, il documentario “Mondo Lux – Die Bilderwelten des Werner Schroeter” di Elfi Mikesch, dedicato alla vita e alle opere dello stesso Schroeter, un ritratto degli ultimi suoi quattro anni di vita con le testimonianze, tra le altre, di Isabelle Huppert e Wim Wenders.

Focus cinema svedese LGBTQ

Il Festival, in collaborazione con lo Swedish Film Institute di Stoccolma, il Gender DocuFilm Fest di Roma e con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia a Roma, dedicherà quest’anno un focus al cinema svedese. La Svezia è uno dei paesi che maggiormente tutela i diritti delle persone LGBT: l’omosessualità è stata depenalizzata nel 1944, dal 1987 sono state introdotte leggi contro la discriminazione (quelle che in Italia sono state recentemente respinte come anticostituzionali), nel 1995 le unioni civili tra partner dello stesso sesso e nel 2002 le adozioni per coppie omosessuali. Il matrimonio omosessuale, civile e religioso, è legale dall’1 maggio 2009. Questo clima all’avanguardia, in grado di anticipare e accompagnare i cambiamenti sociali con politiche attente ed inclusive, si riflette anche nella produzione cinematografica.

Saranno presentati quattro titoli, selezionati tra il meglio della produzione contemporanea, di cui due anteprime nazionali: il pluripremato “Apflickorna (She monkeys)” dell’esordiente Lisa Achan, un moderno western che parla d’amore, controllo, sesso e difficoltà relazionali attraverso la storia di due cavallerizze; “Allt flyter (The Swimsuit Issue)” di Måns Herngren, una commedia sull’amicizia maschile, sul sessismo, sugli stereotipi di genere e sulle difficili relazioni familiari. Completano il programma “Ångrarna (Regretters)” di Marcus Lindeen, vincitore del premio del pubblico al Gender Docufilm Fest 2011 di Roma, un documentario che affronta il tema della riassegnazione sessuale attraverso la storia di  Mikael e Orlando, due sessantenni nati uomini, ora donne e pentiti delle scelte passate, e “Fyra år till (Four More Years)” di Tova Magnusson-Norling che racconta l’incontro che sfocierà in amore tra il leader del partito conservatore svedese e un suo avversario del partito socialista.

1° Dicembre World AIDS Day

Il 1° dicembre, Giornata Mondiale contro l’AIDS, il festival proporrà lungometraggi, documentari e corti sul tema, in collaborazione con l’Assessorato Diritto alla Salute della Regione Toscana. Cinque i titoli in programma: il documentario candidato all’Oscar 2011 “We Were Here” di David Weissman, un commosso tributo ad una generazione di vittime ed eroi che lottò contro tutto e tutti, arricchito da materiale d’epoca e dalla testimonianza di cinque “sopravvissuti” che ripercorrono la straziante storia dell’avvento dell’Aids a San Francisco, con i risvolti politici e umani che condussero la comunità lgbt a prendere coscienza a organizzarsi; “Let Yourself Go: The Lives of Jazz Pianist Fred Hersch” (anteprima  nazionale) di Katja Duregger, documentario dedicato a Fred Hersch, uno dei più importanti pianisti e compositori jazz della sua generazione e uno dei primi musicisti dichiararsi pubblicamente come gay e come sieropositivo. Hersch parla apertamente della sua vita, della sua carriera, della sua musica e della forza vitale che gli permette di convivere con la sua malattia.“Zai Yi Qi – Together”(anteprima  nazionale) di Zhao Liang, un toccante docu-drama che fa luce sulla condizione di profonda emarginazione dei malati di Aids in Cina, girato “dietro le quinte” del film “Love for Life” di Gu Changwei. Con ‘Together’ il regista si è posto l’obiettivo di promuovere il processo di comprensione del problema AIDS in Cina, mostrando al pubblico l’esistenza di una grossa comunità di persone con AIDS e le loro condizioni di vita; “Un Año Sin Amor” (anteprima  nazionale) di Anahí Berneri, la storia di giovane scrittore affetto da Aids che combatte giorno dopo giorno contro la sua malattia e riscoprendo con il sesso sadomaso l’attaccamento alla vita; “Life, Above All” di Oliver Schmitz, racconta la storia emozionante e universale di una giovane ragazza che combatte la paura e il pregiudizio che avvelenano la sua comunità.

Kashish 2011 Indian Queer Shorts:

 

Per la nona edizione del Festival in arrivo la nuova sezione di cortometraggi queer,presentata in collaborazione con il Mumbai International Queer Film Festival: sarà presentata una selezione dai Kashish 2011 Indian Queer Shorts, con 5 anteprime nazionali. Inaugurato nel 2010, il festival di Mumbai è una delle più importanti manifestazioni cinematografiche del subcontinente e rappresenta la più importante delle iniziative sorte all’indomani della storica decisione della Corte suprema di Dehli  che, nell’aprile 2009, ha abolito la Sezione 377 del Codice Penale Indiano, giudicandola in conflitto con la Costituzione e decriminalizzando così l’omosessualità per la prima volta dalla fine del dominio britannico.Ecco i titoli in programma: “Amen” di Udhajit Bagchi e Ranadeep Bhattacharyya, che racconta l’incontro tra Andy e Harry, iniziato in maniera leggera sul web ma che porterà violentemente alla luce domande che necessitano di una risposta; “In The Closet” di Mathew Menacherry e Miriam Chandy Menacherry, su un divertente appuntamento romantico di mezzogiorno che si trasformerà quando saranno svelate alcune verità; “The Flower Bud” di Shumona Banerjee, l’incontro tra una giovane prostituta transgender e un insegnante di letteratura inglese disoccupato e deciso a suicidarsi; “I Am A Women Too” di V. Ramanathan, la storia di una transessuale in lotta contro i pregiudizi sul posto di lavoro; “More than a Friend” di Debalina Majumder, sulla crescente consapevolezza riguardo le relazioni omosessuali in India attraverso le vite di Ruspa, una regista, e dellla sua ragazza Ranja, un’insegnante nelle scuole superiori.

 

Eventi speciali:

 

A tre anni da “Indagine su cittadini al di sopra di ogni sospetto” di Malvenuti e Di Gangi, il cortometraggio vincitore del Videoqueer 2008 che analizza con intelligente ironia i gusti sessuali dei fiorentini, i registi tornano a lavorare insieme su un cortometraggio ispirato ai film a episodi degli anni ’60. Quattro storie dolci-amare indipendenti ma legate tra loro dalla voglia di superare i propri limiti, la voglia di andare oltre. Le prime riprese del corto saranno effettuate al Cinema Odeon di Firenze, durante il Festival.

 

Nel foyer del cinema Odeon, a partire dal 25 novembre, si terrà l’installazione di AFORTWO CREATIVE GROUP, “Play With Us, Play Different!”: una rivisitazione, in chiave Queer, di ToyBoy e Dolls, quali Barbie, Ken, Big Jim, Power, Iron Man, artigianalmente e minuziosamente personalizzati e ri-assemblati, rigorosamente lavorati a mano. Una rappresentazione tangibile del mondo Queer, un omaggio alla “diversità”, alle “differenze” e al linguaggio del corpo. “Play With Us, Play Different!” vuole essere una finestra sull’immaginario che ci circonda, uno stimolo contro le discriminazioni sin dall’infanzia e il bullismo, anche per le case produttrici di giocattoli, per aprire il mercato ad un nuovo mondo di giochi senza pregiudizi.

Sabato 26 novembre ore 12 Cinema Odeon: presentazione del libro “Nient’altro da vedere. Cinema, omosessualità, differenze etniche” di Emanuel Billi (Edizioni ETS, 2011). Un viaggio illuminante ed appassionante attraverso le molteplici rappresentazioni e descrizioni delle omosessualità e delle alterità etniche ripercorrendo la cinematografia europea del Novecento. Sarà presente l’Autore.

Concorsi video:

Come di consueto nell’ambito del Festival si terrà la selezione e premiazione dei migliori video del concorso Videoqueer dedicati ai cortometraggi a tematica gay, lesbica e transgender, che mette in palio 1.000 euro per il vincitore. Il concorso è patrocinato dal Comune di Firenze (Assessorato alle Politiche Giovanili).

Per il secondo anno  il Festival dedicherà inoltre una sezione speciale del VideoQueer al tema dell’AIDS, percezione del rischio e prevenzione. Il titolo della sezione, che prevede un premio di 1.000 euro per il miglior video, è “SE HAI TESTA FAI IL TEST”. Il concorso è sostenuto dall’Assessorato per il Diritto alla Salute della Regione Toscana. Al premio in denaro si aggiunge la possibilità per il corto vincitore di essere proiettato nel circuito sale d’essai della Toscana.

