Always Summer

A stretto giro di posta, ecco il secondo mixtape (vedi post precedente), o come volete chiamarlo. Always Summer è più o meno la seconda parte (più breve: 8 pezzi, poco più di mezzora) di I Feel 00’s (anche qui poche pretese di ricercatezza, atmosfera estiva e classici del primo decennio che non si sa come chiamare), con un po’ di elettronica in meno e di chitarrine in più, oltre a un paio di recuperi di pezzi anni 80 che però quasi neanche te ne accorgi.
Si ascolta in streaming al link sopra oppure cliccando a fondo post. Dura il tempo di una birra in spiaggia. Buon Ferragosto (così, tanto perché mi fa ridere fare degli auguri sul blog per una qualche ricorrenza a caso, dopo una vita).
NB: rispetto al primo mix, stavolta è più difficile indovinare entrambe le cover utilizzate nel collage per la “copertina”. Qualcuno però c’è riuscito, spremetevi le meningi e gli scaffali.

Always Summer
Peter Bjorn And John – Young Folks
Shout Out Louds – Tonight I Have To Leave It
Clap Your Hands Say Yeah – The Skin Of My Yellow Country Teeth
The Housemartins – Happy Hour
Phoenix – Lisztomania
I’m From Barcelona – Always Spring
Talking Heads – This Must Be The Place (Naive Melody)
Arcade Fire – Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)

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Shout Out Louds – Work

Shout Out Louds: Work (Merge, 2010)

Una recensione sana ed equilibrata di Work, opera terza degli Shout Out Louds, coglierebbe con soddisfazione lo sforzo di differenziarsi rispetto ai due dischi precedenti (Adam Olenius e compagni evitano infatti di insistere su certi stilemi Cure-pop ben sfruttati in Our Ill Wills, così come di tornare sul più irruente guitar-pop giovanile di Howl Howl Gaff Gaff). Una recensione che miri all’obiettività riconoscerebbe al contempo Work come un grande disco a metà, ammettendo che buona parte della seconda parte non è all’altezza della prima (alcuni pezzi hanno il fiato un po’ corto), o magari criticando l’eccessiva levigatezza della produzione “americana” di Phil Ek.

Troppo forte è però la tentazione di congedare al più presto tutti i lettori casuali e aprire il gruppo di autocoscienza tra noialtri che ci struggevamo da mesi aspettando il ritorno del quintetto svedese. Così potremmo finalmente contemplare insieme l’amarezza dei primi versi di Play the Game; ammettere come ogni volta l’iniziale 1999 ci tramortisca con quel riff liquido del ritornello, sferzante come vento gelido e impietoso come una serie di schiaffi in faccia; lamentarci di quanto sia crudele buttar lì a tradimento uno slogan come “never trust anyone, run away, run run run” al culmine della tensione (nel singolone Walls); confessare quanto ci manchi Impossible, ma anche quanto l’ascolto di questo nuovo album sia intenso e destabilizzante e terribile come un ritorno di fiamma con qualcuno di molto importante. Con tutto il contorno di anni trascorsi, esperienze maturate, recriminazioni, ricordi troppo ingombranti. Pezzi di cuore ed errori da raccogliere, mentre ci innamoriamo degli Shout Out Louds per la terza volta e scopriamo che, in modo diverso, fa ancora male.

myspace
mp3 download di Walls gentilmente offerto dal sito della band
mp3 download di Fall Hard nel remix dei Passion Pit (”Passion Pit’s Summertime Radio Remix“)
il video di Walls
il video di Fall Hard

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