La premiazione dei vincitori delle sezioni in concorso avverrà il 1° dicembre al Cinema Odeon durante la Giornata Mondiale contro l’AIDS.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos – Centro Servizi Autogestiti per la Comunità Queer di Firenze, in collaborazione con Arcilesbica Firenze e Music Pool, con il contributo di Fondazione Sistema Toscana – Mediateca Regionale ed il patrocinio del Comune di Firenze. Direzione Artistica: Bruno Casini e Roberta Vannucci; organizzazione generale: Silvia Minelli; selezione e programmazione: Fabrizio Ungaro; consulenti al festival: Paolo Baldi e Massimo Poccianti.

 

Biglietti:

Pomeridiano: € 6, ridotto € 5 (miniabbonamento per tutte le proiezioni dalle 15 alle 20)

Serale: € 7, ridotto € 6 (miniabbonamento per tutte le proiezioni dalle 20.30 in poi)

Giornaliero: € 10, ridotto € 8

Abbonamento: € 50

Riduzioni per soci: IREOS, ARCILESBICA, ARCI, COOP, CONTRORADIO CLUB.

Informazioni:

Infoline: 347 8553836 Ireos: 055 216907 Music Pool: 055 240397

info@florencequeerfestival.ithttp://www.florencequeerfestival.it

Ireos – Via de’ Serragli, 3 – Firenze t. 055 216907

Cinema Odeon – Piazza Strozzi, Firenze – t. 055 214068

In The Mood For This

Ci siamo: oggi alle 19 a Firenze parte In The Mood For Queer, la rassegna co-organizzata da Ireos che per 5 giorni porterà un anticipo di Florence Queer Festival alla spiaggia sull’Arno di San Niccolò.


Non potevo non ridurmi a scriverne all’ultimo momento come mio solito. Quindi facciamo che per una volta non mi dilungo (!) e linko il programma completo sul sito di Ireos o quello aggiornato giorno per giorno sull’evento facebook della manifestazione.

Aggiungo soltanto (non esageriamo con la brevità!) che stasera e (quasi sempre) anche nei prossimi giorni sarò a mettere musica in serata dopo il film in programma. Ma non dovete venire per me: dall’orario dell’aperitivo in poi ci sono tutti i giorni incontri, presentazioni di libri, reading, spettacoli, e ogni sera un film o documentario. Stasera per l’apertura ci sarà anche la corsa sui tacchi! Mentre nel weekend è previsto un torneo di Beach Volley aperto a tutti, salvo preiscrizione (squadre miste e libere).

Ci vediamo in spiaggia!

San Lorenzo Reloaded: esclusiva mondiale!

Fresco di inaugurazione dell’Hard Rock Cafe’ (che ha aperto al posto del Gambrinus, tra i primi nella lunga lista di cinema storici chiusi negli ultimi anni), con tanto di chitarra sfasciata sul palco di piazza della Repubblica, il sindaco del bello Matteo Renzi (non dimenticate la preposizione) se n’è uscito giorni fa rilanciando una campagna che per la verità esiste già da qualche anno, con tanto di comitato promotore: “terminare” la costruzione della basilica di San Lorenzo aggiungendo la facciata per essa progettata nel XVI secolo da Michelangelo (“non di un archistar di oggi”) e mai realizzata.
Senza dilungarsi in commenti sull’effettiva necessità e congruenza di una modifica così forte nel 2011 a uno dei monumenti più belli di Firenze, la prima domanda che tutti si pongono è: come sarà questa nuova facciata?
Ebbene: siamo in grado di rispondere, grazie a un documento in esclusiva mondiale!
Ma andiamo con ordine, dando prima un’occhiata alla storica facciata “nuda” della chiesa:
Questa invece è la proiezione sulla stessa facciata (che avvenne qualche anno fa) del progetto di Michelangelo ricostruito al computer:
Ed ecco infine sotto, in esclusiva, un’ipotesi per la nuova facciata, trafugata direttamente dai laboratoires di Rignano sull’Arno e consegnata via mail a questo blog da una gola profonda anonima.
(clicca sulle immagini per ingrandirle)
Come vedete, si coniugano le linee classiche con l’arte moderna, il Vecchio Mondo con il Nuovo, l’architettura in senso stretto con la fotografia e le tecnologia digitali più all’avanguardia, il genio degli artisti del Rinascimento con quello dei migliori esponenti della cultura italiana del nuovo millennio; in una ideale linea ininterrotta che, attraversando nel segno della meritocrazia i secoli e le generazioni, esalta la capacità di primeggiare con onestà sul resto del mondo grazie al solo talento e sacrificio personali.
Ma quali sondaggi, ma quale referendum: approvato, subito!

Record Store Years (inside Black Candy Store)

[la prima parte è più noiosa. Per chi ha poco tempo: più sotto si parla di un bel negozio e c’è un’intervista]

Mi piacerebbe raccontare aneddoti divertenti e musicalmente romantici sui negozi di dischi frequentati nella mia adolescenza, davvero. Storie come quelle che leggo nei vari post pubblicati ogni anno in questo periodo all’avvicinarsi del Record Store Day, la giornata dedicata ai negozi di musica indipendenti.
Quest’anno in particolare da Vitaminic è partito un invito a una serie di blogger (più importanti e regolari del sottoscritto), per pubblicare i propri post lungo tutta la settimana che precede il Record Store Day 2011 (che cade domani sabato 16 aprile) e raccoglierli virtualmente sotto questo tag, giorno dopo giorno. E’ stato un piacere leggere molti dei pezzi pubblicati, e vorrei dare anch’io un mio piccolo contributo.

… il problema è che io, nonostante l’età non più troppo verde, non ho grandi storie da raccontare sul mio passato nei negozi di dischi. Ho iniziato molto, troppo tardi a comprare cassette e poi cd. Questi ultimi solo a fine anni 90, perché prima non possedevo neanche il lettore – e ciò dice molto su quanto la casa in cui sono cresciuto fosse music-friendly. Sorvoliamo.
I primi cd che ho comprato sono la raccolta What Hits!? dei Red Hot Chili Peppers (poteva andare molto peggio) e uno dei miei dischi preferiti, Siamese Dream degli Smashing Pumpkins (avevo già Mellon Collie, uno dei pochi album comprati in precedenza in cassetta) (il mio primo acquisto riferibile in cassetta era stato Dookie dei Green Day).
Il negozio alla periferia dell’impero dove li ho acquistati (niente di speciale, ma del resto per quanto ne sapevo di musica io…) ha chiuso da quasi 10 anni e non mi manca.
Poi ci sono stati gli anni dell’università, con i negozi del centro di Firenze presi d’assalto dopo gli esami. Spesso anche prima.
Quei negozi per lo più (r)esistono ancora, grazie ai turisti, ai dvd, a tante altre cose che nel 2011 vendono più dei cd. Io nel frattempo ho scoperto anche internet e napster e i blog e tutto il resto, ho ampliato i miei orizzonti musicali e la mia fame di dischi, e dopo un po’ li ho abbandonati per più convenienti e ancor più anonimi megastore. Che nell’ineccepibile logica da consumatore-massaia del “tagliamo ancora la spesa per ogni singolo cd così ne posso acquistare di più” hanno fatto anch’essi il loro tempo, sostituiti dai negozi online che tutti conoscete e dai loro prezzi stracciati.
Insomma, niente sabati pomeriggio passati con gli amici (?) a decidere come dividersi i cd da comprare e poi copiarsi reciprocamente, niente negozietti polverosi popolati da personaggi pittoreschi, niente negozianti saggi e capelloni a consigliarmi. Ho sempre comprato tutto di testa mia, scartabellando e ravanando negli espositori per ore da solo, seguendo gli appunti che mi preparavo a casa sui dischi da cercare – in rigoroso ordine di priorità. Che vita triste.
Oggi dividerei i miei acquisti di cd quasi soltanto tra internet e i banchini dei concerti, se il negozio di cd indipendente, accogliente e pure conveniente (spesso pure rispetto ai megastore) non si fosse assurdamente materializzato a Firenze a fine 2009.
L’anno scorso, all’interno di un post più ampio su altre cose, lo presentavo così (ricopio, più o meno):
Il Black Candy Store (via Caduti di Cefalonia n. 74, zona Novoli) è il negozio nato pochi mesi fa come appendice della omonima etichetta fiorentina. Nelle tre-quattro volte in cui ci sono capitato, ho notato un assortimento sempre crescente e meglio sistemato. La filosofia di questo negozio è quella del vero e proprio negozio indipendente: non comprende il “tenere di tutto” (ci troverete ben poche cose da pomeriggio su Mtv), ma punta su alcuni generi e sul soddisfare chi li segue; ci si può andare sapendo che se i dischi che cerchiamo non ci sono, basterà scorrere i suoi scaffali per imbattersi in decine di tentazioni e occasioni, scoprendo anche qualcosa di nuovo. E comunque si può ordinare quello che non si trova. 
Inoltre, vista la vicinanza con realtà come Audioglobe (distribuzione) e RealityBites (il principale organizzatore di concerti indie internazionali a Firenze e dintorni), i dischi di molte etichette estere si trovano a prezzi assolutamente vantaggiosi. Il reparto italiano, poi, è davvero ampio.
Se a ciò aggiungiamo la presenza di una selezione piccola ma oculata di libri e dvd (a tema musicale e non), ecco che il Black Candy Store diventa il negozio perfetto dove comprare un regalo (almeno per me, che sono in grado di scegliere regali solo in questo ambito merceologico). Ed è praticamente impossibile uscirne senza aver comprato qualcosa anche per sé. I due-tre euri in più rispetto all’acquisto su internet (quando ci sono) valgono assolutamente il gusto di tornare a comprare un cd in un negozio (io avevo praticamente smesso, da qualche anno), togliere il cellophan appena usciti e ascoltarselo subito in auto. Tutto questo dopo aver dato un’occhiata alle copertine delle ultime novità più interessanti e aver scambiato qualche commento con qualcun altro che alla musica ci tiene.

E’ passato un anno e ho continuato a passarci spesso, al Black Candy Store. Ho conosciuto alcuni di quelli che ci lavorano (dj, musicisti, organizzatori di concerti). Non posso dire di spendere lì la maggior parte dei soldi che investo in cd, ma ci ho comprato l’ultimo degli Hidden Cameras, dischi degli Stars e Sufjan Stevens e Dinosaur Jr., decine di compilation fighe con cui far bella figura nei djset. Ho sempre la tentazione di spendere più di quanto posso in dischi britpop e indieammericani. Ci ho incrociato Dente che passava in città, o il Fiumani in uno dei suoi giri da musicomane impenitente.
Insomma, per quanto mi riguarda – ma forse anche per altri che ascoltano un certo tipo di musica a Firenze – più che di Record Store Day bisognerebbe parlare di Record Store Years. Non voglio negare l’esistenza da queste parti (nel passato e tuttora) di altri negozi in cui si è vissuto e si vive tuttora lo stesso clima: ma io non li ho mai incontrati. Probabilmente non erano sulla mia lunghezza d’onda, o non ero pronto io a viverli in quel modo.
Paradossi del mainstrindie (definizione scema con cui a volte riassumo i miei gusti musicali, e che forse si adatta bene anche al mio percorso di appassionato di musica). Gli anni del negozio di cd indipendente per me non sono i ’90, sono questi. E il “vecchio negozio di dischi locale da salvare” è un negozio aperto da neanche due anni.
Per dire a mio modo grazie al BCS ho pensato che no, un post così lungo non bastava, e quindi ho chiesto ad Alessandro Gallicchio, uno dei gestori, di rispondere a qualche domanda.
Ne è venuta fuori una chiacchierata a ruota libera su vari argomenti, alcuni già affrontati fino allo sfinimento nei post che parlano di dischi, altri meno. Io sono quello in corsivo e più logorroico.
***

Dis: Com’è nata l’avventura del Black Candy Store? Da quali esperienze provenivi, e tra quali altri lavori oltre a questo ti dividi?

Alessandro.: L’estate del 2009 è stata molto calda. Ci ha dato alla testa, lo ammetto. E’ così che abbiamo deciso di aprire il nostro negozio di dischi. Eravamo stanchi di andare in quei negozi di dischi ormai diventati il take-away delle ultime novità major e basta. E poi mancava a Firenze un negozio dove con 20 euro puoi uscire contento, con il sorriso e probabilmente con almeno due o tre cd. Ovvio: al Black Candy Store devi decidere di venire e dedicare almeno dieci minuti, non siamo il McDonald dei cd come certe catene o supermercati.
Per quanto mi riguarda (dedico al negozio tre/quattro giorni alla settimana) oltre al direttore del negozio faccio anche altri lavori sempre collegati al mondo della musica, diciamo così: organizzo piccoli eventi a Firenze ormai da un po’ di anni (ultimo tra tutti la direzione artistica dei concerti del Glue), faccio il disc-jockey in giro per la toscana, avevo una piccola agenzia di proto-booking (che sto rimettendo in piedi) e un altro paio di cosette tra Firenze, Siena e Grosseto.

Anche se un’iniziativa come il Record Store Day è volta a preservare/supportare (e aperta alla partecipazione di) un po’ tutti i “vecchi negozi di dischi” (anche “generalisti”, basta che non appartengano a grosse catene), a volte penso che ci possa essere futuro solo per quelli “specializzati” come il BCS, in cui non si trova “di tutto” ma si va per trovare a botta sicura le uscite dei propri generi preferiti o scoprire qualcosa di nuovo nell’ambito degli stessi, in cui vengono privilegiati, anche per scelta artistica, i dischi di (alcune) etichette/distributori indipendenti… 
Tu come la vedi?

Ormai i negozi di dischi sono come i panda: anche se hanno un occhio nero non sono ancora andati KO.

Ovviamente non intendevo stigmatizzare la differenziazione di per sé (che anzi se oculata può contribuire a rendere più accogliente e vitale un posto), o sostenere che oggi nel 2011 un negozio si possa sostenere soltanto con la vendita di cd. Al Black Candy Store, ad esempio, mi pare che attiri diversa gente il servizio di prevendita per gli eventi, e avete anche un reparto libri, dvd, etc. Con quale criterio scegliete cosa tenere?

Teniamo tutto quello che ci piace. Prevalentemente musica che ha un’attitudine rock!

Il vinile: sì, no, forse, quanti, di chi.

Un mio umile parere personale? Il vinile bisogna saperlo comprare. A mio avviso bisogna saper scegliere cosa si preferisce comprare in cd e cosa in vinile. Il vinile richiede un ascolto più “impegnativo” e il cd è molto più fruibile. Mi sento di dire, ad esempio, che non sempre i dischi in vinile hanno una grafica più bella, spesso è solo maggiore la superficie su cui vediamo le immagini dell’artwork. Quindi risponderei alla domanda con un generalissimo “vinile poco e ben selezionato”. Di chi? Beh, ognuno ha i propri gusti personali: io ad esempio ho tutto dei Righeira e dei Nine Inch Nails in vinile (album, mix, 7 pollici).. ma contemporaneamente anche in cd. Quindi sono la persona meno adatta per rispondere a questa domanda.

Fin dall’apertura del negozio ho notato il grande spazio concesso ai dischi delle (più o meno piccole) etichette italiane, sia per quanto riguarda le novità sia come catalogo. Oltre all’omonima e “gemella” Black Candy Records, che per ovvi motivi è quella a cui tenete di più, ce n’è qualcun’altra a cui sei particolarmente affezionato, o che va per la maggiore tra la vostra clientela? E inoltre, passate sempre per i classici distributori oppure avete con qualcuna un canale più diretto?

Il negozio è nato contattando direttamente le piccole etichette italiane, solo alcune però hanno preferito (per motivi loro o per semplice amministrazione) bypassare il loro distributore. Beh, sì, oltre a Black Candy Records (sono usciti di recente il primo disco dei The Hacienda e il nuovo dei Tomviolence; a breve usciranno la ristampa del primo disco dei Bad Love Experience e dopo l’estate un ep – di cover – degli Zen Circus) sono affezionato essenzialmente a due etichette italiane: La Tempesta Dischi e Pippola. Entrambe sono gestite da persone che conosco e stimo moltissimo (Matteo ed Enrico). Con Pippola riusciamo ad avere un rapporto diretto e devo dire che questo fa si che riusciamo a vendere i dischi ad un prezzo minore. Ovviamente non vendiamo solo Brunori, sono andati molto bene anche i dischi di Jang Senato, Dimartino e Dilaila. Per quanto riguarda La Tempesta è un marchio, un collettivo di artisti che amo tantissimo, non solo per le mie origini naoniane [=di Pordenone, NdD]. Purtroppo non mi è possibile lavorare direttamente con Enrico e quindi mi fornisco direttamente dal distributore, Venus Dischi di Milano. Ma mai dire mai…

Più in generale, raccontami qualcosa della clientela del negozio, in particolare quella che lo frequenta e lo “popola” abitualmente. Cosa apprezza o ti chiede di più? Hai notato cambiamenti/ampliamenti del suo spettro di gusti in quasi un anno e mezzo di apertura, oppure facce nuove si aggiungono via via ma è sempre gente dello stesso “giro”?

Fortunatamente la “fauna” del negozio cresce, si creano nuovi appassionati. C’è sempre gente che ci chiede da quanto siamo aperti. Nessuno ci chiede come mai abbiamo deciso di aprire un negozio di dischi un paio di anni fa. Diciamo che la prima cosa che si nota nel nostro negozio sono le novità ma appena la gente abbassa lo sguardo e scopre che abbiamo un catalogo (seppur selezionato) a prezzi decisamente competitivi, beh, spesso oltre a comprare l’ultimo cd per cui è venuta, esce con un paio di buoni dischi. E’ ovvio che se i cd costassero ovunque come da noi, cioè poco più di un pacchetto di sigarete, forse la gente smetterebbe di fumare e comprerebbe più musica. Voglio smentire la diceria che chi compra i dischi è ormai un numero chiuso di persone: vado orgoglioso del fatto che spesso ci sono persone (spesso giovani) che si avvicinano all’acquisto della musica o di un libro proprio nel nostro negozietto.

Ecco, i gggiovani. Per quelli fino alla nostra generazione (trentenni cresciuti con i cd e inepoca pre-Napster) che sono ancora legati all’oggetto “disco”, la possibilità di scaricare “tutto” ha senza dubbio cambiato radicalmente le modalità di selezione dei cd da comprare. Per come la vedo io, lo scaricamento/ascolto in streaming si può assimilare quasi a una radio personalizzata. Ti cerchi le cose, guidato dai consigli di riviste o amici o contatti vari che ne sanno e di cui ti fidi (l’offerta è talmente infinita che già c’è una preselezione sul cosa cercare basata su pregiudizi), te le ascolti più volte, poi via via che le finanze te lo permettono ti compri quello che per te davvero vale la pena avere. Il dubbio però è che per ben pochi ventenni sia così, e che per loro possedere il supporto della musica che amano non abbia alcuna importanza. Ti prego, dimmi che (per la tua esperienza) non è così e che c’è chi compra (buona) musica in cd.

La buona musica non esiste, dipende dai gusti personali che ognuno di noi ha. Anche la “cattiva” (?!?) musica ha il suo pubblico, ed è giusto così. Per molti la buona musica è il jazz, per altri la classica, per altri ancora il progressive rock anni settanta. Io sono una persona che rispetta molto i gusti musicali della gente, molto probabilmente proprio perché anche io ho dei gusti decisamente variegati e bizzarri. Spesso quando compro dei dischi e penso a dove andranno a finire a casa mia (non tengo assolutamente i dischi in ordine alfabetico, questa è una cosa che va fatta in un negozio e non a casa!) e mi immagino ad esempio un disco dei Perturbazione che può andare a finire tra un cd degli Slayer e uno dei Coil. Purtroppo i ragazzi di oggi pensano più a possedere un hard-disc di musica compressa che non un centinaio di cd o vinili. E’ la quantità che conta per loro. Io forse sono un po’ all’antica, ma se compro un disco lo ascolto nello stereo e non penso a metterlo subito nella mia libreria di iTunes appena decompresso. Prendo, annuso il libretto (anche se è un solo foglio!), leggo tutte le note che ci sono, tolgo il cd dalla confezione e me lo ascolto. Lo ascolto!, hai letto bene, e non lo valuto solo per i megabytes che occupa nel mio computer. La moda degli ultimi anni ha portato però molti teenager a comprarsi il giradischi e di conseguenza i vinili. Se questo può servire a (ri)avvicinare i giovani alla musica, ben venga.

I compromessi, aka “il momento Hornby”. Puoi farmi qualche esempio di disco (per te) osceno che hai accettato di ordinare e vendere, e di qualcuno per cui invece hai opposto il “gran rifiuto” oppure gli hai riso in faccia?

Il disco più osceno che ho ordinato? Beh, non posso dirlo, era di un gruppo di amici musicisti ed è uscito per un’etichetta italiana che entrambi ben conosciamo. Non mi sono mai rifiutato di ordinare né ho riso in faccia alla gente… ogni tanto sorrido alle richieste che mi vengono fatte. Penso che lavorare in un negozio di dischi sia divertente, più divertente che andare a fare le multe alle macchine in divieto di sosta. Non va preso come un hobby ma come lavoro, e come tale va preso fatto nel modo più serio possibile (risate). La richiesta di dischi più bizzarra che mi è capitata? Un signore una volta anni fa, quando lavoravo in un negozio specializzato nel metal, mi ha chiesto se era uscito l’ultimo disco di “Satana”. Era molto insistente e convinto. Ci ho messo un quarto d’ora a capire che voleva il nuovo disco di Carlos Santana! Ma forse è un problema mio: non ho mai sopportato le schitarrate di Santana.

A proposito del rischio di autoreferenzialità: un’altra cosa che apprezzo del Black Candy Store è il suo “andare in tour”, ovvero uscire dal negozio di Novoli per presentarsi ai vari concerti al Viper, alla Limonaia di Fucecchio o in altre location, con una piccola selezione di dischi spesso calibrata per genere sul tipo di pubblico e di concerto. Oltre al vantaggio indiretto di far conoscere il negozio, c’è un buon riscontro? E in particolare, ci sono generi/artisti che “vanno via” più facilmente in quelle sedi rispetto a quando li si espongono in negozio, e viceversa?

Abbastanza. Se il cliente non viene al Black Candy Store, il Black Candy Store va dal cliente (cit.). Inoltre sono convinto che ogni disco abbia il proprio acquirente, basta aspettare che passi… e se non passa glielo portiamo noi con i nostri banchini itineranti! E’ un po’ come quella vocina che hanno le donne con le scarpe e/o con le borse, quella vocina che sentono ogni tanto e che dice “Comprami! Comprami!”

La pagina facebook del negozio, che vedo utilizzate abbastanza, è un canale efficace per comunicare con i clienti (richieste, ordini etc.)? Oppure non fa altro che sostituire la vecchia e-mail?

Siamo nel 2011 e il mondo finirà il prossimo anno. Quindi tanto vale provarle tutte, no?


Personalmente, quando ogni anno in occasione del Record Store Day leggo del profluvio di split ed edizioni speciali e limitate per collezionisti, in un rigurgito insieme di snobismo (o anti/snobismo?) mi viene da pensare che in realtà le due strade per riportare davvero nei negozi di dischi chi ama la musica e
non li frequenta già abitualmente siano 1) sconti e offerte mirate, 2) piccoli eventi dal vivo. Due cose che al BCS in effetti si trovano anche nel resto dell’anno. Quanta partecipazione c’è ai piccoli live acustici che organizzate ogni tanto (per lo più con gli artisti che si esibiranno poi la sera stessa in città)?

L’affluenza c’é. Sono molto contento delle parole che dici. Grazie. Il fatto di poter riuscire a far incontrare gli artisti e i propri fan è una cosa importante. Purtroppo ogni tanto veniamo “fnac-culati” a causa di accordi più grandi del nostro piccolo negozietto della periferia nord di Firenze ma poco male. Le soddisfazioni sono proprio quando gli artisti passano a salutare mentre si trovano in città.

E questo ci porta alla stretta attualità: cosa avete in programma al BCS per il Record Store Day di questo sabato [domani]?
Poi ho finito eh :)

Per questa risposta penso puoi fare riferimento al nostro evento su Facebook. Il Record Store Day qui al Black Candy Store sarà un modo per dire che i negozi di musica esistono ancora e vivono; una sorta di resistenza armata, dove le nostre armi sono la musica e la passione.

***

Complimenti! sei arrivato alla fine del post! Ora partendo da qui puoi trovarne tanti altri sullo stesso argomento. Tutti belli e molto più corti!

Le foto del post sono tratte dalla pagina facebook del Black Candy Store.

Per i non facebook-dotati, copio il programma per domani:

10:00 – 11:30 > sconto del 20% su tutti i cd in catalogo
(escluse le novità esposte al muro e i cd ordinati) + sconto del 10% sui cd novità
11:30 – 13:00 > sconto del 40% su tutti i libri
(pausa)
15:00 – 16:00 > sconto del 20% su tutti i cd in catalogo
16:00 – 18:00 > sconto del 30% su tutti i libri
18:00 – 20:00 > sconto del 15% su tutti i cd (catalogo + novità)
dalle 9:00 alle 13:00 ascolto in anteprima del nuovo disco dei tomviolence “God Is Busy” per l’occasione in vendita a 8 €

Sul nostro divano suoneranno:
– alle ore 17:00 > (sorpresa)
– alle ore 18:00 > Nicola (The Rent)
…e altri ospiti musicali durante la giornata.

Infine, durante tutta la giornata:
– “muro del pianto” con cd da 1€ a 6€
– sconto del 25% su tutti i 33 giri presenti in negozio
– 45 giri tutti a 2€ cad.
– film in dvd a 5 € cad. (sono esclusi i dvd musicali e i cofanetti)
– tutti i cd dell’etichetta Black Candy Records a prezzo speciale di 8 € cad, 33 giri a 9 € cad, e 7″ a 3,5 € cad.

(io ci passo)

Fluorescenze Fiorentine: WE ARE FLUO!


Facciamola breve: sabato 26 marzo (ovvero dopodomani) è la data.
Il labirintico Doom (o Exmud o Ex Mood che dir si voglia) è il luogo: in via dei Tintori, zona Santa Croce, in pieno centro a Firenze.
We Are Fluo LaserParty è il nome della serata (organizzata da Fluorescent Florence). Come da nome, c’è un allestimento speciale di laser e luci. E c’è il party: ovvero una nuova e trasversale serata in cui si incontrano generi musicali e persone differenti.

I dj:

66sixties aka Violet Gibson (from QueerAboard/Viper/Queer Pink)
Mdm Linda (from Dirty Circus Club/Les Plastic Madames/Doris )
Morph (from Otk / Get Electrified)
Dis0rder (from Queer Aboard Bunker/Ponterotto/Glue)

Il menu

main dancefloor: elettro-techno-fidget-acidhouse
bar zone: indierock-synthpop-postpunk-glam&electropop

Ovviamente il sottoscritto si installerà nella seconda zona. L’idea è ricrearvi un’atmosfera insieme disimpegnata e danzereccia, pop quanto basta, a metà tra il bolognese Covo e i club più queer-underground e meno italiani (cit).

Orario: dalle 23 fino all’alba.

Ingresso: 10 euro inclusa consumazione (con tessera Acsi)

[ per i fiorentini: la tessera Acsi è quella con cui si entra al Doom, Logic, Korova, Velvet exCloser, Rooms, Unplugged, Lyù exPuro, Montecarla (a Firenze), Controsenso, Exenzia, Capanno Black Out (a Prato). Chi non ha la tessera Acsi 2011 può farla direttamente al Doom; in quel caso l’ingresso è gratuito. ]

Evento FB: questo (se volete invitare degli amici, pubblicarlo, supportarlo in vario modo)

Be there!

Apericena di assaggini:

 

 

 

 

 

 

 

Friday we’re in Pop!

Un post veloce e parzialmente copincollato per annunciare anche fuori dai lidi zuckerberghiani la serata di questo venerdì 3 dicembre.

Perché ovviamente i djset sono belli solo se ammucchiati in una settimana o consecutivi.
E' il caso di questo weekend: mentre sabato io e MyShell saremo ancora una volta al QueerAboard nel bunker con il nostro revival 70-80-90 corretto alla sambuca e spruzzato di favolosità e sperimentalismi (vedi post precedente), la sera prima ci aspetta la serata di cui sotto. Una coppia inossidabile insomma, come Sandra e Raimondo – però vivi e ad alto volume (la presentazione, il volantino e lo spirito mainstrindie della cosa vi sembrano familiari? Anche a noi!)

Rispetto alle serate della scorsa estate di cui questa è un po' l'erede/seguito, stavolta siamo in pieno centro (la Casa della Creatività è uno spazio polifunzionale con vari locali che si affacciano su un chiostro coperto, a due passi dal Duomo) e si tratta di una serata con modalità aperitivo+postaperitivo. Siateci!

***FRIDAY I'm in POP!***

your alternative music-party in Florence
 
L'aperitivo dove la musica non è sottofondo. 
Il djset per chi ama le canzoni, e non ama ascoltare sempre le stesse.
La serata che aspettavate a Firenze. In pieno centro, a due passi dal Duomo.
 
djset by DisOrder & MyShell
indie / postp*nk / tweepop / britstuffalt-oldies & future hitselectropop / itpop & more]
 
ingresso libero / aperitivo dalle 19,30 / musica fino a tardi
 
– – – –
vicolo di Santa Maria Maggiore 1, Firenze
(ingresso vicino all'angolo tra Via Cerretani e via Vecchietti – Google Maps link)

(evento facebook, per chi vuole iscriversi, supportare o ascoltare qualche assaggio)

Florence Queer Festival 2010

FQF2010Parte oggi, anzi sta partendo in queste ore l'edizione 2010 (l'ottava) del Florence Queer Festival – il festival internazionale di cinema e arte a tematico gay, lesbica e transgender di cui ho più volte parlato negli scorsi anni.

Potrei raccontare nel dettaglio le sezioni collaterali, spesso già iniziate e in parte svoltesi nelle scorse settimane e per le quali quindi questo post arriva un po' tardi (Queer Art, Queer Theatre con un appuntamento ancora da svolgersi al Teatro di Rifredi, Queer Music e Queer Book). Ma la cosa migliore è esplorare da soli il sito ufficiale, no?

Restiamo quindi sul cuore dell'evento: il cinema.
Per il secondo anno, nel mio piccolo ho dato una mano nella preparazione del Festival (come tanti altri volontari) e quindi in questi sette giorni di rassegna di film a tematica glbt (come sempre inquadrata nella 50 Giorni di cinema internazionale a Firenze) capiterò spesso al prestigioso Odeon che la ospita.

A cominciare da stasera, dove oltre allo spettacolo inaugurale vi segnalo la commedia leggera e divertente (lo dico perché l'ho già vista) Bear Cityforse più un Queer as Folk in versione cinematografica e "orsa" che il "Sex & the City peloso" (definizione con cui viene sinteticamente presentata.

Ora ho fretta, l'Odeon chiama. Magari aggiornerò più avanti questo post consigliando qualcos'altro in particolare, oppure scriverò nei prossimi giorni di qualche film visto. Intanto però raccomando di non perdersi Prayers for Bobby (domenica alle 18, in replica giovedì prossimo alle 15: in entrambi i casi con ingresso gratuito), toccante based on a true story premiato negli Stati Uniti dal GLAAD e con un'interprete d'eccezione, una certa Sigourney Weaver.

Il festival si terrà al cinema Odeon da oggi venerdì 26 novembre a giovedì 2 dicembre.

Qui l'evento facebook del festival, da cui si accede a vari altri link.

E sabato 4 dicembre, come negli scorsi anni, party Queer Aboard di chiusura del Festival al Viper (pure lì ci sono anch'io, ma stavolta in versione djistica): 2 piste, 3 dj, in apertura di serata il concerto dei Rio Mezzanino.

Saturday night’s alright for Ponterotto

Tempo di inaugurazioni e di riaperture, anche per chi ama girare per concerti e in particolare scoprire nuove band (locali e non) che propongono pop e rock alternativo & cose affini.

Se in questa stagione abbiamo visto che il martedì vedrà protagonosta il Glue, per il sabato sera c'è intanto una preziosa riconferma a Firenze & dintorni, tra i locali che qui preferiamo (quelli che danno spazio a chi propone qualcosa di nuove piuttosto che alle cover band): il circolo Arci di Ponterotto, alle porte di Montelupo Fiorentino/Empoli.
Su Ponterotto, negli ultimi anni quasi una seconda casa per il sottoscritto, non spenderò molte altre parole, rimandandovi al post di quasi un anno fa. Quest'anno ho anche un motivo in più per essergli affezionato: è mettendo musica lì nella scorsa stagione che ho iniziato a entrare nell'ordine di idee di mettere dischi (cosa che in seguito ho avuto l'occasione di fare anche altrove).

piet_mondrianLa piccola novità di quest'anno per Ponterotto (il sottoscritto, quando ci metterà musica, non sarà più tale) è una più stretta sinergia con l'associazione La Stazione, che si dedica alla vivacizzazione della scena musicale (!) della vicina San Miniato. In pratica, oltre ai sabati di Ponterotto ci sarà anche qualche concerto/evento a San Miniato al venerdì, ad arricchire quindi l'offerta settimanale in musica della zona. Iscrivendovi alla newsletter di Ponterotto sarete informati su tutto quanto.

Per quanto riguarda i primi concerti, domani sera si apre (inizio ore 23) con i Piet Mondrian, duo lui-lei con base tra San Miniato e Fucecchio che presenterà il nuovo disco Misantropicana appena uscito per Urtovox, uno stralunato ibrido tra (!) Baustelle, Wolfango, Whites Stripes a bassa fedeltà e Offlaga Disco Pax.

Sia prima che dopo il concerto metterò anche un po' di musica io.

Piet Mondrian – Misantropicana (album streaming su Soundcloud)

Piet Mondrian – Apocalippo (mp3, su Italian Embassy)

Prossime date (ingresso è sempre gratuito con tessera Arci, le indicazioni stradali e tutto il resto lo trovate sul sito):

– sabato 23 ottobre:  Death In Plains (indietronica droni e chitarra, l'apprezzato progetto personale del cantante dei marchigiani Damien*)

sabato 30 ottobre:  Bad Apple Sons (da Firenze, vincitori Rock Contest 2008; noise-dark rock tra Birthday Party e Liars, qui parlavo di un loro concerto)

sabato 6 novembre:  IOSONOUNCANE (da Bologna, l'ultima sconvolgente uscita Trovarobato) 

Glamorous Glue

Questa sera si inaugura a Firenze un nuovo spazio per concerti – e non solo.
Lo segnalo con piacere perché di posti come il Glue (ovvero di location per concerti "alt-rock" medio-piccoli) a Firenze c'è tanto, tanto bisogno. Argomento del resto già sviscerato più volte su queste pagine.
Oltretutto, la formula innovativa di questo spazio potrebbe finalmente riavvicinare ai concerti infrasettimanali una parte del pubblico che da queste parti se ne è allontanato, a causa di orari nottambulo-friendly sempre più improbabili (un esempio: ieri sera sono stato a vedere gli Uochi Toki al Doom Club, inizio ore 00.30, al mercoledì sera).

Ma andiamo con ordine e per punti.

– Il giorno dei concerti al Glue sarà sempre (con l'eccezione di stasera e di un paio di eliminatorie del RockContest) il martedì.

– Gli altri due giorni di apertura regolare del locale saranno il mercoledì e il giovedì, dedicati rispettivamente (sempre salvo eccezioni) ad eventi teatrali e a un cineforum dal programma piuttosto interessante. Sono previste anche presentazioni di libri e piccole mostre.

– Tutti questi eventi inizieranno presto (e qui sta la maggiore novità soprattutto dal punto di vista dei concerti, che inizieranno al massimo alle 21.15, se non prima, e si concluderanno verso le 2330 al massimo). Sarà quindi possibile arrivare per l'aperitivo (dalle 19.00) oppure subito dopo, e (per chi arriva da un'intensa giornata di studio/lavoro) assistere ai concerti senza addormentarsi nell'attesa.

glue-fiumani+baroncianiStasera si parte col botto, con il concerto-performance di Federico Fiumani & Alessandro Baronciani: una serata tra musica e fumetti, con il leader dei Diaframma impegnato in un suo live in modalità "Confidenziale" mentre Baronciani illustrerà il concerto sul palco, in tempo reale.

– – –

– Il Glue è in viale Manfredo Fanti, 20. Zona Campo di Marte, praticamente dietro lo stadio.

– L'ingresso al Glue è gratuito con la tessera U.S.Affrico, che costa 10 euro ed è valida per tutta la stagione (un anno a partire da adesso, insomma), garantendo l'ingresso a tutte le serate. 

 Il sito ufficiale è ancora in costruzione, ma potete fare riferimento al gruppo facebook per tutte le info sulla programmazione. 
(Tra i prossimi nomi già annunciatii: Cosmetic, Ulan Bator, The Jains, l'accoppiata canadese Women + dd/mm/yyyy)


Intanto non mancate stasera!

Diaframma – Verde
Federico Fiumani – Boxe

QueerAboard!

…In realtà una grossa novità è già in arrivo, praticamente SUBITO.
Vi ho già parlato più volte in passato delle serate gay-lesbiche-trans-friendly QueerAboard organizzate da Ireos e Arcilesbica Firenze al Viper (presso la sede di Ireos avevo anche messo i dischi in occasione della scorsa Notte Bianca, e fu una bella serata nonostante il più illeggibile web-flyer di sempre).
Beh, la brutta notizia è che non potrò più andarci a ballare come ho fatto nelle due prime stagioni.
La buona notizia è che non potrò ballarci perché… sarò dietro il mixer!
Infatti, se nella sala principale resta il mix di indie-electro, elettrohouse e queer-dance di 66Sixties, nel “bunker” (la sala al piano di sotto) quest’anno il sottoscritto si affiancherà alla confermata MyShell.Si ricrea quindi la stessa affiatata coppia di questa estate, anche se in un contesto abbastanza diverso: la sala sotterranea è dedicata al revival disco-80-90 e non solo; il friendly-pop e il trash di buon gusto (?) la faranno da padroni.

Insomma, stavolta dovrò far ballare, e la tensione è già alle stelle da settimane (e fervono i preparativi: è anche per questo che non sono riuscito a scriverne con maggiore anticipo)(che poi, come ci si prepara in questi casi?).


Qualche altra info più generale: la festa QueerAboard di questo venerdì 8 ottobre (qui sopra il volantino) è idealmente dedicata alla memoria di due importanti figure dell’associazionismo trans italiano come la fiorentina Gianna Parenti (scomparsa nel 2009) e Marcella Di Folco (che ci ha lasciato solo un mese fa).

Proprio a Gianna Parenti è intitolato lo spazio mostre di Ireos, che da sabato 9 ottobre ospiterà la mostra “Gaycon” di Michele Moricci: della stessa mostra ci sarà un’anteprima proprio alla festa.
Dalle 22,30, si esibiranno inoltre sul palco (presentando un repertorio di noti brani pop riarrangiato per violino piano e voce) Luana Ricci e Ninfa Giannuzzi, due musiciste che tra le altre cose fanno parte dell’Orchestra della Notte della Taranta di Stewart Copeland.
Le feste QueerAboard al Viper (ora c’è anche la pagina facebook!), che oltre alle due sale danzerecce prevederanno sempre anche concerti, mostre o spettacoli vari, si tengono circa una volta al mese.Ecco le date successive in programma fino a dicembre:

venerdì 12 novembre
sabato 4 dicembre (al termine del Florence Queer Festival)
sabato 25 dicembre (!)
Ovviamente vi aspetto giù, venerdì o nelle date successive. Se avete voglia di fare quattro salti e passare una serata spensierata e queer con gli amici, fatevi sotto. Tra l’altro, oltre a essere la serata glbt-friendly fiorentina più trasversale, QueerAboard (grazie all’impegno dei tanti volontari che la organizzano) è anche la più economica: in listal’ingresso costa pochissimo (5 euro!).Kylie Minogue – Your Disco Needs You

Say hello to Sunday Sunday

Tempo di scrivere anche qui un po' di aggiornamenti djistici sul sottoscritto. Lo faccio con due post distinti, uno rivolto al recente passato e uno all'immediato futuro.
 
Visto lo stato di semi-abbandono in cui è rimasto questo blog negli ultimi tempi, non ho più parlato (salvo qualche link qui accanto) della serata settimanale in quel di San Salvi messa su insieme all'amica MyShell. Chi era interessato comunque ha avuto modo di constatare altrove che la cosa è proseguita per tutta l'estate come da programma, fino alla serata di chiusura dello stesso Zero Summer il 18 settembre.

 

 
Djset da ascolto e non certo destinato a grandi folle (vista la collocazione settimanale, domenica sera tardi), Sunday Sunday! è stata una bella esperienza di esercizio alla consolle, sperimentazione musicale, condivisione e scoperta di nuovi gruppi con un'altra persona dai gusti affini e complementari ai miei. A turno ci siamo anche divertiti a fare i pierre della domenica (appunto) e a giocare con le copertine dei dischi, creando ogni settimana un diverso e più o meno delirante web-flyer (resteranno tutti a imperitura memoria sul relativo tumblr).
 
Di certo, la voglia di mettere la "mia" musica (e in generale di metter dischi con regolarità) mi è rimasta, e spero di trovare la più presto altre occasioni. Anzi, già che ci sono lo scrivo, non si sa mai: se passate da queste pagine e avete proposte in zona o suggerimenti, la mail è qui accanto. Automunito, bella presenza (ho imparato che bisogna millantare sempre e comunque), gentile nel rifiutare le richieste; disponibile anche per party a tema, onomastici, matrimoni, divorzi, mesiversari, sbattezzi, etc.
 
Fine primo post.

Sunday Sunday – Third (‘Saville perdonami’ edition)


Al volo. Domani sera si torna di scena allo Zero Summer a San Salvi: rimando per tutto allo spazio ufficiale, qui mi limito ad aggiungere che c'è una certa tensione perché questa settimana sono in versione solista.

A margine: non mi pareva di aver menzionato che la socia MyShell (che tornerà puntuale la settimana prossima) è anche la creatrice "di ruolo" dei (web)flyer di Sunday Sunday (e il motivo per cui sono decenti). Questa settimana però ho fatto tutto da solo, e il risultato è questa cosa qui sopra (tip per chi proprio non conoscesse l'originale).

Poteva venire meglio, ma vi ricordo che il temibile precedente era questo. Un po' meglio, dai.

Any given SUNDAY SUNDAY!

sundaysunday2
Cercherò di nuovo di essere piuttosto breve, perché – con mio grande piacere – anche questo è un post "di servizio".
Non ho più scritto su queste pagine della serata di domenica scorsa. Beh, è andata bene. In consolle ci siamo divertiti, e nonostante la scarsa pubblicità (per noi e per il posto, che aveva appena aperto) e la collocazione temporale non felicissima un po' di persone sono venute.

In breve: SUNDAY SUNDAY! diventa una serata fissa!
Più nel dettaglio:

Quando: ogni domenica sera dalle 22

Dove: presso lo Zero Summer nel parco di San Salvi a Firenze (di cui parlavo qui)

ChiDisOrder (il qui presente) + MyShell (Modern Lovers, Queer Aboard)

Cosa: indie/wave/brit/electropop & deviazioni varie.
Un tentativo di offrire un djset "di canzoni" che si svincoli dal puro revival. Alternando musica "vecchia" meno scontata e musica "nuova" che magari non avete ancora sentito in radio (o che radio e tv non passeranno mai), ma che potrebbe piacervi. Quel mischione che scherzosamente, in un'epoca in cui i confini delle categorie di commerciale, alternativo e di nicchia sono sempre più sfumati, mi piace definire mainstrindie (utilizzando con accezione positiva un termine già sfruttato in vari modi da altri).

Bonus: drink a prezzi non esosi, visuals, wifi gratis, fresco, ballo libero per chi vuole.

Ci vediamo lì (chi si palesa come lettore del blog vince una mia faccia imbarazzata e una richiesta soddisfatta).

Dimenticavo: non vi stresserò più con nuovi post ogni settimana, visto che ora c'è anche il tumblr ufficiale! (a differenza dei web-flyer, non a caso stavolta fatti bene, il suo claim idiota "your favourite mainstrindie night in Florence" è mio)

Hey hey, come out tonight!

nottebiancaireosNello sbruffonissimo post di qualche giorno fa avevo accennato a un appuntamento nell'ambito della Notte Bianca fiorentina che mi avrebbe coinvolto. Bene, è giunto il momento di scoprire le carte.

Prima di tutto però rimando al sito ufficiale (?) della Notte Bianca fiorentina del prossimo venerdì 30 aprile, dove si possono scoprire le tante piccole e medie iniziative (perché di grandi non mi risulta ce ne siano) organizzate in giro per la città (soprattutto in centro), così da valutare anche eventualmente se vi può interessare una trasferta in riva all'Arno.

Per parte mia vi parlo della serata organizzata da Ireos, l'associazione lgbt-etc che forse già conoscete – se fiorentini o  lettori di queste pagine – per via del Florence Queer Festival che organizza, o delle sue feste Queer Aboard.
Per l'occasione la sede di Ireos (in via dei Serragli 3, quasi all'angolo con Borgo San Frediano) rimarrà aperta al pubblico la sera e la notte, con questo programma:

– dalle h.20.00/20.30 aperitivo di inaugurazione della mostra fotografica "MADUNNA in concert" di Daniele D'Alessandro (qui gli orari per chi volesse visitarla successivamente)

– alle h.22.30 un interessante spettacolo/performance teatrale intitolato "Gente Strana". Si tratta di sketch comici liberamente tratti dal repertorio di "Monty Python’s Flying Circus". Regia di Roberto Cacini, qui altri dettagli.

– sono inoltre previste delle "esperienze di Danza Terapia" (non chiedetemi cosa sono, lo scoprirò in loco), e i cocktail fino a tardi non mancheranno.

– ah ecco, dimenticavo: la musica. Quella la mette il sottoscritto. Al termine dello spettacolo teatrale e a inizio serata durante l'aperitivo. Siete quindi tutti invitati a fare almeno un salto sul presto o sul tardi: stavolta davvero non avete scuse, oltretutto il posto è anche centralissimo e di passaggio.
Se poi volete restare a bere qualcosa o a ballare, mi farà anche più piacere.

A proposito di musica: per quanto esistano già il post sul sito di Ireos e l'immancabile evento facebook della serata, non potevo esimermi dal preparare al solo uso e consumo di questo blog, con le mie manine e i miei potenti mezzi (?), un flyer scrauso DIY di quelli che tanto vi fanno ridere (immagino). Non è proprio la cosa più leggibile del mondo (se cliccate sull'immagine la ingrandite, ma non troppo), però alcuni nomi e numi tutelari della serata li dovreste decifrare.

webnottebianca
La scommessa, per la mia prima (e ultima?) comparsata "djistica" a Firenze, vorrebbe essere mettere un po' di musica pop che piace ai gay a cui non piace la solita musica da gay; di quella musica che piace agli etero a cui piace la musica non etero; di quella musica che chi non ascolta quel che passa la radio trasmette in heavy rotation nella sua radio immaginaria.
Non vi spaventate. We're the good guys.

PS. se poi oltre a passare volete spargere la voce o spammare o retwittare o inoltrare il post ai vostri contatti fiorentini o iscrivervi all'evento fb o pubblicare o invitare o condividere e chi più social network ha più ne metta, come dire: fate pure… :)

Scissor Sisters – Filthy/Gorgeous
Hot Chip – She Wolf (Shakira cover)
Blur – Popscene 

White night, white heat

Facciamola breve, ché questo post è solo un “sapevatelo” per la vostra agenda.

Il 30 aprile, tra una settimana, a Firenze c’è la notte bianca.
Iniziative sparse per tutto il centro storico, negozi e locali aperti fino notte fonda, le solite cose…

…o quasi. Se siete di Firenze e quella sera sarete in giro, oppure se sfruttando la data prefestiva avete in programma una trasferta in città, non prendete troppi impegni.

Il quando ve l’ho detto, il dove e il come lo svelerò a breve. Il cosa lo potete immaginare, e lo potrete ascoltare.
Qui sotto c’è un indizio. Stay tuned.

Record Stoned Day

[ovvero: Fnac, strizzoni e Black Candy Store]

fnac-inaugurazioneIl titolo di questo post lo avevo deciso oggi pomeriggio, quando trovandomi nelle vicinanze sono passato all'inauguraizone della FNAC "di Firenze", in realtà insediatasi nel centro commerciale I Gigli a Campi Bisenzio. Il programma dell'inaugurazione, che secondo il sito Fnac doveva essere presentata da Paola "ora anche al gusto burlesque!" Maugeri, prevedeva infatti alle 21 l'esibizione di NoemidiXFactor, ma soprattutto alle 1930 Gianluca Grignani. Memore delle sensazionali testimonianze rock and roll regalate dal nostro a Youtube, già pregustavo la sbroccata, il farfugliamento, il collassone, la gaffe.

E' andata a finire diversamente: prima di tutto [Inizio Update] perché ormai come blogger perdo colpi, e l'inaugurazione con gli ospiti come da link sopra era giovedì sera (e quindi anche il titolo del post è tutto un film mio, ma magari proprio per questo ci sta bene lo stesso) [Fine Update]; erano in compenso presenti in uno shoecase acustico i Motel Connection (poche ore dopo in concerto a Prato). E poi perché mentre Samuel cantava un paio di canzoni (ripetute più volte? mi sembravano sempre le stesse), il qui presente blogger veniva colto da attacco di colite fulminante. Beh, non proprio fulminante grazie al cielo, sono anche riuscito a tornare a casa agilmente (=tra atroci dolori).
Ho comunque avuto il tempo di un veloce giro perlustrativo dei reparti cd e libri (il resto l'ho completamente ignorato, come continuerò probabilmente a fare nelle prossime occasioni). E ho fatto la mia conoscenza con il sistema del tesseramento Fnac (fino ad ora non mi ero mai interessato al suo funzionamento, vista la mancanza di punti vendita vicini).

Diciamo subito che la convenienza della Fnac sta tutta in un uso intelligente di promozioni e tessera. Soprattutto per quanto riguarda i cd, infatti, i prezzi sono senz'altro concorrenziali rispetto ai negozi e agli altri megastore, ma più o meno equivalenti – salvo qualche caso di disco di catalogo superfamoso piazzato come prodotto civetta –  rispetto alle possibilità che offre l'acquisto online (Play, CdWow, Amazon etc.).
Per quanto riguarda il reparto "alternative" (plauso per la dicitura, senz'altro più adatta di "indie" per contenere tutto il calderone del poprock meno da classifica, da Joanna Newsom ai Soft Pack, dai Magnetic Fields ai Joy Division), è ben fornito anche se non omnicomprensivo (ma nessun negozio di musica può davvero esserlo); i prezzi per le cose di importazione americana sono alti come su internet, e poco meno che nei piccoli negozi.
Bocciato in pieno il reparto italiano. Nessun disco di etichetta indipendente, poche differenze con l'assortimento di un'Ipercoop (nemmeno di un Mediaworld!), pareti intere All-Ligabue tra le offerte (ma c'era anche di peggio).
Buono infine il reparto di repertorio "generalista" internazionale.

Dove le cose vanno meglio è tra i libri: assortimento discreto (ottimo rispetto agli standard che offre un centro commerciale, ma non al livello di una Fnac di città, per quel che mi ricordo di quelle che ho visto, né delle più importanti librerie del centro di Firenze), buone offerte.

Se si fa la tessera se ne ammortizza presto il prezzo, perché i soci hanno sempre il 10% di sconto su libri e cd (per i dvd invece bisogna approfittare delle giornate di benvenuto o dedicate ai soci; giornate in cui lo sconto sui libri sale al 15%).
Va detto che sulle cose già in offerta tale sconto non si applica: però alla lunga c'è comunque risparmio, grazie all'immancabile raccolta-punti. Ogni scontrino anche minimo – non più di uno al giorno – dà infatti diritto a diversi punti sulla tessera. Il massimo risparmio si ha comprando poco ogni volta e accumulando quindi "velocemente" e con "meno spesa" i punti per i buoni sconto. Questa tattica naturalmente sarebbe molto più sfruttabile in un negozio di città, davanti al quale si può capitare molto spesso (penso ad esempio al popolo degli studenti universitari) senza doversi muovere apposta.

Morale della favola? Io ho per ora rimandato il tesseramento, e sono incredibilmente riuscito a uscire senza acquisti (!). Consumismo sconfitto. Il malessere ha aiutato.
Sono comunque felice di questa apertura, più per i libri (anche se ci comprerò sicuramente anche qualche cd). Continuo a essere perplesso sulla scelta della catena europea di aprire a Firenze in un non-luogo come un centro commerciale di periferia, mediamente frequentato da gente in mood "prendi l'offerta e scappa" (del resto io stesso finora ho parlato di soldi), oltre che da un target complessivamente più "basso" a livello di consumi culturali. Quello che temo è che questo negozio si adegui passivamente a tale target invece di "influenzarlo" o di crearsene uno nuovo, privilegiando inoltre la cura della parte hi-tech (telefonia, hi-fi, informatica, videogiochi) rispetto a quella contenutistica (assortimento di qualità e aggiornato per libri e audiovisivi).

Per quanto riguarda i cd, le mie fonti di approvvigionamento principali resteranno i banchini dei concerti e i negozi online. E quando ho voglia di comprare qualcosa in un negozio, prima che dalla Fnac continuerò a rivolgermi in primis al Black Candy Store.

blackcandystoreIl Black Candy Store (via Caduti di Cefalonia n. 74, zona Novoli) è il negozio nato pochi mesi fa come appendice della omonima etichetta fiorentina. Nelle tre-quattro volte in cui ci sono capitato, ho notato un assortimento sempre crescente e meglio sistemato. La filosofia di questo negozio è quella del vero e proprio negozio indipendente: non comprende il "tenere di tutto" (ci troverete ben poche cose da pomeriggio su Mtv), ma punta su alcuni generi e sul soddisfare chi li segue; ci si può andare sapendo che se i dischi che cerchiamo non ci sono (dipende anche dai propri gusti, qui il catalogo è un po' più sbilanciato su britpop e britrock), basterà scorrere i suoi scaffali per imbattersi in decine di tentazioni e occasioni, scoprendo anche qualcosa di nuovo. E comunque si può ordinare quello che non si trova. 
Inoltre, vista la parentela/vicinanza con realtà come Audioglobe (distribuzione) e RealityBites (il principale organizzatore di concerti indie internazionali a Firenze e dintorni), i dischi di molte etichette estere si trovano a prezzi assolutamente vantaggiosi. Il reparto italiano, poi, è davvero ampio.

Se a ciò aggiungiamo la presenza di una selezione piccola ma oculata di libri e dvd (a tema musicale e non), ecco che il Black Candy Store diventa il negozio perfetto dove comprare un regalo (almeno per me, che sono in grado di scegliere regali solo in questo ambito merceologico). Ed è praticamente impossibile uscirne senza aver comprato qualcosa anche per sé. I due euri in più rispetto all'acquisto su internet (quando ci sono) valgono assolutamente il gusto di tornare a comprare un cd in un negozio (io avevo praticamente smesso, da qualche anno), togliere il cellophan appena usciti e ascoltarselo subito in auto. Tutto questo dopo aver dato un'occhiata alle copertine delle ultime novità più interessanti e aver scambiato qualche commento con qualcun altro che alla musica ci tiene.

Domani, sabato 17 aprile,  è il Record Store Day, giornata dedicata in tutto il mondo alla tutela di negozi come questo. Se andate da Black Candy Store domani, troverete un sacco di sconti: vi conviene leggere qui (o qui) e scegliere oculatamente l'orario in cui visitarlo, perché le offerte si alterneranno nell'arco della giornata.

Ma al di là della ricorrenza, il consiglio (per i fiorentini o i visitatori musicofili) è comunque di farci un salto appena avrete tempo. Oltretutto, vista la collocazione in zona semi-centrale, è ben raggiungibile sia con i mezzi che con l'auto.

Hang the blogger! Hang the blogger!

Avevo accennato, in uno degli ultimi post dello scorso anno, a qualche novità in vista legata a questo blog.
E’ arrivato il momento di annunciarne una.

Su queste pagine ho già parlato più volte di Ponterotto. Per i più distratti: si tratta di un circolo Arci (quello dell’omonima frazione tra Montelupo ed Empoli), rustico quanto accogliente, apparentemente fuori mano ma in realtà facilmente raggiugibile da mezza Toscana (essendo a poche centinaia di metri dall’uscita Empoli Est della Fi-Pi-Li, da Firenze ci si arriva ad esempio  in 20 minuti scarsi di superstrada). Qui, insomma.

Hang the blogger! Hang the blogger!
Da qualche anno, più o meno dal periodo in cui questo blog esiste, Ponterotto il sabato trasforma la sala adiacente al circolo in un locale per concerti: bevute a prezzi onesti, pesci di gommapiuma, palloncini e comode poltrone per rilassarsi e ascoltare buon musica.
La programmazione ha sempre regalato i live di piccoli gruppi alt-pop provenienti da tutta Italia: quelle band "di mezzo", dalla notorietà già nazionale ma ancora di nicchia, che nel circondario, ma anche a Firenze (dove si privilegiano le cover band e la "musica d’autore"), non trovano a tutt’oggi quasi nessuno spazio per suonare (discorso già affrontato qui).
Concerti tutti gratuiti, offerti tutti i sabati e con l’obiettivo di mantenere una certa qualità e coerenza nelle scelte (la polivalente etichetta "indie" potrebbe in questo caso tornare comoda, se ormai non fosse sempre un po’ imbarazzante tirarla fuori). Qualcosa di più unico che raro da queste parti – e uno come me non si poteva che affezionare a un posto del genere.

Alcuni dei nomi visti qui sono approdati a platee un po’ più grandi, altri sono rimasti negli stessi giri, pur facendosi in seguito apprezzare ancor di più.
Tra i tanti (questo elenco non è completo), sono passati a Ponterotto Beatrice Antolini e The Niro, København Store e Gonzo 48k, Port Royal e Canadians, Amycanbe e Comaneci, Fake P e My Awesome Mixtape, Le Man Avec Les Lunettes e Chewingum, Bud Spencer Blues Explosion e X-Mary. Si sono viste anche alcune band straniere (gli svedesi Stars in Coma, i francesi Cyann & Ben, la norvegese Soda Fountain Rag, gli svedesi Mixtapes & Cellmates).
Senza dimenticare naturalmente i beniamini di casa Annie Hall, di cui si parla nel post precedente.

E’ con estremo piacere quindi che procedo a questa doppia segnalazione.

A) Prima di tutto, dopo la manciata di serate tra novembre e dicembre (con Annie Hall, Damien*, El Cijo e alcuni gruppi della zona) la programmazione da questo sabato riparte spedita.

Sabato 9 genHang the blogger! Hang the blogger!naio si inizia con i Jules not Jude.
Ponterotto, provincia di Brescia? I Jules Not Jude sono un po’ i "nipotini" dei concittadini Annie Hall e Le Man Avec Les Lunettes; ancora una volta pop sospeso tra indiepop contemporaneo e richiami beatlesiani (nel loro caso evidenti fin dal nome scelto). La loro unica uscita è l’Ep Clouds of Fish (qui potete ascoltarne tre pezzi), il cui titolo è peraltro adattissimo a Ponterotto e ai suoi pesci volanti colorati.
Per approfondire, oltre all’ascolto qui c’è una recensione, qui un’intervista.

Nelle settimane successive, arriveranno tra gli altri i già da me visti e apprezzatissimi Eterea PostBong Band con il loro electro-funk-caos (sabato 23 gennaio), i The Calorifer Is Very Hot! freschi di nuovo disco (un gradito ritorno, sabato 30 gennaio), i quotati indie-folkers psichedelici Blake/e/e/e (sabato 6 febbraio).

Tenete d’occhio sito, myspace e pagina lastfm di Ponterotto per gli aggiornamenti (non so se io riuscirò a scriverne sempre qui).

B) last but not least: c’è già stata qualche prova nelle prime serate, e a questo punto mi sento di "ufficializzarlo" (…) qui.
Djset è una parola grossa, ma ecco, la musica prima e dopo i concerti (intanto questo sabato, poi anche in seguito con una certa regolarità, senza escludere eventuali "ospiti" più bravi) la metterà il sottoscritto, cercando di indovinare qualche canzone che dica qualcosa (anche) di voi e della vostra vita.

Volete farmi una richiesta per mail e scoprire con quale scusa ve la nego?
Volete ubriacarvi e molestarmi chiedendomi il raggae?
Vi piace la musica dal vivo, mi leggete dalla Toscana e volete venire a salutarmi?
Siete stalker disinteressati alla musica ma curiosi di vedere la mia brutta faccia?

Tutte ottime ragioni per presenziare.

Insomma,
sabato 9 gennaio @ Ponterotto: Jules Not Jude live + Dis:Order djset (nome provvisorio? che imbarazzo)

The Smiths – Panic